Cina vieta le maniglie a scomparsa: adesso cosa succede
Dal 2027 la Cina proibisce le maniglie a scomparsa sugli EV: impatto su Tesla, BMW, costi fino a 100 mln yuan e possibili ricadute sui mercati globali
Dal 1° gennaio 2027, una rivoluzione normativa scuoterà il settore automobilistico: la Cina ha annunciato il divieto delle maniglie a scomparsa sui veicoli elettrici. Questa decisione avrà conseguenze non solo per il mercato interno, ma anche a livello globale, costringendo i principali costruttori a ripensare i propri progetti e strategie industriali. La portata di questa misura va ben oltre una semplice modifica tecnica: coinvolge questioni di sicurezza, politiche industriali e persino il posizionamento dei brand sul mercato.
L’impatto economico
L’impatto economico di questa normativa è immediatamente evidente: si parla di circa 100 milioni di yuan per modello, una cifra che comprende la completa riprogettazione delle porte e il riassetto delle linee produttive. Case automobilistiche internazionali come Tesla e BMW dovranno adeguarsi, mentre produttori locali quali BYD e Geely si stanno già muovendo in anticipo, reintroducendo maniglie meccaniche tradizionali per soddisfare le nuove disposizioni.
La normativa imposta dalla Cina è molto precisa: le maniglie esterne dovranno offrire una presa incassata minima di 60 mm x 20 mm, mentre i comandi interni dovranno essere chiaramente segnalati tramite pannelli visibili di almeno 1 cm x 0,7 cm. Il motivo ufficiale di questa scelta è la prevenzione di possibili malfunzionamenti elettronici durante le emergenze, per garantire un’evacuazione rapida e facilitare l’accesso ai soccorsi. Un tema, quello della sicurezza, che negli ultimi anni ha assunto un ruolo centrale nella progettazione delle automobili, soprattutto alla luce della crescente complessità dei sistemi digitali di bordo.
Il divieto vale solo per le EV
Tuttavia, la decisione di applicare il divieto esclusivamente ai veicoli elettrici – lasciando invece libere le auto a combustione interna – ha suscitato numerosi interrogativi tra gli addetti ai lavori. Molti esperti ritengono che, oltre alle motivazioni legate alla sicurezza, vi siano in gioco considerazioni di politica industriale: la Cina potrebbe puntare a proteggere la propria filiera produttiva e a favorire soluzioni tecniche più semplici, economiche e facilmente riparabili. Una mossa che, se confermata, evidenzierebbe la volontà di rafforzare la competitività delle aziende locali nei confronti dei colossi internazionali.
Le ripercussioni di questa normativa non resteranno confinate entro i confini cinesi. Molti costruttori, infatti, tendono a standardizzare i componenti a livello globale per ottimizzare i costi. Di conseguenza, è molto probabile che la diffusione delle maniglie meccaniche interesserà anche l’Europa e altri mercati strategici tra il 2028 e il 2029. Già in diversi Paesi europei e nel mondo anglosassone si stanno valutando regolamenti analoghi, con particolare attenzione ai requisiti di accessibilità e alla segnalazione chiara delle aperture.
Un design da rivedere
Per i marchi che hanno costruito la propria identità su un design minimalista e innovativo, come Tesla, la reintroduzione delle maniglie meccaniche rappresenta una sfida non solo tecnica, ma anche estetica. Alcuni designer vedono in questo scenario un’opportunità per sviluppare soluzioni ibride, capaci di coniugare la funzionalità meccanica con l’eleganza delle linee pulite. Altri, invece, temono che il ritorno a elementi più tradizionali possa danneggiare l’immagine dei brand e la loro percezione di avanguardia tecnologica.
Sul fronte dei consumatori, l’impatto nella vita quotidiana sarà limitato, ma è probabile che i costi di riprogettazione si riflettano almeno in parte sui prezzi dei veicoli elettrici nel breve termine. Resta però aperto il dibattito sulla reale efficacia di questa misura: diversi critici chiedono dati più dettagliati sugli incidenti che hanno motivato il divieto e suggeriscono una valutazione comparata con le tecnologie di ridondanza già presenti su molti veicoli, indipendentemente dalla motorizzazione.