Audi si pente del cambio di nomenclatura: A4 tornerà al posto di A5
Audi fa marcia indietro sulla nomenclatura introdotta nel 2024: l'A4 verrà ripristinata, l'A6 resterà invariata e le versioni elettriche avranno il suffisso e-tron per chiarezza clienti
Il mondo dell’automotive è spesso teatro di rivoluzioni silenziose, ma questa volta il colosso tedesco Audi ha scelto di fare marcia indietro su una delle sue decisioni più discusse degli ultimi anni: il sistema di nomenclatura che aveva appena rivoluzionato la gamma dei suoi modelli. Una scelta che, seppur motivata dal desiderio di chiarezza, si è rivelata poco gradita da clienti e concessionari, tanto da costringere il marchio dei quattro anelli a un rapido dietrofront.
“Abbiamo commesso un errore”: con queste parole, il CEO Gernot Döllner ha ufficializzato il ritorno al passato. Solo dodici mesi fa, Audi aveva introdotto una nuova strategia di denominazione, separando le vetture a combustione interna e quelle elettriche attraverso l’uso di numeri dispari e pari. Un cambiamento che ha portato, tra le altre cose, alla riclassificazione della storica A4 in A5, una scelta che ha sollevato non poche perplessità sia tra gli addetti ai lavori che tra gli appassionati del marchio.
Troppa confusione
L’obiettivo era quello di fornire una distinzione immediata tra le auto tradizionali e quelle a batteria: i numeri dispari sarebbero stati riservati ai motori endotermici, mentre quelli pari avrebbero identificato i modelli elettrici. In teoria, una soluzione logica e ordinata. Nella pratica, però, questa mossa ha generato confusione e incertezza. I concessionari hanno espresso fin da subito le loro perplessità, mentre i clienti si sono trovati spiazzati davanti a una gamma in cui le sigle familiari non corrispondevano più alle auto che conoscevano. La paura che questa confusione potesse influire negativamente sul valore residuo dei veicoli nel mercato dell’usato ha ulteriormente complicato la situazione.
Questa esperienza ha evidenziato quanto i nomi dei modelli non siano semplici codici identificativi, ma veri e propri pilastri della continuità e della riconoscibilità di un brand. La sequenza alfanumerica, in casa Audi, è un linguaggio condiviso con il pubblico: modificarla senza un adeguato percorso di transizione rischia di compromettere la chiarezza, sia negli showroom che nelle strategie di marketing. Il caso della A4 ribattezzata A5 ne è la prova più evidente: una scelta che ha destabilizzato la clientela e generato un’ondata di reazioni negative, sia sui social network che nelle filiali di vendita.
Gestire il patrimonio immateriale
Gli analisti del settore, pur riconoscendo la coerenza interna della proposta, hanno sottolineato l’importanza di gestire con estrema cautela il patrimonio immateriale di un marchio. L’esperienza insegna che la familiarità e la riconoscibilità di una sigla sono spesso più importanti di una logica razionale, soprattutto quando si tratta di modelli iconici come la A4. La risposta del pubblico non si è fatta attendere, trasformando un tentativo di innovazione in una fonte di attriti e incomprensioni.
Di fronte a questa situazione, Audi ha deciso di rivedere la propria strategia. Verrà ripristinata la tradizionale gerarchia: le lettere “A” continueranno a identificare le berline, mentre la “Q” resterà appannaggio dei SUV. I numeri torneranno a rappresentare il segmento e le dimensioni del veicolo, con il suffisso e-tron a distinguere le versioni a batteria elettrica. Un compromesso che unisce modernità e tradizione, destinato a essere adottato già dal prossimo restyling della vettura attualmente conosciuta come A5, che tornerà ufficialmente a chiamarsi A4.
Tutto da rifare
Questo cambiamento non sarà privo di conseguenze operative: cataloghi, sistemi informativi, certificazioni tecniche e materiale didattico per la rete commerciale dovranno essere aggiornati. Tuttavia, la direzione strategica appare chiara: la priorità va alla continuità del marchio e alla familiarità per il cliente, anche a costo di sacrificare una logica interna forse troppo sofisticata per il consumatore medio.
Il ripensamento di Ingolstadt offre una lezione preziosa a tutto il settore: nella transizione verso l’elettrico, la forza della tradizione e la riconoscibilità del brand sono valori irrinunciabili. Per Audi, il ritorno alla storica A4 non è solo una questione di nome, ma una scelta strategica che riafferma l’importanza di parlare il linguaggio dei propri clienti. Una decisione che potrebbe ispirare anche altri costruttori, chiamati a trovare il giusto equilibrio tra innovazione e identità nella sfida della mobilità del futuro.