Trent'anni fa l'avvento della monovolume che rivoluzionò tutto

Scopri la storia della Opel Sintra presentata a Ginevra 1996: prima monovolume Opel con abitabilità, modularità e motori ECOTEC, precorritrice della Zafira.

Trent'anni fa l'avvento della monovolume che rivoluzionò tutto
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Giorgio Colari
Pubblicato il 9 feb 2026

Quando si parla di auto familiari degli anni ’90, poche vetture sono riuscite a incarnare il concetto di praticità e flessibilità quanto la Opel Sintra. Questa monovolume compatta, svelata per la prima volta al Salone di Ginevra nel marzo 1996, rappresentò per il costruttore tedesco un vero e proprio banco di prova: un laboratorio su quattro ruote dove testare idee innovative destinate a lasciare il segno nelle generazioni future di vetture Opel. Pur non avendo avuto una carriera commerciale particolarmente lunga, la Sintra si distinse per la sua capacità di anticipare le esigenze di un mercato in rapida evoluzione, offrendo soluzioni che avrebbero poi ispirato modelli come Zafira, Agila e Meriva.

Una missione precisa

L’essenza progettuale della Opel Sintra ruotava attorno a una missione ben precisa: massimizzare lo spazio interno senza sacrificare la maneggevolezza su strada. L’abitacolo, organizzato con grande intelligenza, permetteva di ospitare fino a otto passeggeri, garantendo un livello di abitabilità superiore rispetto a molte rivali dell’epoca. La vera rivoluzione, però, era rappresentata dalla modularità dei sedili: ogni elemento poteva essere rimosso, spostato o ripiegato con estrema facilità, consentendo una trasformazione rapida da vettura per il trasporto di persone a veicolo per il carico di oggetti ingombranti. Questo approccio flessibile si rivelò particolarmente apprezzato dalle famiglie numerose e da chi necessitava di un’auto capace di adattarsi a esigenze quotidiane sempre diverse.

Un altro punto di forza della Sintra era l’adozione delle porte scorrevoli laterali, una soluzione pratica che facilitava notevolmente l’accesso ai sedili posteriori, soprattutto in contesti urbani dove lo spazio per aprire le portiere tradizionali spesso scarseggia. Questo dettaglio, apparentemente semplice, contribuì a rendere la Sintra una delle vetture più facili da vivere nel suo segmento, ponendo l’accento su quell’attenzione ai bisogni reali delle famiglie che sarebbe poi diventata un marchio di fabbrica Opel.

Coniugare sicurezza al comfort

Dal punto di vista tecnico, la Sintra fu sviluppata con una serie di scelte progettuali mirate a coniugare sicurezza, comfort e prestazioni. La trazione anteriore, abbinata a un assetto ben equilibrato, garantiva una guida prevedibile e sicura anche a pieno carico. Particolare attenzione fu dedicata alla riduzione del peso, grazie all’impiego di materiali leggeri come alluminio e magnesio in alcune componenti chiave. L’impianto frenante, dotato di ABS di serie, rappresentava un ulteriore tassello a favore della sicurezza attiva.

Sotto il cofano, la gamma motori della famiglia ECOTEC offriva una varietà di soluzioni in grado di soddisfare esigenze diverse. Il top di gamma era rappresentato dal potente V6 201 CV della versione CD, capace di offrire prestazioni brillanti e una guida piacevole anche nei lunghi viaggi. Accanto a questa motorizzazione più prestazionale, Opel propose anche varianti più economiche e razionali, come il quattro cilindri 2.2, in grado di garantire consumi contenuti senza rinunciare alla versatilità.

Fu una vera apripista

Il debutto commerciale della Sintra avvenne in Germania nell’autunno del 1996, per poi approdare in Italia nei primi mesi del 1997. L’accoglienza fu inizialmente positiva: utenti e addetti ai lavori ne apprezzarono la qualità costruttiva, la spaziosità e la praticità. Tuttavia, la rapida evoluzione del segmento delle monovolume e la crescente pressione competitiva limitarono la diffusione del modello, che non riuscì a imporsi in modo capillare sul mercato europeo.

Nonostante ciò, il vero valore della Opel Sintra va ricercato nel suo ruolo strategico: fu il punto di partenza per una nuova filosofia costruttiva che avrebbe caratterizzato le future monovolume Opel. La cura per i dettagli pratici, come le porte scorrevoli e la modularità dei sedili, unita a una ricerca costante di equilibrio tra guidabilità e comfort, definì il DNA dei progetti successivi e consolidò l’impegno della casa tedesca verso il segmento delle vetture familiari compatte. La Sintra, in definitiva, rimane un esempio emblematico di come innovazione e attenzione alle esigenze quotidiane possano fare la differenza nella progettazione automobilistica.

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