BYD, la Atto 2 sarà la prima auto prodotta in Europa: addio dazi
BYD produrrà la Atto 2 a Szeged (Ungheria) dal 2025: capacità iniziale 150.000 auto annue, futuri 300.000, produzione di elettriche e ibridi plug-in per ridurre l'impatto dei dazi UE e adattare i modelli al mercato europeo
La conquista del mercato automobilistico europeo da parte di BYD si fa sempre più concreta e strutturata, grazie a una strategia industriale che punta su radicamento locale, innovazione e competitività. L’azienda cinese, leader mondiale nel settore delle auto elettrificate, ha annunciato la realizzazione di un maxi stabilimento produttivo nel cuore dell’Europa, con l’obiettivo di produrre ben 150.000 veicoli all’anno. Una cifra destinata a crescere fino a 300.000 unità, qualora la domanda lo richiedesse, segnando così un nuovo capitolo nella storia della mobilità sostenibile e nella sfida ai costruttori tradizionali.
Una scelta che non è casuale
La scelta della Ungheria come base operativa non è casuale. In particolare, la città di Szeged è stata individuata come il polo strategico in cui sorgerà lo stabilimento che, entro ottobre 2025, vedrà nascere la nuova Atto 2. Questa mossa consente a BYD di aggirare in modo efficace i dazi UE sulle importazioni dirette dalla Cina, che attualmente gravano per il 27% sul prezzo finale delle vetture. Produrre localmente significa dunque poter offrire auto a prezzi più competitivi, un aspetto destinato a rivoluzionare gli equilibri del mercato e a stimolare una maggiore accessibilità alle tecnologie di nuova generazione.
Il trasferimento della produzione europea rappresenta un passaggio cruciale non solo per l’abbattimento dei costi, ma anche per l’adattamento dell’offerta alle specificità del pubblico europeo. BYD ha già anticipato che la gamma realizzata in Ungheria comprenderà sia auto elettriche pure che modelli ibridi plug-in, rispondendo così alle esigenze di una clientela sempre più attenta alla sostenibilità e alla versatilità delle soluzioni di mobilità. Attualmente, la Atto 2 elettrica viene proposta nei Paesi Bassi a un prezzo di circa 36.690 euro, superiore rispetto a concorrenti come Peugeot e-2008 e Volvo EX30. Tuttavia, la produzione ungherese promette di ridurre sensibilmente questo gap, permettendo a BYD di riposizionarsi in modo più aggressivo e di offrire dotazioni pensate appositamente per il mercato locale, dai dettagli degli interni ai sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS).
Una visione di lungo periodo
L’investimento in Szeged si inserisce in una visione di lungo periodo che va ben oltre la semplice elusione dei dazi. BYD, infatti, sta già pianificando un secondo impianto in Turchia e valuta l’apertura di un terzo sito produttivo in Europa, a conferma di una strategia di radicamento profondo nel Vecchio Continente. Si tratta di un disegno industriale che mira a consolidare la presenza del marchio e a creare un ecosistema produttivo integrato, capace di rispondere in modo tempestivo alle evoluzioni della domanda e alle sfide competitive.
Non mancano, tuttavia, le criticità e le incognite legate a questa espansione. Gli analisti sottolineano come il semplice spostamento della produzione non garantisca automaticamente il successo commerciale. La capacità di BYD di integrarsi nella filiera locale dei fornitori, di gestire i costi del lavoro e di costruire una reputazione solida tra i consumatori europei sarà messa alla prova nei prossimi anni. Nel frattempo, i principali competitor europei e asiatici non resteranno certo a guardare, ma potrebbero accelerare le proprie strategie di innovazione e posizionamento.
Un’opportunità concreta
Dal punto di vista occupazionale, l’arrivo di BYD in Ungheria rappresenta una concreta opportunità di crescita per l’indotto locale. La filiera delle auto elettrificate, infatti, è in grado di generare numerosi posti di lavoro sia diretti che indiretti, coinvolgendo competenze specializzate, logistica e fornitura di componenti ad alto valore aggiunto. Questo aspetto assume un’importanza strategica per il tessuto industriale ungherese, che potrà beneficiare di investimenti e formazione in settori tecnologicamente avanzati.
Nei prossimi mesi, l’attenzione degli osservatori sarà focalizzata su alcuni indicatori chiave: i prezzi effettivi delle vetture prodotte localmente, i volumi di produzione realmente raggiunti e, soprattutto, la percezione della qualità da parte dei clienti europei. Questi fattori saranno determinanti per valutare l’impatto reale dell’operazione BYD sulla competitività del settore automobilistico continentale e sulla capacità dell’azienda cinese di affermarsi come player di riferimento nel nuovo scenario della mobilità elettrica e sostenibile.