BYD torna a pungere Stellantis, stavolta nel mirino c'è la sicurezza
In Italia BYD lancia una campagna aggressiva contro Stellantis: la Dolphin Surf al centro della sfida sulla sicurezza e gli ADAS, con riferimenti a PureTech e alle parole di Olivier Francois
Nel panorama automobilistico italiano si sta giocando una partita ad alta tensione tra due giganti del settore: BYD e Stellantis. Al centro del dibattito, la sicurezza stradale e il valore delle tecnologie di assistenza alla guida. Mentre il costruttore cinese rilancia la sua presenza sul mercato nazionale con una campagna comunicativa di forte impatto, il gruppo franco-italiano viene chiamato in causa su una strategia di riduzione dei costi che rischia di ridefinire gli standard del segmento citycar.
“Sulla sicurezza non rallentiamo mai”. Questo lo slogan scelto da BYD per sottolineare il proprio posizionamento, in netta contrapposizione alle recenti dichiarazioni di Olivier Francois, CEO di FIAT, che aveva ipotizzato di contenere i costi di produzione attraverso la riduzione della velocità massima delle citycar e l’eliminazione di alcune dotazioni avanzate. Il messaggio di BYD è chiaro: investire sulla protezione degli occupanti e dei pedoni non è una variabile su cui si può risparmiare, ma un elemento distintivo della proposta commerciale.
Il colosso cinese risponde alle parole del CEO di Fiat
A incarnare questa filosofia è la Dolphin Surf, il veicolo elettrico della casa cinese certificato con cinque stelle Euro NCAP. La nuova campagna pubblicitaria la pone al centro della scena, circondata da icone che illustrano i principali sistemi ADAS presenti a bordo. L’obiettivo è comunicare con forza che le tecnologie di assistenza alla guida sono una componente imprescindibile per la mobilità del futuro, e non un semplice optional sacrificabile sull’altare del risparmio.
Questa presa di posizione rappresenta l’ultimo atto di una rivalità che si è intensificata nelle scorse settimane, quando BYD aveva già lanciato una provocazione diretta offrendo un bonus rottamazione fino a 10.000 euro, rivolto specificamente ai proprietari di vetture Stellantis dotate del motore PureTech. Una mossa che sfruttava le note criticità tecniche emerse nel tempo su questa motorizzazione, rafforzando la percezione di affidabilità del brand cinese.
Perché gli ADAS sono importanti
Nel contesto di un mercato sempre più competitivo, la strategia di Stellantis di valutare la riduzione delle dotazioni di bordo — in particolare i sistemi ADAS — apre un acceso dibattito tra addetti ai lavori e consumatori. Se da un lato, eliminare sensori e funzioni ritenute “non essenziali” può portare a un abbattimento dei costi di produzione, dall’altro rischia di minare la fiducia del pubblico e di penalizzare la percezione della qualità e della sicurezza dei prodotti.
Gli ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) sono ormai un elemento centrale nei crash test e nella valutazione della sicurezza dei veicoli. Dal sistema di frenata automatica d’emergenza al mantenimento della corsia, dal riconoscimento dei pedoni ai sistemi di allerta, queste tecnologie si rivelano fondamentali soprattutto nel traffico urbano, dove il rischio di incidenti a basse e medie velocità è elevato. Tuttavia, lo sviluppo e l’implementazione di tali soluzioni comportano costi significativi, che i costruttori cercano di ammortizzare attraverso economie di scala e una produzione su larga scala.
Pressione alta sui prezzi
Gli esperti sottolineano come, nel segmento delle citycar elettriche, la pressione sui prezzi sia altissima e il consumatore finale sia particolarmente attento sia al prezzo d’acquisto sia all’autonomia. In questo scenario, una strategia di contenimento delle funzioni può generare risparmi immediati, ma rischia di compromettere il posizionamento del marchio nel medio-lungo periodo, soprattutto se la concorrenza — come BYD — punta con decisione sulla qualità e sulla sicurezza.
Al momento, Stellantis non ha ancora replicato ufficialmente alle provocazioni del competitor. Restano aperte diverse strade: dalla risposta legale a quella comunicativa, passando per un rafforzamento degli argomenti tecnici e di prodotto, oppure un approccio più prudente in attesa di valutare la reazione del mercato.
Le ripercussioni potenziali
Questa sfida avrà ripercussioni significative sull’evoluzione del mercato italiano. Da un lato, incentiva l’adozione della mobilità elettrica e la standardizzazione delle funzioni di sicurezza avanzate; dall’altro, alimenta una pressione deflazionistica che potrebbe spingere i costruttori a cercare nuove soluzioni tecniche per contenere i costi. In assenza di un confronto strutturato con enti regolatori e istituti indipendenti di testing, saranno i consumatori a determinare con le loro scelte di acquisto quale modello prevarrà.
La strategia di BYD punta a consolidare l’immagine di costruttore innovativo e orientato alla sicurezza, facendo leva sia sui risultati ottenuti nei crash test Euro NCAP sia sulla solidità dell’apparato tecnico dedicato agli ADAS. L’eventuale reazione di Stellantis rappresenterà un banco di prova decisivo per comprendere quali saranno le nuove dinamiche competitive che plasmeranno il settore automotive italiano nei prossimi anni.