Ferrari, che succede? Primo calo di vendite in quasi un decennio
Ferrari chiude il 2025 con un -3,43% delle immatricolazioni: Usa e Regno Unito in flessione, Giappone e mercati europei in crescita. L'elettrica arriva nel 2026
Il 2025 segna una svolta storica per Ferrari, che dopo quasi dieci anni di crescita ininterrotta, registra il primo segno meno nelle sue performance di mercato. Un calo delle immatricolazioni pari al 3,43% e un totale di 8.755 vetture vendute rappresentano una battuta d’arresto, ma non un allarme per la solidità della casa di Maranello. Gli analisti concordano: non si tratta di una crisi strutturale, ma piuttosto dell’effetto di una serie di fattori contingenti che stanno ridisegnando il panorama del lusso automobilistico internazionale.
Mercati maturi sotto pressione: Stati Uniti, Regno Unito e Germania
La frenata si avverte soprattutto nei mercati storicamente più forti per il Cavallino Rampante. Negli Stati Uniti, le vendite 2025 si fermano a 3.394 unità, segnando una contrazione del 3,77%. Il contesto commerciale appare incerto, complice la minaccia di nuove tariffe e un clima geopolitico instabile. Tuttavia, il mese di dicembre ha portato segnali positivi grazie al lancio del nuovo Purosangue, che ha contribuito a ravvivare l’interesse degli appassionati e dei collezionisti.
Situazione ancora più complessa nel Regno Unito, dove le immatricolazioni crollano del 29%, fermandosi a 665 unità. Qui, il taglio delle agevolazioni fiscali per i clienti con alto patrimonio netto ha inciso profondamente sulla domanda, dimostrando quanto le politiche locali possano influenzare le scelte di acquisto anche nel segmento delle supercar. La Germania, secondo mercato mondiale per il marchio, mostra una maggiore tenuta: le 1.746 consegne rappresentano una flessione del 4,43%, ma la domanda resta sostenuta grazie al successo di modelli consolidati e a una clientela fedele che continua a vedere nella Ferrari un simbolo di esclusività e performance.
Asia e Mediterraneo in controtendenza: il Giappone e il boom dell’Italia
Se i mercati maturi rallentano, dall’Oriente e dall’Europa meridionale arrivano segnali di crescita che riequilibrano il bilancio globale. Il Giappone si conferma un mercato strategico per Ferrari, con un incremento delle immatricolazioni del 5,4% e 1.523 vetture consegnate. La passione dei clienti nipponici per il marchio non conosce crisi e si traduce in numeri solidi, anche grazie a una crescente attenzione verso l’innovazione tecnologica e la cura dei dettagli.
Ancora più eclatante il risultato dell’Italia, che mette a segno un balzo in avanti del 10%, con 819 nuove immatricolazioni. Un dato che sottolinea come, nonostante le difficoltà economiche e l’incertezza normativa, il fascino della Ferrari rimanga intatto nel Paese che l’ha vista nascere. In Francia si registra un aumento dell’11,8% (388 unità), trainato da una forte presenza di acquirenti privati, che rappresentano oltre il 62% della clientela. Tra i mercati minori, spiccano le crescite a doppia cifra di Spagna (+36,25%), Paesi Bassi (+24,73%) e Belgio (+33,77%), mentre l’Austria segna una battuta d’arresto con un calo del 23,23%.
Strategia Ferrari: esclusività, marginalità e la sfida dell’elettrico
La scelta strategica di Ferrari di privilegiare la marginalità e il valore rispetto alla semplice crescita quantitativa emerge con chiarezza dall’analisi dei dati. L’order book resta pieno e la politica commerciale si fa sempre più selettiva, puntando a rafforzare il posizionamento di lusso e unicità del brand. In questo contesto, l’attesa per la auto elettrica 2026 rappresenta un vero banco di prova: la sfida sarà quella di coniugare la tradizione prestazionale e il fascino emozionale della Ferrari con le nuove esigenze della mobilità sostenibile e dell’elettrificazione.
Gli osservatori sono concordi nel considerare il 2025 non come un campanello d’allarme, ma come il risultato fisiologico di dinamiche cicliche e locali che non mettono in discussione la solidità strutturale del marchio. Le performance negative in alcuni mercati vengono bilanciate dalle crescite in altri, mentre la strategia di Maranello punta a rafforzare la percezione di esclusività e a preparare il terreno per le sfide future. La transizione verso l’elettrico, l’attenzione ai nuovi mercati e la capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti normativi e fiscali saranno le chiavi per continuare a dominare il segmento delle supercar di lusso anche nei prossimi anni.