Tesla elimina Autopilot di serie negli Usa e spinge sul FSD in abbonamento
Tesla rimuove Autopilot di serie su Model 3 e Model Y negli USA: rimane solo il TACC. Il pacchetto Full Self-Driving passa al modello in abbonamento da 99$/mese
Negli Stati Uniti si sta delineando una nuova era per il rapporto tra costruttore e cliente nel settore automobilistico, e al centro di questa rivoluzione si trova Tesla. La casa californiana ha infatti deciso di modificare radicalmente la propria strategia commerciale, spostando alcune delle sue tecnologie di sicurezza attiva dal tradizionale pacchetto di serie a un modello basato su abbonamento. Questo cambiamento non solo ridefinisce la monetizzazione delle funzioni software, ma solleva anche interrogativi importanti su equità, accessibilità e futuro della sicurezza stradale.
Eliminazione Autopilot
L’elemento più eclatante di questa nuova strategia è l’eliminazione di Autopilot dalle dotazioni standard delle nuove Model 3 e Model Y destinate al mercato americano. Fino a oggi, queste due vetture rappresentavano la punta di diamante dell’offerta Tesla, con sistemi avanzati di assistenza alla guida forniti di serie. Oggi, invece, chi acquista una nuova Tesla negli USA si trova di fronte a una scelta: mantenere gratuitamente il solo controllo di crociera adattivo, noto come TACC, oppure sbloccare funzioni avanzate—come il mantenimento automatico della corsia (Autosteer) e il cambio di corsia assistito—sottoscrivendo un abbonamento mensile di 99 dollari, oppure optando per l’acquisto temporaneo del pacchetto a 8.000 dollari, soluzione che però verrà eliminata dopo febbraio 2026.
Questa svolta segna una transizione epocale: la tecnologia di sicurezza non è più un elemento garantito, ma diventa un servizio premium. Dal punto di vista commerciale, la mossa di Tesla punta a generare flussi di cassa ricorrenti, valorizzando il software più dell’hardware e creando un legame continuo con la propria base clienti. Non si tratta solo di una scelta di business: il modello a sottoscrizione permette anche aggiornamenti costanti e l’implementazione rapida di nuove funzionalità, mantenendo così il veicolo sempre al passo con le ultime innovazioni.
L’abbonamento conviene
Non mancano, tuttavia, le polemiche. Se da un lato alcuni utenti vedono nell’abbonamento una soluzione economicamente vantaggiosa per chi utilizza solo saltuariamente le funzioni avanzate, dall’altro associazioni di sicurezza stradale e gruppi di consumatori esprimono forti riserve. Il fatto che tecnologie in grado di ridurre il rischio di incidenti—come il mantenimento della corsia—siano ora protette da un paywall, pone una questione etica e normativa di primaria importanza. La sicurezza su strada può davvero essere subordinata alla capacità di spesa del singolo automobilista?
Sul fronte regolatorio, il dibattito è aperto. Legislatori e autorità di controllo potrebbero infatti interrogarsi sulla legittimità di vincolare l’accesso a funzioni di sicurezza attiva a un pagamento ricorrente. Si fa strada l’ipotesi che debbano essere fissati standard minimi di sicurezza garantiti per legge, indipendentemente dal modello di business adottato dal costruttore. Un ulteriore aspetto da non sottovalutare riguarda il mercato dell’usato: i veicoli privi di Autopilot di serie potrebbero subire una svalutazione più rapida e una domanda di rivendita meno vivace, proprio a causa della mancanza di dotazioni considerate ormai fondamentali dagli acquirenti.
In Europa è diverso
La situazione, almeno per ora, resta diversa in Europa e in Italia, dove Autopilot continua a essere incluso nelle dotazioni di serie. Tuttavia, segnali provenienti dal management di Tesla—inclusi i recenti annunci di Elon Musk relativi a possibili approvazioni del sistema Full Self Driving (o FSD) nel Vecchio Continente—lasciano presagire che la politica della sottoscrizione potrebbe presto varcare l’Atlantico. Il mercato europeo, dunque, osserva con attenzione quanto sta accadendo negli Stati Uniti, consapevole che il successo o il fallimento di questo modello di business potrebbe determinare il futuro delle tecnologie di assistenza alla guida anche da questa parte dell’oceano.
L’esperimento americano di Tesla si configura quindi come un banco di prova globale. Se il modello a abbonamento per le funzioni di guida assistita dovesse affermarsi, potrebbe segnare una svolta epocale nel modo in cui i costruttori automobilistici concepiscono la sicurezza e il valore aggiunto dei propri veicoli. Allo stesso tempo, rimane da capire come il quadro normativo e le aspettative dei consumatori evolveranno di fronte a una trasformazione che ridefinisce il concetto stesso di accessibilità e protezione sulle strade del futuro.