Ferrari 488 Pista rubata sfonda il concessionario e viene distrutta
Furto notturno al concessionario ILM Auto di Cahors: una Ferrari 488 Pista rubata è stata usata per sfondare lo showroom e poi ritrovata distrutta e incendiata a Montpezat-de-Quercy. Indagini in corso con immagini delle telecamere
Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2026, un evento destinato a rimanere impresso nella cronaca automobilistica francese ha sconvolto la tranquilla cittadina di Cahors, nel sud-ovest della Francia. Un furto a dir poco spettacolare ha visto protagonista una delle supercar più iconiche del Cavallino Rampante: la Ferrari 488 Pista. La vicenda, che si è consumata ai danni del concessionario ILM Auto, ha assunto contorni quasi cinematografici per le modalità con cui è stata messa in atto e per il drammatico epilogo tra le campagne di Montpezat-de-Quercy.
La ricostruzione dei fatti
Secondo la ricostruzione dei fatti, tutto ha avuto inizio intorno alle 2:15 del mattino. Due individui, probabilmente decisi eppure non troppo esperti, hanno forzato una finestra laterale per introdursi negli uffici del concessionario. Qui, tra decine di vetture di lusso parcheggiate, hanno scelto di impossessarsi delle chiavi di una sola auto: la potentissima Ferrari 488 Pista. Una scelta che già da sola suggerisce una certa dose di audacia – o forse di imprudenza – da parte dei ladri, che hanno deliberatamente ignorato altri modelli di prestigio disponibili nel salone.
Il piano, però, ha preso una piega imprevista. Dopo aver tentato inutilmente di aprire la porta principale del showroom, i malviventi hanno optato per una soluzione tanto drastica quanto rischiosa: trasformare la supercar da 720 cavalli in un vero e proprio ariete, sfondando la vetrina principale e guadagnandosi così la via di fuga. Una scena degna di un film d’azione, che però ha messo subito in evidenza la scarsa preparazione dei responsabili.
Un’auto da non sottovalutare
La Ferrari 488 Pista, progettata per piloti esperti e capace di prestazioni estreme, si è rivelata ben presto un’arma a doppio taglio nelle mani di chi non ne conosceva i segreti. La potenza erogata dal suo motore, l’assetto rigido e la risposta immediata ai comandi hanno giocato un brutto scherzo ai ladri: poco dopo il furto, la vettura è uscita di strada lungo la RD820, nei pressi di Montpezat-de-Quercy, terminando la sua corsa in un violento incendio che l’ha completamente distrutta. Le fiamme hanno cancellato ogni possibile traccia utile alle indagini, rendendo ancora più difficile il lavoro degli inquirenti.
«Una Ferrari non si guida così e basta, è complicata, devi sapere cosa stai facendo», ha dichiarato visibilmente amareggiato Nathan Azaïs, il proprietario di ILM Auto. Le sue parole sottolineano come la scelta di una supercar così sofisticata abbia rappresentato il vero punto debole dell’intera operazione: un errore di valutazione che ha reso evidente l’inesperienza dei malviventi.
Una corsa contro il tempo
Ora le forze dell’ordine sono impegnate in una corsa contro il tempo. Gli investigatori stanno esaminando attentamente le registrazioni delle telecamere di sorveglianza del concessionario e degli impianti pubblici posizionati lungo la strada, nella speranza di individuare dettagli utili a ricostruire il percorso dei ladri e, magari, identificare i colpevoli attraverso immagini, numeri di targa o i pochi oggetti recuperati tra i resti dell’auto incendiata.
Il caso, tuttavia, non rappresenta un episodio isolato. La cronaca degli ultimi anni insegna che i furti di supercar seguono spesso logiche impulsive o sono frutto di una sottovalutazione delle difficoltà tecniche legate alla guida di vetture estreme. Gli investigatori non escludono alcuna pista: si valuta la possibilità di un’azione orchestrata da criminali locali, ma anche il coinvolgimento di organizzazioni specializzate nella rivendita di componenti di auto di lusso. Non si può nemmeno escludere che il furto sia stato il risultato di una decisione improvvisa, maturata solo dopo aver avuto accesso agli uffici e alle chiavi delle vetture.
Il conto dei danni
Per ILM Auto è il momento di fare i conti con i danni e di rivedere le proprie strategie di sicurezza. L’episodio ha messo in luce la necessità di adottare soluzioni più avanzate: si parla di vetri blindati, sistemi di blocco da remoto e casseforti dedicate alla custodia delle chiavi. Misure che potrebbero diventare la norma per tutti i concessionari che trattano auto di altissimo valore.
Intanto, la notizia del furto ha fatto rapidamente il giro dei media nazionali e internazionali, suscitando scalpore sia per la spettacolarità dell’azione sia per il suo epilogo disastroso. Mentre le indagini proseguono tra interrogativi e poche certezze, resta il ricordo di una notte in cui la passione – o l’imprudenza – per la velocità si è trasformata in un clamoroso fallimento. Una vicenda che conferma, ancora una volta, quanto sia sottile il confine tra genio e sregolatezza quando si ha a che fare con auto da sogno come la Ferrari 488 Pista.