Auto che perdono più valore, i modelli peggiori dopo 5 anni

Analisi CarVertical: alcune auto, soprattutto premium ed elettriche, perdono oltre il 70% in 5 anni. Dati sui modelli più colpiti, cause e consigli per chi acquista nuovo o usato

Auto che perdono più valore, i modelli peggiori dopo 5 anni
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Renato Terlisi
Pubblicato il 25 mag 2026

Quando si compra un’auto nuova si guarda quasi sempre al prezzo d’acquisto, ai consumi o agli optional. C’è però un fattore che molti automobilisti continuano a sottovalutare: la svalutazione. E in alcuni casi i numeri sono impressionanti.

Secondo un recente studio di CarVertical, alcune vetture arrivano a perdere oltre il 70% del loro valore nell’arco di appena cinque anni. Un dato che cambia completamente il costo reale di possesso dell’auto e che dovrebbe pesare molto di più nelle decisioni d’acquisto.

A soffrire maggiormente sono soprattutto i SUV premium e alcune auto elettriche di prima generazione, penalizzate dall’evoluzione rapidissima della tecnologia e dai dubbi ancora presenti sul mercato dell’usato.

Jaguar e Range Rover guidano la classifica della svalutazione

La vettura che registra il peggior calo di valore in Europa è la Jaguar I-Pace, il SUV elettrico premium che in cinque anni perde il 73,1% del prezzo iniziale. Subito dietro c’è la Range Rover, che arriva al 70,1%.

Completano la top five europea:

  • Nissan Leaf: -62,4%
  • Audi e-tron: -60,9%
  • Jaguar XF: -59,9%

In Italia la situazione cambia leggermente nei nomi ma non nella sostanza. La Range Rover registra addirittura il dato peggiore con un crollo del 77,9% in cinque anni. Seguono Ford S-Max, Renault Zoe, Nissan Leaf e Opel Insignia.

Numeri che raccontano molto sull’andamento del mercato dell’usato italiano, dove alcuni segmenti faticano più di altri a mantenere valore nel tempo.

Perché i SUV premium si svalutano così tanto

Molti pensano che comprare un’auto premium sia sempre un investimento migliore. In realtà accade spesso il contrario. Il primo problema è il prezzo di partenza molto elevato. Più alto è il listino iniziale, maggiore è il margine di svalutazione negli anni. Inoltre il mercato delle auto usate di fascia alta è inevitabilmente più ristretto rispetto a quello delle compatte o delle utilitarie.

C’è poi un altro aspetto sempre più importante: la tecnologia invecchia rapidamente. Infotainment, sistemi ADAS, schermi, aggiornamenti software e funzioni digitali rendono vecchi alcuni modelli premium nel giro di pochi anni. Chi compra un SUV di lusso usato rischia quindi di trovarsi con costi di gestione elevati ma con tecnologie ormai superate rispetto ai modelli più recenti.

È uno dei motivi per cui vetture molto costose da nuove possono diventare relativamente “economiche” nel mercato dell’usato.

Auto elettriche: la batteria continua a spaventare

Il caso delle elettriche è ancora diverso. Qui la svalutazione non dipende soltanto dal marchio o dal segmento, ma soprattutto dalla percezione legata alla batteria. Molti automobilisti che cercano un’elettrica usata continuano a porsi le stesse domande:

  • quanto durerà ancora la batteria?
  • quanta autonomia reale resta dopo anni di utilizzo?
  • quanto costa sostituire il pacco batterie?

L’assenza di risposte semplici e standardizzate rende il mercato dell’usato elettrico più incerto rispetto a quello delle auto tradizionali.

Inoltre le elettriche di prima generazione soffrono un gap tecnologico enorme rispetto ai modelli attuali. Una Nissan Leaf lanciata con circa 250 km dichiarati oggi si confronta con auto che superano tranquillamente i 500 o 600 km di autonomia. Questo rende alcuni modelli molto meno appetibili sul mercato second hand.

Ci sono anche modelli che resistono meglio

Non tutte le auto però si svalutano allo stesso modo. Lo studio evidenzia anche modelli che riescono a mantenere meglio il proprio valore nel tempo. Tra questi spicca la Jaguar F-Pace, che nel segmento premium si comporta relativamente bene. Seguono Peugeot 308, Hyundai Ioniq, Audi A8 e Ford Mondeo.

Il fattore decisivo sembra essere soprattutto uno: la percezione di affidabilità. Le auto considerate solide, economiche da mantenere e prive di problemi noti continuano infatti ad avere una domanda costante anche dopo anni. La Hyundai Ioniq è uno degli esempi più chiari: niente lusso estremo, ma consumi bassi e reputazione positiva costruita nel tempo.

Comprare auto nuove conviene ancora?

La domanda viene spontanea: con svalutazioni così pesanti, ha ancora senso comprare un’auto nuova? La risposta dipende dalle esigenze personali. Un’auto nuova offre vantaggi concreti: garanzia completa, tecnologia aggiornata, personalizzazione e assenza di precedenti proprietari. Però il prezzo da pagare è proprio il deprezzamento iniziale.

Per molti automobilisti oggi può essere più conveniente scegliere un usato recente di due o tre anni, evitando la fase in cui l’auto perde più valore. Quello che emerge chiaramente dallo studio è che la svalutazione dovrebbe diventare una voce centrale nel costo totale di possesso di una vettura. Ignorarla significa rischiare di perdere migliaia di euro nel momento della rivendita.

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