Auto cinesi in Italia, arriveranno 27 nuovi marchi entro il 2028

Secondo il New Brand Observatory di Quintegia, 27 nuovi brand arriveranno in Italia entro il 2028, con il 90% di matrice cinese: impatto su rete distributiva, preferenze dei consumatori e strategie dei costruttori storici. I concessionari devono adattarsi tra opportunità e sfide operative

Auto cinesi in Italia, arriveranno 27 nuovi marchi entro il 2028
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 25 mag 2026

I costruttori europei continuano a lanciare segnali d’allarme: la pressione dei marchi auto cinesi sul mercato continentale sta aumentando rapidamente e nei prossimi anni la concorrenza è destinata a crescere ancora.

Secondo i dati del nuovo New Brand Observatory presentato da Quintegia durante l’Automotive Dealer Day di Verona, entro il 2028 in Italia saranno presenti ben 27 nuovi marchi automobilistici, per il 90% di origine o proprietà cinese.

Un numero che racconta chiaramente come il mercato europeo stia diventando uno degli obiettivi principali dei costruttori asiatici, soprattutto in un momento in cui in Cina è in corso una durissima guerra dei prezzi che sta comprimendo margini e profitti.

I marchi cinesi crescono rapidamente in Italia

L’espansione dei brand emergenti è già iniziata da tempo. Se nel 2021 la loro quota di mercato in Italia era appena dello 0,4%, nel primo trimestre del 2026 è salita al 5,8%.

La crescita è stata particolarmente veloce soprattutto negli ultimi due anni, grazie all’arrivo di marchi sempre più aggressivi sul fronte del rapporto qualità-prezzo e delle dotazioni tecnologiche.

Tra i brand già presenti in Italia ci sono nomi ormai sempre più conosciuti come:

  • MG del gruppo Saic
  • BYD
  • Omoda e Jaecoo del gruppo Chery
  • Lynk & Co
  • Polestar
  • Leapmotor
  • DR Automobiles
  • DFSK

A questi si aggiungeranno nei prossimi anni nuovi ingressi importanti come Denza, marchio premium di BYD, oltre ad altri costruttori già attivi in Europa ma non ancora operativi nel nostro Paese.

SUV ed elettriche al centro della strategia

L’offerta dei nuovi marchi cinesi si concentra soprattutto nei segmenti più richiesti dal mercato europeo: SUV ed elettriche. Secondo i dati presentati da Quintegia, i segmenti più presidiati sono infatti quelli dei SUV C e SUV D, sia in Italia sia nel resto d’Europa.

È una strategia precisa. I costruttori cinesi stanno evitando, almeno per ora, il segmento delle citycar economiche, sempre meno redditizio anche per le case europee tradizionali. Al contrario puntano su:

  • SUV elettrici
  • SUV ibridi plug-in
  • crossover tecnologici
  • modelli ricchi di optional

Spesso con prezzi più competitivi rispetto ai concorrenti europei. Il vantaggio principale dei brand cinesi oggi è infatti la capacità di offrire auto molto accessoriate, batterie evolute e autonomie elevate a cifre generalmente inferiori rispetto ai marchi storici.

I giovani sono sempre più aperti ai nuovi marchi

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il cambiamento nella percezione dei consumatori. Secondo l’Automotive Customer Study 2025 di Quintegia, il 44% degli automobilisti italiani sarebbe disposto a valutare un marchio emergente per il prossimo acquisto.

Il dato cresce enormemente tra i più giovani: nella Generazione Z la quota arriva addirittura al 74%. Per molti clienti under 30 il peso del marchio storico conta infatti meno rispetto a elementi come:

  • tecnologia di bordo
  • connettività
  • infotainment
  • autonomia elettrica
  • prezzo competitivo

È un cambiamento culturale importante che potrebbe favorire ulteriormente l’espansione dei costruttori cinesi nei prossimi anni.

Come cambia la rete dei concessionari

L’arrivo dei nuovi marchi sta trasformando anche il mercato della distribuzione auto. In Italia si contano già oltre 800 punti vendita collegati ai brand emergenti, mentre molti concessionari tradizionali stanno ampliando il proprio portafoglio includendo anche costruttori cinesi.

Oggi il 75% degli imprenditori coinvolti gestisce strutture multi-brand e multi-costruttore. Il cambiamento è evidente anche nei numeri: se nel 2015 un concessionario rappresentava mediamente due marchi, nel 2025 si arriverà a circa 3,5 brand per punto vendita.

In pratica, sempre più showroom stanno diventando vere e proprie piattaforme multimarca, con brand europei, coreani e cinesi presenti nello stesso spazio commerciale.

La sfida ai costruttori europei è appena iniziata

L’espansione dei marchi cinesi rappresenta probabilmente una delle trasformazioni più profonde del settore automotive europeo degli ultimi decenni. I costruttori asiatici non stanno più entrando nel mercato con prodotti economici e marginali. Oggi arrivano con tecnologie avanzate, piattaforme elettriche moderne e strategie commerciali aggressive.

Per le case europee la sfida sarà doppia:

  • mantenere competitività sui prezzi
  • accelerare sull’innovazione tecnologica

Nel frattempo, il mercato italiano si prepara ad accogliere una quantità di nuovi marchi mai vista prima. E il vero impatto potrebbe vedersi soprattutto nei prossimi tre o quattro anni, quando la presenza cinese diventerà ancora più capillare nelle concessionarie e sulle strade europee.

Ti potrebbe interessare: