Polestar, fra cambi di nome e nuove architetture: gli aggiornamenti dei SUV

Processori NVIDIA, potenza fino a 500 kW e un’impronta di carbonio da record: tutti i dettagli dell’evoluzione tecnologica di Polestar 3 e Polestar 4

Polestar, fra cambi di nome e nuove architetture: gli aggiornamenti dei SUV
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 12 mag 2026

La strategia di Polestar per il 2026 non si limita a un semplice aggiornamento di metà carriera, ma rappresenta una vera e propria trasformazione strutturale dei suoi modelli a ruote alte. Con l’apertura degli ordini in Italia il 12 maggio, il marchio svedese introduce innovazioni che spostano l’asticella tecnologica verso l’alto, puntando su un’architettura elettrica estrema e su un’anima digitale senza precedenti.

Polestar 3: arriva un’altra architettura

Il cuore pulsante della rinnovata Polestar 3 è la nuova architettura a 800 Volt, un upgrade tecnico che riscrive le regole della ricarica. Grazie a questa tecnologia, il SUV di punta è ora in grado di assorbire energia con una potenza record di 350 kW in corrente continua, permettendo di recuperare dal 10% all’80% della carica in appena 22 minuti. Questo progresso, supportato dal software intelligente Breathe Charge, garantisce una gestione termica della batteria così raffinata da poter incrementare l’autonomia del 38% in soli dieci minuti di sosta rispetto ai sistemi convenzionali.

Ma la potenza non è solo elettrica; è anche computazionale. L’integrazione del processore NVIDIA DRIVE AGX Orin aumenta di otto volte la capacità di calcolo del veicolo, ottimizzando in tempo reale la gestione della sicurezza attiva e dei flussi di dati provenienti dai sensori. Una mossa che guarda al futuro, tanto che il brand ha previsto un upgrade hardware gratuito per i clienti che già possiedono una Polestar 3. Sotto il profilo dinamico, la variante Performance raggiunge ora i 500 kW grazie a un nuovo motore posteriore sincrono, offrendo una guida più coinvolgente e orientata al retrotreno.

Polestar 4 Coupé: un nuovo nome

La Polestar 4 cambia pelle, assumendo ufficialmente la denominazione Polestar 4 coupé per riflettere meglio la sua silhouette e le sue ambizioni prestazionali. Non si tratta solo di marketing: il telaio è stato interamente ricalibrato con ammortizzatori passivi ad alta capacità e nuovi finecorsa in poliuretano, migliorando sensibilmente l’agilità e la precisione dello sterzo. Con uno scatto 0-100 km/h in 3,8 secondi nelle versioni Dual motor, si conferma la vettura più rapida della scuderia.

L’aspetto più dirompente della Polestar 4 coupé resta però la sua sostenibilità certificata. Con un’impronta di carbonio che parte da 19,4 tCO2e, il modello fissa nuovi record per il marchio. Gli sforzi produttivi nello stabilimento di Hangzhou Bay hanno permesso di ridurre l’impatto ambientale “cradle-to-gate” di oltre una tonnellata di CO2 rispetto al lancio, dimostrando che le prestazioni possono coesistere con il rigore climatico.

Listino prezzi

Entrambi i modelli adottano una nuova gerarchia semplificata — Rear motor, Dual motor e Performance — ereditata dalla futura Polestar 5. Questa chiarezza si riflette anche nei dettagli estetici, come le iconiche cinture di sicurezza in oro svedese, che diventano il segno distintivo dei pacchetti più prestazionali. All’interno, il debutto del tessuto MicroTech bio-attribuito e dell’alluminio riciclato conferma la volontà di eliminare i materiali tradizionali a favore di soluzioni circolari.

I modelli aggiornati sono già configurabili sul mercato italiano, con un listino che parte da 83.600 euro per la Polestar 3 e da 65.100 euro per la Polestar 4 coupé. Con questi interventi, Polestar non solo aggiorna la propria gamma, ma riafferma la propria identità di produttore di auto elettriche ad alte prestazioni dove il design non accetta compromessi.

Ti potrebbe interessare: