BYD ha tentato due volte di entrare in Renault: il gruppo francese avrebbe detto sempre no
Secondo un'indiscrezione, BYD avrebbe provato due volte a entrare nel capitale di Renault. Entrambi i tentativi sarebbero stati respinti dalla casa francese
Negli ultimi anni BYD avrebbe tentato per ben due volte di stringere un accordo strategico con Renault, arrivando persino a proporre un ingresso nel capitale del costruttore francese. Entrambi i tentativi, però, si sarebbero conclusi con un rifiuto.
L’indiscrezione arriva dalla stampa francese e descrive una trattativa mai confermata ufficialmente dalle parti coinvolte, ma che confermerebbe le ambizioni del colosso cinese di rafforzare la propria presenza nel mercato automobilistico europeo.
Due tentativi, stesso risultato
Secondo quanto riportato, il primo approccio risalirebbe a circa due anni fa, in un periodo in cui Renault era impegnata nello sviluppo della collaborazione con Geely, destinata ad ampliarsi attraverso nuovi progetti internazionali legati alla joint venture Horse.
In quella fase BYD avrebbe manifestato interesse a diventare azionista del gruppo francese, ma Renault avrebbe preferito proseguire il proprio percorso senza aprire il capitale al costruttore cinese. Un secondo tentativo sarebbe invece avvenuto nell’autunno del 2025.
In questo caso la proposta sarebbe stata ancora più ampia e avrebbe riguardato una possibile collaborazione industriale comprendente tecnologie, capacità produttiva e sviluppo dei veicoli elettrici. Anche questa volta, però, l’iniziativa non avrebbe trovato il via libera della casa francese.
L’obiettivo di BYD resta l’Europa
Le indiscrezioni si inseriscono in una strategia che BYD non ha mai nascosto. Il gruppo cinese punta infatti a consolidare la propria presenza in Europa non solo attraverso la vendita delle proprie auto, ma anche con investimenti industriali e possibili partnership locali.
Negli ultimi mesi i vertici dell’azienda hanno più volte ribadito di essere pronti a valutare qualsiasi opportunità utile ad accelerare la crescita nel continente europeo. Tra le ipotesi circolate in passato figuravano anche possibili acquisizioni di marchi storici o l’utilizzo di impianti produttivi europei, strategie che consentirebbero di rafforzare la presenza locale e affrontare con maggiore efficacia il nuovo contesto normativo europeo.
Una collaborazione che avrebbe portato vantaggi a entrambe le aziende
Secondo le ricostruzioni, il secondo approccio avrebbe previsto uno scambio di competenze. Da una parte Renault avrebbe potuto beneficiare dell’esperienza di BYD nello sviluppo delle tecnologie dedicate ai veicoli elettrici, alle batterie e ai sistemi plug-in hybrid.
Dall’altra, il costruttore cinese avrebbe avuto accesso alla rete industriale europea della casa francese, accelerando ulteriormente il proprio processo di espansione nel continente. L’operazione, tuttavia, non sarebbe mai arrivata a concretizzarsi.
Renault prosegue sulla propria strategia
La scelta di Renault appare coerente con il percorso intrapreso negli ultimi anni. Il gruppo francese ha infatti preferito rafforzare le collaborazioni già avviate, in particolare quelle con Geely, mantenendo allo stesso tempo una gestione indipendente delle attività europee.
Un elemento da non sottovalutare riguarda inoltre la struttura dell’azionariato. Lo Stato francese continua infatti a detenere una partecipazione significativa nel capitale Renault e mantiene un ruolo importante nelle decisioni strategiche del costruttore.
Per il momento né Renault né BYD hanno commentato le indiscrezioni. Resta però evidente come il mercato europeo sia diventato uno degli obiettivi principali dei grandi costruttori cinesi. Dopo aver investito nella realizzazione di nuovi stabilimenti e nell’ampliamento della rete commerciale, BYD continua a valutare diverse strade per rafforzare la propria presenza nel Vecchio Continente. Le ipotesi di partnership o acquisizioni restano quindi sul tavolo, anche se il caso Renault dimostrerebbe che non tutti i costruttori europei sono disposti ad aprire le porte a nuovi soci industriali.