Russia, crisi carburanti: benzina sempre più cara e distributori presi d'assalto

La Russia affronta una crescente crisi dei carburanti tra rincari, code ai distributori e attacchi alle infrastrutture energetiche. Mosca valuta nuove restrizioni alle esportazioni

Russia, crisi carburanti: benzina sempre più cara e distributori presi d'assalto
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Giorgio Colari
Pubblicato il 8 lug 2026

La crisi dei carburanti in Russia continua a peggiorare e inizia ad avere conseguenze sempre più evidenti sulla vita quotidiana. In diverse regioni del Paese si registrano lunghe code ai distributori, aumenti dei prezzi e difficoltà di approvvigionamento, mentre il governo valuta nuove misure per garantire la disponibilità di benzina e diesel sul mercato interno.

A rendere ancora più complessa la situazione contribuiscono gli attacchi contro le infrastrutture energetiche e la logistica petrolifera, che negli ultimi mesi hanno interessato diversi impianti strategici. Per la prima volta anche il governo russo ha riconosciuto apertamente che il mercato dei carburanti sta attraversando una fase particolarmente delicata.

Mosca ammette le difficoltà del mercato

A confermare il momento di tensione è stato il vicepremier Aleksandr Novak, che durante una riunione di governo ha definito la situazione dei carburanti “tesa”, spiegando che alla base delle criticità ci sono il forte aumento della domanda estiva e gli interventi straordinari che stanno interessando alcune raffinerie.

Secondo le autorità russe, la richiesta di carburante sarebbe aumentata tra il 20% e il 30% rispetto ai livelli abituali, complice anche la corsa ai rifornimenti da parte degli automobilisti, preoccupati da possibili carenze. Il risultato è un sistema distributivo sotto pressione che fatica a soddisfare le richieste in tempi rapidi.

Prezzi in aumento e lunghe attese ai distributori

Dall’inizio dell’anno il prezzo della benzina è aumentato di circa l’11,6%, mentre in numerose aree del Paese gli automobilisti sono costretti ad attendere anche diverse ore prima di riuscire a fare rifornimento.

Le maggiori difficoltà vengono segnalate in diverse regioni della Federazione Russa, dove le code davanti ai distributori sono ormai diventate una scena abituale. In alcuni casi si sono verificati anche momenti di tensione tra gli automobilisti, alimentati dalla paura di restare senza carburante.

In alcune zone sarebbero inoltre state introdotte corsie preferenziali per determinate categorie di utenti, una scelta che ha contribuito ad aumentare il malcontento tra la popolazione.

Il governo valuta nuove restrizioni alle esportazioni

Per contenere la crisi, il governo russo sta prendendo in considerazione nuove limitazioni alle esportazioni di prodotti petroliferi. Dopo il blocco temporaneo delle esportazioni di benzina e carburante per l’aviazione, le autorità stanno valutando la possibilità di estendere il divieto anche al diesel, almeno per alcuni mesi.

L’obiettivo è aumentare la disponibilità di carburante sul mercato interno e rallentare la crescita dei prezzi, garantendo rifornimenti più regolari ai distributori.

Gli attacchi alle infrastrutture aggravano la situazione

Uno degli elementi che contribuiscono alla crisi riguarda i continui attacchi contro la rete energetica e logistica russa. Negli ultimi mesi numerose raffinerie, depositi e infrastrutture legate alla distribuzione dei carburanti sono state interessate da danni che hanno rallentato la capacità produttiva e la distribuzione dei prodotti petroliferi.

Alle difficoltà interne si aggiungono anche le operazioni che hanno coinvolto alcune petroliere utilizzate per il trasporto di carburante lungo le rotte marittime considerate strategiche, aumentando ulteriormente la pressione sulla catena di approvvigionamento.

Un episodio simbolo della crisi

A testimoniare il momento complicato è anche un episodio che ha coinvolto il governatore della regione di Vologda. Lo stesso amministratore ha raccontato pubblicamente di essere rimasto senza carburante durante uno spostamento in auto, dovendo chiedere aiuto a una pattuglia della polizia per raggiungere la destinazione.

L’episodio è diventato rapidamente virale perché avvenuto poche ore dopo l’invito rivolto ai cittadini a non lasciarsi prendere dal panico e a evitare corse ai distributori.

Cosa può accadere nei prossimi mesi

Le prossime settimane saranno decisive per capire se le misure allo studio del governo riusciranno a stabilizzare il mercato. Molto dipenderà dall’andamento della domanda interna, dalla capacità delle raffinerie di tornare a pieno regime e dall’evoluzione delle tensioni che continuano a interessare le infrastrutture energetiche.

Nel frattempo automobilisti e imprese devono fare i conti con un mercato caratterizzato da disponibilità limitata, prezzi in crescita e tempi di attesa sempre più lunghi per effettuare un semplice rifornimento, uno scenario che rischia di avere ripercussioni anche sull’intero sistema logistico e sull’economia del Paese.

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