Volkswagen assume 100 pecore: gestiranno un impianto con 31.000 pannelli solari

Volkswagen avvia in Polonia un progetto agrivoltaico con 100 pecore che mantengono l'erba sotto 31.000 pannelli solari, contribuendo a biodiversità e sostenibilità

Volkswagen assume 100 pecore: gestiranno un impianto con 31.000 pannelli solari
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Renato Terlisi
Pubblicato il 7 lug 2026

Mentre Volkswagen continua il proprio percorso di riorganizzazione a livello internazionale, in Polonia prende il via un’iniziativa decisamente insolita. Presso lo stabilimento di Września, il costruttore tedesco ha avviato un progetto di agrivoltaico che vede protagoniste 100 pecore incaricate di mantenere sotto controllo la vegetazione presente sotto oltre 31.000 pannelli solari.

Dietro quella che può sembrare una curiosità si nasconde un progetto che unisce produzione di energia rinnovabile, tutela della biodiversità e ricerca scientifica. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Volkswagen Poznań, Quanta Energy e l’Università di Scienze della Vita di Poznań, con l’obiettivo di sperimentare nuovi modelli di gestione sostenibile degli impianti fotovoltaici.

Un gregge al posto dei tagliaerba

Il progetto è ospitato presso l’impianto fotovoltaico realizzato nello stabilimento Volkswagen di Września, uno dei più grandi parchi solari industriali installati direttamente all’interno di un sito produttivo europeo. L’infrastruttura dispone di una potenza complessiva di 18,3 MW e contribuisce a coprire circa il 25% del fabbisogno annuo di energia elettrica della fabbrica.

Per la manutenzione dell’area, Volkswagen ha scelto di sostituire lo sfalcio meccanico con il pascolo controllato. Le 100 pecore, appartenenti alla razza autoctona polacca Wielkopolska, si muovono liberamente tra i pannelli fotovoltaici mantenendo l’erba all’altezza desiderata senza l’impiego di macchinari o combustibili. Oltre a ridurre gli interventi di manutenzione tradizionali, il sistema consente di limitare il rumore e le emissioni legate all’utilizzo di attrezzature meccaniche.

Energia rinnovabile, biodiversità e ricerca

Il progetto non punta soltanto alla gestione della vegetazione. L’impianto rappresenta infatti un laboratorio a cielo aperto per studiare gli effetti dell’agrivoltaico sull’ambiente.

I ricercatori dell’Università di Poznań stanno analizzando diversi aspetti, tra cui:

  • il benessere degli animali;
  • l’evoluzione della biodiversità;
  • la qualità del suolo;
  • il microclima creato dai pannelli fotovoltaici;
  • la crescita della vegetazione.

Uno degli obiettivi principali è verificare se l’ombra prodotta dai moduli solari possa ridurre lo stress termico delle pecore durante i mesi estivi, migliorandone il benessere e favorendo al tempo stesso un utilizzo più efficiente dei terreni.

Anche la scelta della razza non è casuale. Le pecore Wielkopolska fanno parte di un programma nazionale dedicato alla conservazione delle risorse genetiche locali e rimarranno all’interno dell’impianto fino all’autunno sotto la supervisione degli allevatori dell’azienda Owczarnia di Winna Góra.

L’agrivoltaico guarda al futuro

Secondo Volkswagen, il progetto dimostra come un impianto destinato alla produzione di energia possa svolgere contemporaneamente anche altre funzioni ambientali e agricole. L’agrivoltaico rappresenta infatti uno dei settori più promettenti della transizione energetica, perché permette di utilizzare lo stesso terreno sia per produrre elettricità sia per attività agricole o zootecniche, riducendo l’impatto ambientale complessivo.

Le prime osservazioni raccolte dagli allevatori indicano che il gregge si è adattato rapidamente al nuovo ambiente. Le pecore pascolano dividendosi spontaneamente in piccoli gruppi, un comportamento considerato indice di tranquillità e di assenza di situazioni di stress.

Con questa iniziativa Volkswagen amplia il proprio impegno verso soluzioni sostenibili che vanno oltre la semplice produzione di energia rinnovabile. L’esperimento polacco potrebbe infatti fornire indicazioni utili anche per altri grandi impianti fotovoltaici europei, contribuendo a sviluppare modelli sempre più efficienti di integrazione tra produzione energetica, tutela dell’ambiente e attività agricole.

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