Non ci sono solo le emissioni zero, tutti i vantaggi delle auto elettriche

Lo studio EIT Urban Mobility mostra che i veicoli elettrici riducono l'83% della polvere dei freni ma aumentano l'usura pneumatici, con impatti su microplastiche e qualità urbana

Non ci sono solo le emissioni zero, tutti i vantaggi delle auto elettriche
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Fabrizio Caratani
Pubblicato il 31 mar 2026

La rivoluzione della mobilità urbana è ormai sotto gli occhi di tutti: le strade delle grandi città europee vedono un crescente numero di veicoli elettrici che promettono aria più pulita e città più silenziose. Tuttavia, la narrazione secondo cui l’elettrificazione sia la soluzione definitiva a ogni problema ambientale della mobilità rischia di essere fuorviante. Una recente ricerca di EIT Urban Mobility mette in luce una realtà più sfaccettata: se da un lato le auto a batteria contribuiscono a ridurre in modo significativo alcune forme di inquinamento, dall’altro generano nuove criticità che non possono essere trascurate.

Alcuni vantaggi

Uno dei dati più rilevanti che emergono dallo studio riguarda la drastica diminuzione della polvere dei freni: grazie ai sistemi di frenata rigenerativa, tipici dei veicoli elettrici, si registra un calo dell’83% di queste particelle rispetto ai veicoli tradizionali. Questa innovazione rappresenta un vantaggio concreto per la qualità dell’aria, soprattutto nelle aree urbane più congestionate, dove il traffico intenso rende la polvere dei freni una fonte importante di particolato sottile.

Tuttavia, il quadro si complica se si considerano le cosiddette emissioni non di scarico. Nonostante la scomparsa dei gas tossici dai tubi di scarico, le auto elettriche non sono esenti da forme di inquinamento meno visibili ma altrettanto insidiose. Il maggiore peso delle batterie e le prestazioni spesso brillanti di accelerazione si traducono in una usura pneumatici più rapida e intensa rispetto ai veicoli a combustione interna. Questa maggiore usura è alla base di un rilascio preoccupante di microplastiche, frammenti minuscoli che si disperdono sulle strade, vengono trasportati dalle acque piovane e finiscono nei corsi d’acqua, con effetti ancora poco noti sull’ambiente e sulla salute umana.

Lo sviluppo di pneumatici specifici

La ricerca di EIT Urban Mobility si è concentrata su metropoli come Londra e Milano, dove la densità del traffico e la diffusione delle auto elettriche sono particolarmente elevate. Gli scienziati hanno rilevato che la riduzione delle emissioni tradizionali, come la polvere dei freni, è accompagnata da un aumento delle emissioni non di scarico legate ai pneumatici. Questo paradosso evidenzia la necessità di un approccio più ampio nella valutazione dell’impatto ambientale della mobilità elettrica: non basta guardare solo ai gas di scarico, ma occorre considerare l’intero ciclo di vita del veicolo e tutte le fonti di inquinamento generate durante l’utilizzo.

Le soluzioni possibili sono molteplici e coinvolgono diversi attori. I produttori automobilistici stanno investendo nello sviluppo di pneumatici specifici per veicoli elettrici, realizzati con materiali più resistenti e studiati per ridurre l’usura. Si sperimentano anche pavimentazioni innovative in grado di minimizzare la dispersione di particelle, mentre le amministrazioni cittadine propongono misure come la riduzione dei limiti di velocità e l’introduzione di standard più severi per i copertoni. Alcuni governi stanno finanziando progetti pilota per monitorare e contenere il fenomeno delle microplastiche, puntando su una sinergia tra ricerca scientifica e politiche pubbliche.

Verso una mobilità più green

Non meno importante è il ruolo delle associazioni ambientaliste, che spingono per un approccio integrato e sistemico. Tra le proposte più interessanti figurano il monitoraggio costante delle microplastiche urbane, la promozione di pneumatici a bassa emissione, campagne di sensibilizzazione per una guida più responsabile e, soprattutto, l’adozione di modelli di economia circolare che garantiscano il recupero e il riciclo efficace dei materiali derivanti dall’usura degli pneumatici e dei componenti dei veicoli.

Il messaggio che emerge è chiaro: la transizione verso i veicoli elettrici rappresenta un passo fondamentale verso una mobilità più sostenibile, ma non può essere considerata una soluzione miracolosa. Serve una responsabilità condivisa tra produttori, istituzioni, ricercatori e cittadini per affrontare in modo efficace tutte le fonti di inquinamento, comprese quelle meno evidenti come le emissioni non di scarico e la dispersione di microplastiche. Solo così la rivoluzione elettrica potrà garantire benefici duraturi per la salute urbana e per l’ambiente, trasformando le città in luoghi davvero più vivibili e sostenibili.

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