Tesla, si chiude definitivamente un capitolo chiave: addio a due icone
Quando Winterkorn disse "me l'aspettavo da voi": il lascito dei modelli che hanno costretto l'industria tradizionale a inseguire Tesla
Il 10 maggio 2026 rimarrà una data spartiacque nella storia della mobilità elettrica: nello stabilimento californiano di Fremont, gli ultimi esemplari di Tesla Model S e Model X hanno ufficialmente lasciato la linea di montaggio. Le immagini diffuse dal produttore mostrano i dipendenti riuniti attorno alle vetture finali, in un addio che segna la conclusione della produzione per i due modelli che, più di ogni altro, hanno plasmato l’ascesa globale del marchio di Elon Musk.
I pionieri che hanno cambiato le regole
L’avventura era iniziata nel 2012 con la Model S, la prima vera vettura di grande serie prodotta da Tesla, capace di imporre uno standard che l’intera industria avrebbe poi inseguito: grande autonomia, prestazioni elevate e il software come cuore pulsante del veicolo. La Model X era seguita poco dopo, portando il brand nel segmento dei SUV e consolidando un’immagine di innovazione che avrebbe spianato la strada al successo di massa dei modelli più recenti, come la Model 3 e la Model Y.
L’ossessione della concorrenza
L’impatto della Model S fu tale da scuotere i giganti dell’auto tradizionale. Si racconta che l’allora capo di Volkswagen, Martin Winterkorn, colpito dall’efficacia della vettura, ne avesse acquistati tre esemplari per sottoporli a test intensivi e smontarli pezzo per pezzo, arrivando a rimproverare i propri ingegneri dicendo: “Un’auto così me l’sarei aspettata da voi“. Anche Ferdinand Piëch, nel 2013, manifestò un forte interesse per Tesla dopo una prova su strada, arrivando a sondare il terreno per una possibile acquisizione, proposta che però Elon Musk scartò con decisione.
Il lascito tecnico e il futuro verso la robotica
Dietro l’eccellenza tecnica della Model S si nasconde il lavoro di Peter Rawlinson, ingegnere capo con un passato in Jaguar e Ruf, che ha saputo fondere l’esperienza dell’industria classica con la visione dirompente di Tesla. Ora che gli ultimi esemplari sono stati venduti e che non è stato annunciato alcun successore diretto per questa fascia di mercato, il vuoto nel portafoglio di prodotti appare evidente.
Tuttavia, lo sguardo di Elon Musk sembra già rivolto altrove. Le linee di Fremont, che per quattordici anni hanno sfornato berline e SUV di lusso, verranno probabilmente riconvertite per la produzione di Optimus, il robot autonomo di Tesla. Il futuro del marchio pare ora risiedere non più solo nelle auto, ma nello sviluppo di Robotaxi a guida completamente autonoma, segnando il passaggio definitivo da costruttore di auto a azienda di robotica e intelligenza artificiale.