Volkswagen affronta la tempesta: utili in calo e timori per la sopravvivenza
Un sondaggio interno rivela la forte preoccupazione dei vertici Volkswagen. Utili in calo, vendite in difficoltà e richiesta di una svolta strategica
Volkswagen si trova ad affrontare uno dei momenti più delicati della sua storia recente. A lanciare un segnale d’allarme non sono soltanto i numeri dell’ultima trimestrale, ma anche una valutazione interna che fotografa un clima di forte preoccupazione ai vertici del gruppo.
Secondo quanto emerso da un’inchiesta della rivista economica tedesca Manager Magazin, un sondaggio anonimo condotto tra i membri del consiglio di amministrazione e del consiglio di sorveglianza avrebbe evidenziato una percezione estremamente negativa della situazione attuale. Un quadro che arriva in un momento già complicato per il primo costruttore automobilistico europeo, alle prese con la frenata delle vendite in mercati strategici e con la crescente pressione della concorrenza internazionale.
I vertici Volkswagen lanciano l’allarme
L’indagine interna era stata pensata per misurare il livello di coesione e fiducia all’interno degli organi di governo del gruppo. I risultati, però, hanno evidenziato soprattutto la consapevolezza della gravità della situazione. Secondo quanto riportato, tutti i partecipanti hanno definito il momento attraversato da Volkswagen come particolarmente critico. Ancora più significativo il giudizio espresso da gran parte dei membri del consiglio di amministrazione.
Sei dei nove dirigenti coinvolti avrebbero indicato che l’azienda si trova addirittura in una condizione che mette a rischio la sua stessa sopravvivenza. I restanti tre hanno parlato di una situazione “tesa”, mentre nessuno ha scelto opzioni che lasciassero intendere uno scenario tranquillo o sotto controllo. Un dato che testimonia il livello di preoccupazione presente ai piani alti del gruppo tedesco.
Tutti chiedono una svolta strategica
Se sul fronte delle valutazioni emerge una forte preoccupazione, sul tema delle soluzioni il messaggio appare ancora più chiaro. Tutti i membri del consiglio intervistati hanno espresso la necessità di una profonda revisione della strategia aziendale. Le critiche si concentrano in particolare sulla gestione di due mercati considerati fondamentali per il futuro di Volkswagen: la Cina e il Nord America.
Proprio in queste aree il gruppo sta incontrando le maggiori difficoltà. In Cina la concorrenza dei produttori locali di veicoli elettrici è diventata sempre più aggressiva, mentre negli Stati Uniti il peso dei dazi e delle tensioni commerciali continua a influenzare la redditività. L’analisi interna suggerisce quindi che le misure adottate finora non siano considerate sufficienti per affrontare le sfide che attendono il gruppo nei prossimi anni.
Utili e vendite in calo nel primo trimestre
Le preoccupazioni espresse dal management trovano riscontro nei risultati economici del primo trimestre 2026. Volkswagen ha registrato un utile operativo di 2,5 miliardi di euro, in calo del 14,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Anche il margine operativo è sceso dal 3,7% al 3,3%, al di sotto delle aspettative degli analisti.
I ricavi si sono fermati a 75,7 miliardi di euro, con una flessione del 2,5%, mentre l’utile netto è diminuito del 28,4%, attestandosi a circa 1,56 miliardi di euro. A incidere sui risultati è stato soprattutto il rallentamento delle consegne nei mercati extraeuropei. Le vendite globali sono scese a circa 2 milioni di veicoli, con una contrazione del 20% in Cina e del 9% in Nord America.
I risultati positivi ottenuti in Sud America e in alcune aree europee non sono stati sufficienti a compensare il calo registrato nei due mercati strategici.
Tagli ai costi e riduzione dell’occupazione
Per reagire alla crisi, Volkswagen ha già avviato un importante programma di riduzione dei costi. Secondo i dati diffusi dal gruppo, i risparmi ottenuti sfiorano il miliardo di euro e hanno contribuito a riportare in positivo il flusso di cassa netto della divisione Automotive, passato da -828 milioni a circa 2 miliardi di euro.
Sul fronte occupazionale, il piano prevede una riduzione di circa 50.000 posti di lavoro in Germania entro il 2030. Parallelamente, il gruppo ha già ridotto la capacità produttiva in Cina di circa 1,5 milioni di veicoli rispetto ai livelli del 2023. Si tratta di misure che testimoniano la volontà di adeguare la struttura industriale a un contesto di mercato profondamente cambiato.
Alcuni marchi resistono, ma la sfida resta aperta
Non tutte le divisioni del gruppo stanno però attraversando la stessa fase di difficoltà. Il Core Brand Group, che comprende Volkswagen, Skoda, SEAT e Cupra, ha migliorato il proprio utile operativo del 38%, raggiungendo 1,5 miliardi di euro con un margine del 4,4%.
Più complicata invece la situazione di Porsche, che continua a risentire della debolezza della domanda internazionale. Il marchio di Zuffenhausen ha visto l’utile operativo scendere da 700 a 500 milioni di euro, con un margine ridotto al 7%.
Nonostante le difficoltà, Volkswagen ha confermato le previsioni per l’intero 2026, stimando ricavi stabili o in crescita fino al 3% e un margine operativo compreso tra il 4% e il 5,5%. Tuttavia, il contesto resta estremamente incerto. La concorrenza cinese, i dazi statunitensi, la transizione verso l’elettrico e le tensioni geopolitiche rappresentano variabili che potrebbero influenzare in modo significativo l’andamento dei prossimi mesi.
Per Volkswagen si apre quindi una fase decisiva. Le preoccupazioni emerse dal sondaggio interno mostrano come la sfida non riguardi soltanto i risultati finanziari, ma il ripensamento stesso del modello industriale che per decenni ha reso il gruppo uno dei protagonisti assoluti dell’automotive mondiale.