Auto elettriche, in Cina avrebbero evitato 262.000 morti premature

Uno studio pubblicato su Nature Health collega la diffusione delle auto elettriche in Cina a una forte riduzione dell'inquinamento e delle morti premature

Auto elettriche, in Cina avrebbero evitato 262.000 morti premature
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Renato Terlisi
Pubblicato il 11 giu 2026

Negli ultimi anni la Cina è diventata il più grande mercato mondiale per le auto elettriche e i veicoli a nuova energia. Una trasformazione che non sta producendo effetti soltanto sull’industria automobilistica, ma che potrebbe avere conseguenze molto più ampie sulla salute pubblica.

Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature Health, la crescente diffusione dei veicoli elettrici e a basse emissioni avrebbe contribuito a migliorare sensibilmente la qualità dell’aria nelle principali città cinesi, con effetti concreti sulla riduzione della mortalità associata all’inquinamento atmosferico.

Lo studio ha analizzato oltre 150 aree urbane del Paese utilizzando dati satellitari ad alta risoluzione e sistemi di machine learning, arrivando a una conclusione particolarmente significativa: la transizione verso la mobilità elettrica avrebbe contribuito a prevenire circa 262.000 morti premature non accidentali.

Un dato che riporta al centro del dibattito il ruolo dell’elettrificazione non solo come strumento per ridurre le emissioni di CO2, ma anche come elemento capace di incidere direttamente sulla salute delle persone.

Lo studio: meno smog grazie ai veicoli elettrici

La ricerca evidenzia una correlazione diretta tra l’aumento della quota di veicoli elettrici e il miglioramento della qualità dell’aria nelle città cinesi. I ricercatori hanno osservato una riduzione media del 23,8% delle polveri sottili PM2.5, considerate tra gli inquinanti più pericolosi per la salute umana, e un calo del 30,67% del monossido di carbonio.

Le PM2.5 rappresentano particelle microscopiche capaci di penetrare in profondità nei polmoni e nel sistema cardiovascolare. Numerosi studi internazionali hanno collegato la loro esposizione a patologie respiratorie, malattie cardiovascolari e aumento del rischio di mortalità precoce.

La riduzione registrata nelle città oggetto dello studio suggerisce quindi che la diffusione dei veicoli elettrici possa contribuire in modo significativo alla diminuzione degli effetti sanitari associati all’inquinamento urbano.

I risultati assumono un valore ancora maggiore se si considera la velocità con cui il mercato automobilistico cinese si è trasformato negli ultimi anni. Le vendite di automobili con motore termico sono diminuite sensibilmente, mentre i veicoli elettrici e a nuova energia hanno superato il 50% delle nuove immatricolazioni, diventando la scelta prevalente per milioni di automobilisti.

Benefici anche con una rete elettrica alimentata dal carbone

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca riguarda il contesto energetico cinese. A differenza di molti Paesi europei che stanno aumentando rapidamente la quota di energie rinnovabili, la Cina continua infatti a produrre una parte significativa della propria elettricità attraverso centrali alimentate a carbone.

Per anni questo elemento è stato utilizzato come uno degli argomenti principali contro i benefici ambientali delle auto elettriche. Lo studio mostra però una realtà più complessa.

Nonostante il mix energetico ancora fortemente dipendente dai combustibili fossili, la diffusione dei veicoli elettrici ha comunque generato un miglioramento della qualità dell’aria nelle aree urbane. La ragione è legata principalmente allo spostamento delle emissioni lontano dai centri abitati. Eliminando milioni di scarichi dalle strade cittadine, si riduce l’esposizione diretta della popolazione agli inquinanti più dannosi.

Un fenomeno simile è stato osservato anche in altre aree del mondo dove la diffusione delle auto elettriche sta crescendo rapidamente. In particolare, alcune regioni della California stanno registrando miglioramenti della qualità dell’aria correlati all’aumento dei veicoli a zero emissioni.

Le sfide ancora aperte per la mobilità sostenibile

Nonostante i risultati incoraggianti, gli autori dello studio invitano alla cautela e sottolineano che il percorso verso una mobilità realmente sostenibile è ancora lungo. Alcuni inquinanti continuano infatti a rappresentare un problema significativo. Il biossido di azoto (NO2) e le particelle più grandi rispetto alle PM2.5 hanno mostrato riduzioni molto più contenute.

Secondo i ricercatori, una delle principali cause è rappresentata dalla presenza di un vasto parco di veicoli commerciali e mezzi pesanti alimentati a gasolio, un settore che procede più lentamente nel processo di elettrificazione. Anche la distribuzione dei benefici non è uniforme. I miglioramenti più significativi sono stati registrati nelle città economicamente più sviluppate, dove l’adozione delle auto elettriche è cresciuta più rapidamente.

Al contrario, le aree meno sviluppate continuano a beneficiare solo parzialmente della transizione energetica in corso. Per questo motivo, gli esperti indicano due priorità fondamentali per il futuro: accelerare l’elettrificazione del trasporto pesante e favorire l’accesso ai veicoli a basse emissioni anche nelle regioni a reddito più basso.

La Cina sta già investendo in entrambe le direzioni e i risultati dello studio suggeriscono che i benefici potrebbero andare ben oltre la riduzione delle emissioni climalteranti. Se confermati da ulteriori ricerche, questi dati rafforzano l’idea che la mobilità elettrica possa diventare uno strumento importante non solo per la lotta al cambiamento climatico, ma anche per migliorare concretamente la salute delle popolazioni urbane.

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