BMW richiama oltre 744.000 auto nel mondo: c'è un rischio incendio legato al sistema di avviamento

Il costruttore tedesco avvia una delle più vaste campagne di richiamo della sua storia. Coinvolti 13 modelli prodotti tra il 2020 e il 2026

BMW richiama oltre 744.000 auto nel mondo: c'è un rischio incendio legato al sistema di avviamento
R T
Renato Terlisi
Pubblicato il 26 lug 2026

BMW si trova ad affrontare una delle più imponenti campagne di richiamo mai avviate nella propria storia recente. Il costruttore bavarese ha annunciato il richiamo di 744.234 veicoli a livello globale a causa di un potenziale rischio di incendio collegato al sistema di avviamento.

Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, il problema sarebbe riconducibile a possibili depositi che possono formarsi all’interno del relè di avviamento. In determinate circostanze, il difetto potrebbe provocare un surriscaldamento del componente e aumentare il rischio di incendio durante l’accensione del veicolo.

Quali modelli BMW sono coinvolti

La campagna interessa complessivamente 13 modelli prodotti tra luglio 2020 e febbraio 2026. Tra le vetture interessate figurano alcuni dei modelli più popolari della gamma BMW, comprese le Serie 3, Serie 5, X5 e la compatta elettrica i3.

L’azienda ha invitato i proprietari delle vetture coinvolte a contattare la rete di assistenza autorizzata per effettuare le verifiche necessarie e, qualora fosse richiesto, procedere alla sostituzione dei componenti difettosi. Considerato l’elevato numero di veicoli interessati, è plausibile che le officine ufficiali debbano gestire un importante carico di lavoro nei prossimi mesi.

Per il momento non sono stati comunicati dettagli su eventuali incidenti riconducibili al difetto, ma il costruttore ha scelto di intervenire in via preventiva per eliminare ogni possibile rischio legato alla sicurezza.

Non solo richiami: BMW rinuncia al Salone di Parigi

La notizia del maxi-richiamo arriva in un momento particolarmente delicato per il gruppo tedesco. BMW ha infatti confermato che non prenderà parte al Salone dell’Auto di Parigi in programma nell’ottobre 2026, una decisione che si inserisce all’interno di una più ampia strategia di contenimento dei costi.

Il marchio sta affrontando una fase complessa, segnata soprattutto dal rallentamento delle vendite nel mercato cinese, tradizionalmente uno dei più importanti per i costruttori premium europei. La flessione della domanda sta spingendo diverse Case automobilistiche a rivedere investimenti e strategie commerciali.

Secondo le informazioni emerse nelle ultime settimane, BMW avrebbe inoltre avviato un piano di riorganizzazione che prevede il taglio di circa 7.500 posti di lavoro. A fine luglio è previsto un incontro con il Consiglio di fabbrica a Monaco di Baviera, durante il quale la dirigenza illustrerà ai dipendenti i dettagli delle misure che intende adottare per affrontare l’attuale scenario del settore automotive.

Tra il maxi-richiamo e le difficoltà di mercato, il 2026 si sta dunque rivelando un anno particolarmente impegnativo per il costruttore tedesco, chiamato a gestire contemporaneamente questioni legate alla sicurezza dei propri veicoli e alle trasformazioni che stanno interessando l’industria automobilistica globale.

Ti potrebbe interessare: