BMW salta il Salone di Parigi, dietro la scelta ci sono i costi

BMW e Mini non saranno presenti al Salone di Parigi 2026. Una decisione inattesa che arriva dopo il profit warning e una revisione delle spese

BMW salta il Salone di Parigi, dietro la scelta ci sono i costi
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Giulia Darante
Pubblicato il 22 lug 2026

Il Salone dell’Auto di Parigi 2026 perde uno dei protagonisti più attesi. Il gruppo BMW ha infatti deciso di non partecipare alla manifestazione in programma dal 13 al 18 ottobre, rinunciando sia alla presenza del marchio BMW sia di Mini.

La decisione sorprende perché soltanto pochi mesi fa il costruttore aveva confermato ufficialmente la partecipazione. Nel frattempo, però, lo scenario economico è cambiato e l’azienda ha scelto di rivedere alcune delle proprie priorità, concentrando gli investimenti sulle attività considerate più strategiche.

Una scelta economica dopo il profit warning

Secondo quanto comunicato dal gruppo, la rinuncia non è legata alla mancanza di nuovi modelli da presentare. Al contrario, BMW sta attraversando una fase molto importante dal punto di vista del prodotto.

Nei prossimi mesi sono infatti attesi diversi debutti, tra cui le prime vetture basate sulla piattaforma Neue Klasse, la nuova generazione della BMW X5 e l’evoluzione della Serie 7. Modelli che avrebbero rappresentato un forte richiamo per il pubblico della rassegna francese.

La scelta nasce invece da una revisione dei costi successiva al profit warning annunciato a metà giugno. Con questa comunicazione il costruttore ha rivisto le proprie aspettative economiche annuali, decidendo di contenere alcune spese di marketing e di partecipazione agli eventi internazionali.

L’obiettivo è concentrare le risorse dove possono offrire un ritorno commerciale maggiore, senza però mettere in discussione la presenza del marchio nelle future manifestazioni automobilistiche.

Le difficoltà arrivano soprattutto dalla Cina

A influenzare la decisione contribuisce anche il rallentamento delle vendite registrato durante il primo semestre dell’anno. Il gruppo BMW ha consegnato complessivamente circa 1,15 milioni di veicoli, con una flessione del 4,2% rispetto allo stesso periodo precedente. Il dato più pesante arriva dal mercato cinese, dove le immatricolazioni hanno registrato un calo superiore al 20%.

La crescita ottenuta in Europa e negli Stati Uniti non è stata sufficiente a compensare questa contrazione. A rendere ancora più prudente la strategia del costruttore contribuiscono inoltre le incertezze economiche internazionali e il clima geopolitico ancora instabile.

In questo contesto BMW ha deciso di limitare alcune spese considerate non essenziali, privilegiando investimenti direttamente collegati allo sviluppo della gamma e alle attività commerciali nei mercati più importanti.

La Francia resta un mercato importante

La rinuncia al Salone di Parigi non significa però un disimpegno nei confronti del mercato francese. BMW continua infatti a mantenere una quota di mercato intorno al 5% nel Paese e, nei primi sei mesi dell’anno, il marchio BMW ha registrato una lieve crescita, mentre Mini ha ottenuto un incremento ancora più significativo.

Proprio per questo motivo il gruppo ha precisato che la decisione riguarda esclusivamente l’edizione 2026 del Salone di Parigi e non rappresenta un cambio di strategia permanente nei confronti delle principali fiere internazionali. Nei prossimi mesi la Casa tedesca valuterà la partecipazione ad altri eventi, soprattutto nei mercati dove la presenza diretta potrebbe offrire un maggiore supporto alle attività commerciali e al lancio delle nuove vetture.

Per gli appassionati, quindi, l’assenza di BMW dal Salone di Parigi rappresenta soprattutto il segnale di un settore automobilistico sempre più attento ai costi e all’efficacia degli investimenti. Anche i grandi costruttori, oggi, sembrano preferire strategie di comunicazione più mirate rispetto alla tradizionale presenza nelle grandi esposizioni internazionali.

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