Bollo auto, dal 16 ottobre scatta la rottamazione: chi non pagherà sanzioni e interessi

Dal 16 ottobre 2026 parte la rottamazione dei bolli auto affidati alla riscossione: niente sanzioni e interessi e pagamento fino a 54 rate, ma solo in alcune Regioni

Bollo auto, dal 16 ottobre scatta la rottamazione: chi non pagherà sanzioni e interessi
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Giorgio Colari
Pubblicato il 4 set 2026

Una nuova possibilità si apre per gli automobilisti che hanno accumulato vecchi debiti relativi al bollo auto. Dal 16 ottobre 2026 sarà possibile presentare domanda per accedere alla rottamazione quinquies, che consente di regolarizzare determinati carichi relativi alla tassa automobilistica eliminando sanzioni e interessi.

La misura, però, non rappresenta un condono generalizzato e soprattutto non sarà disponibile in tutta Italia. Riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 2000 al 2023 e, trattandosi di un tributo regionale, può essere applicata al bollo solamente nelle Regioni che hanno scelto di aderire.

Per chi possiede tutti i requisiti è prevista anche una rateizzazione particolarmente lunga: il debito risultante dalla definizione agevolata potrà essere distribuito fino a 54 rate bimestrali.

Quali bolli possono essere rottamati

La possibilità deriva dalla conversione del Decreto Fiscale 38/2026, che ha esteso la definizione agevolata anche ad alcuni debiti di competenza di Regioni e Comuni affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Nel caso della tassa automobilistica bisogna quindi verificare innanzitutto quando il relativo carico è stato affidato alla riscossione. Il periodo interessato va dal 2000 al 2023, ma questo requisito da solo non è sufficiente.

La Regione competente deve infatti aver deciso di applicare la rottamazione quinquies ai propri tributi. Alla scadenza fissata al 31 luglio 2026 risultano aver aderito Campania, Lazio, Basilicata, Puglia e Umbria. Chi ha un debito relativo a una Regione diversa non può quindi dare per scontato di poter utilizzare questa specifica procedura per cancellare sanzioni e interessi.

Quanto si paga con la rottamazione

Il principale vantaggio riguarda proprio le somme aggiuntive accumulate sul debito originario. Per le posizioni ammesse alla definizione agevolata vengono infatti eliminate sanzioni e interessi, riducendo così l’importo necessario per chiudere la pendenza.

Il contribuente potrà scegliere tra il versamento in un’unica soluzione e il pagamento dilazionato. In quest’ultimo caso il piano potrà raggiungere 54 rate con cadenza bimestrale, ciascuna delle quali dovrà avere un importo minimo di 100 euro.

La possibilità di distribuire il pagamento su un periodo così lungo può rendere più gestibili soprattutto le posizioni di importo elevato, senza però modificare i requisiti necessari per essere ammessi.

Attenzione alle iniziative regionali

L’assenza della propria Regione dall’elenco delle cinque aderenti non significa necessariamente che non esistano altre possibilità per sistemare vecchi bolli.

La Legge di Bilancio 2026 ha infatti previsto anche strumenti distinti per i debiti gestiti direttamente dagli enti territoriali, senza l’intervento dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Diventa quindi importante controllare eventuali provvedimenti adottati autonomamente dalla propria amministrazione regionale.

Un esempio arriva dalla Sicilia, che ha introdotto lo “straccia bollo“, una misura autonoma con condizioni e riferimenti temporali differenti dalla rottamazione quinquies.

Domande dal 16 ottobre

Il calendario della procedura è già definito. Entro il 15 ottobre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrebbe rendere disponibile il dettaglio dei carichi ammessi alla definizione agevolata. Dal giorno successivo, 16 ottobre, sarà possibile presentare la domanda. La finestra resterà aperta per due mesi e terminerà il 15 dicembre 2026.

Dopo l’adesione bisognerà attendere il nuovo anno. Entro il 28 febbraio 2027 l’AdER comunicherà l’importo complessivamente dovuto e, per chi avrà scelto la dilazione, il relativo piano delle rate.

Il primo pagamento dovrà essere effettuato entro il 31 marzo 2027. La stessa scadenza varrà per chi avrà preferito saldare tutto in un’unica soluzione. Prima di presentare la richiesta sarà quindi fondamentale verificare attentamente la propria posizione: la rottamazione non cancella indistintamente tutti i vecchi bolli, ma per chi rientra nei requisiti può significare chiudere una pendenza evitando il peso di sanzioni e interessi accumulati negli anni.

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