Carburanti oltre i 2 euro, il gasolio vola a 2,147 euro: possibile nuova proroga dello sconto

Benzina e diesel continuano a salire in Italia. Il gasolio raggiunge 2,147 euro al litro mentre il Governo valuta una mini-proroga del taglio delle accise

Carburanti oltre i 2 euro, il gasolio vola a 2,147 euro: possibile nuova proroga dello sconto
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Giorgio Colari
Pubblicato il 4 set 2026

La corsa dei prezzi dei carburanti non accenna a fermarsi e il gasolio continua a essere il più penalizzato. Sulla rete stradale nazionale il diesel in modalità self service ha raggiunto una media di 2,147 euro al litro, mentre la benzina è salita a 2,039 euro. E all’orizzonte c’è una scadenza particolarmente delicata: sabato 5 settembre termina l’attuale riduzione fiscale applicata al gasolio.

Il Governo starebbe quindi valutando una mini-proroga di 4-5 giorni dello sconto, da utilizzare come misura ponte in attesa di un intervento più strutturato. L’obiettivo sarebbe evitare un ulteriore aumento immediato dei prezzi e guadagnare tempo fino al prossimo Consiglio dei ministri.

Gasolio a 2,147 euro al litro

I dati dell’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano un aumento rapido. Sulla rete stradale nazionale la benzina self è arrivata a 2,039 euro al litro, contro i precedenti 2,027 euro, mentre il diesel è passato da 2,131 a 2,147 euro.

La situazione è ancora più pesante in autostrada. Qui la benzina self raggiunge mediamente 2,124 euro al litro, mentre per il gasolio servono 2,221 euro al litro. Secondo i calcoli dell’Unione Nazionale Consumatori, in appena due giorni un pieno da 50 litri è diventato più caro di 85 centesimi sia per le auto a benzina sia per quelle diesel.

A rendere particolarmente delicata la situazione del gasolio è il fatto che questi prezzi comprendono ancora lo sconto fiscale attualmente in vigore.

Senza lo sconto il diesel potrebbe arrivare a 2,3 euro

La misura prevede una riduzione complessiva di 17 centesimi al litro, composta da 14 centesimi sulle accise e circa 3 centesimi di IVA. La sua scadenza è fissata al 5 settembre. Secondo i calcoli del Codacons riportati da RaiNews, senza questo intervento il diesel sarebbe già intorno a 2,30 euro al litro sulla rete ordinaria e vicino a 2,40 euro in autostrada.

Staffetta Quotidiana segnala inoltre che la benzina ha raggiunto il livello medio più alto dal luglio 2022. Il diesel, eliminando l’effetto dello sconto fiscale, supererebbe invece il precedente picco del marzo 2022, pari a 2,229 euro al litro.

Possibile proroga di altri 4-5 giorni

L’ipotesi allo studio è quindi quella di prolungare temporaneamente il taglio per altri quattro o cinque giorni. La copertura potrebbe arrivare attraverso il meccanismo delle accise mobili, sfruttando il maggior gettito fiscale generato dall’aumento dei prezzi.

La soluzione avrebbe carattere esclusivamente transitorio e permetterebbe di arrivare alla settimana successiva, quando potrebbe essere convocato un Consiglio dei ministri dedicato alle nuove misure. Il precedente intervento era stato deciso il 26 agosto, quando l’Esecutivo aveva prorogato fino al 5 settembre la riduzione fiscale sul diesel, finanziandola attraverso un anticipo delle imposte dovute dalle società energetiche.

Il Governo prepara aiuti mirati

La strategia successiva dovrebbe però cambiare. Invece di continuare con uno sconto generalizzato alla pompa, il Governo sta valutando interventi destinati alle categorie maggiormente esposte all’aumento dei carburanti.

Tra i possibili beneficiari vengono indicati i nuclei con redditi più bassi e gli autotrasportatori. Le soluzioni allo studio comprenderebbero anche tessere carburante e altri sostegni specifici. Per introdurre queste misure servirà però un decreto legge. Da qui nasce l’ipotesi della mini-proroga: evitare che la fine improvvisa dello sconto faccia aumentare ulteriormente il diesel proprio nei prossimi giorni.

Per gli automobilisti, dunque, la data decisiva resta il 5 settembre. Senza un nuovo intervento, dal giorno successivo il taglio fiscale terminerebbe, aggiungendo ulteriore pressione a prezzi che hanno già superato abbondantemente la soglia dei due euro al litro.

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