INEOS Grenadier, 45.470 km dall’Africa all’Artico in 122 giorni
Becky Kim ha percorso 45.470 km in 122 giorni con un INEOS Grenadier Trialmaster di serie, attraversando 60 Paesi dall’Africa all’Artico
Un viaggio lungo 45.470 chilometri, completato in 122 giorni attraversando 60 Paesi, due emisferi e alcuni degli ambienti più impegnativi del pianeta. È l’impresa portata a termine da Becky Kim e dal copilota Bonnie Koko a bordo di un INEOS Grenadier Trialmaster di serie, partito da Nairobi il 13 febbraio e arrivato a Londra il 12 giugno.
Il percorso ha unito idealmente due estremi geografici: Cape Agulhas, il punto più meridionale dell’Africa, e Capo Nord, in Norvegia, una delle mete simbolo dell’Europa settentrionale. Una traversata conosciuta come Cape to Cape, affrontata senza una squadra di supporto e senza un veicolo preparato appositamente per la spedizione.
Dopo aver raggiunto il punto più settentrionale del viaggio, Becky e Bonnie hanno proseguito fino alla capitale britannica, concludendo l’avventura davanti allo storico pub The Grenadier, nel quartiere londinese di Belgravia.
Dall’Africa australe al Circolo Polare Artico
Il viaggio è iniziato a Nairobi, città natale di Becky Kim. Da lì l’equipaggio si è diretto verso sud fino a raggiungere Cape Agulhas, prima di invertire la rotta e attraversare l’intero continente africano.
La spedizione ha toccato Paesi come Mozambico, Malawi, Nigeria, Senegal e Repubblica del Congo, affrontando strade, piste e condizioni climatiche molto diverse tra loro. Il Grenadier è passato dal caldo del Kalahari, della Namibia e del Sahara alle temperature più rigide incontrate durante la risalita dell’Europa.
Una volta lasciata l’Africa, il percorso è proseguito attraverso numerosi Paesi europei, tra cui Bulgaria, Grecia, Svizzera e Danimarca, fino all’arrivo a Capo Nord. Ogni Stato attraversato è stato ricordato con una bandierina applicata sul lunotto posteriore del fuoristrada. Con il passare delle settimane, il vetro si è trasformato in una sorta di diario visivo del viaggio.
Secondo quanto comunicato al termine della spedizione, Becky Kim potrebbe essere la prima donna keniota ad aver completato l’intero itinerario Cape to Cape. Il primato viene comunque indicato come presunto, in assenza di una certificazione ufficiale citata per l’impresa.
Nessun supporto logistico e navigazione con mappe tradizionali
Uno degli aspetti più significativi del viaggio riguarda l’organizzazione. L’intera spedizione è stata infatti affrontata senza un team di assistenza dedicato e senza una struttura logistica al seguito. Becky e Bonnie si sono affidati anche a mappe tradizionali per la navigazione, una scelta che ha reso ancora più complesso il passaggio attraverso aree molto diverse per condizioni stradali, infrastrutture e disponibilità di servizi.
Prima dell’arrivo allo storico pub londinese, i due viaggiatori hanno fatto tappa all’Ambasciata del Kenya, dove sono stati ricevuti dall’Alto Commissario. Il punto finale scelto per il viaggio non è stato casuale. The Grenadier, storico locale di Belgravia, ha rappresentato una conclusione simbolica per un’avventura affrontata proprio con il fuoristrada che porta lo stesso nome.
Un Grenadier Trialmaster completamente di serie
Il veicolo utilizzato per i 45.470 km era un INEOS Grenadier Trialmaster privo di modifiche o preparazioni specifiche per la spedizione. La configurazione comprendeva i differenziali bloccabili centrale, anteriore e posteriore, la presa d’aria rialzata e gli pneumatici BFGoodrich All-Terrain T/A KO2. Sotto il cofano era presente il motore diesel BMW B57.
Queste caratteristiche hanno permesso al fuoristrada di affrontare percorsi sabbiosi, strade sconnesse, lunghi trasferimenti autostradali e temperature molto diverse senza ricorrere a trasformazioni speciali. Il sistema dei differenziali bloccabili è particolarmente utile nelle condizioni di scarsa aderenza. Permette infatti di distribuire la coppia alle ruote che hanno maggiore possibilità di fare presa, aiutando il veicolo a superare fango, sabbia, rocce o fondi irregolari.
La presa d’aria rialzata, invece, consente al motore di aspirare aria da una posizione più alta rispetto a quella tradizionale, un vantaggio negli ambienti polverosi e durante i passaggi più impegnativi. A supporto della spedizione c’era anche la rete di assistenza sviluppata lungo il principale asse africano, pensata per permettere gli interventi di manutenzione ordinaria anche durante viaggi particolarmente lunghi. Il racconto dell’impresa specifica però che non era presente un’assistenza dedicata che seguisse direttamente l’equipaggio.
Una prova di resistenza lunga quattro mesi
Percorrere oltre 28.000 miglia, equivalenti a circa 45.470 km, rappresenta una prova impegnativa non soltanto per il veicolo, ma anche per chi si trova a bordo. In poco più di quattro mesi, Becky Kim e Bonnie Koko hanno attraversato aree desertiche, città, confini internazionali, strade europee e regioni prossime al Circolo Polare Artico. Il viaggio ha richiesto capacità di adattamento, pianificazione e una gestione attenta dei tempi, delle soste e della manutenzione.
Per il Grenadier, l’impresa ha rappresentato una dimostrazione concreta delle capacità di un esemplare di serie, utilizzato in condizioni molto più dure rispetto alla normale guida quotidiana. La conclusione davanti al pub The Grenadier ha chiuso un percorso iniziato a Nairobi e passato per due dei punti geografici più estremi del viaggio. Dopo 60 Paesi, 122 giorni e 45.470 km, quella sosta finale è diventata il simbolo di un’avventura costruita chilometro dopo chilometro, dalle piste africane fino alle strade del Nord Europa.