Autovelox, ecco quanti sono davvero: Salvini annuncia lo stop ai dispositivi irregolari
Il ministro Matteo Salvini fa il punto sugli autovelox in Italia: attivi 3.305 dispositivi, mentre quelli non conformi alle regole sono stati disattivati
Gli autovelox tornano al centro del dibattito sulla sicurezza stradale. Nel corso del question time al Senato, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha illustrato la situazione aggiornata dei dispositivi per il controllo della velocità presenti sul territorio nazionale, sottolineando il lavoro svolto dal Governo per fare chiarezza su una materia che, secondo il ministro, era rimasta senza un riordino organico per oltre trent’anni.
Secondo i dati forniti dal Ministero, oggi in Italia risultano attivi 3.305 autovelox, un numero decisamente inferiore rispetto alle stime iniziali che parlavano di oltre 10.000 dispositivi. Parallelamente sono stati disattivati numerosi impianti ritenuti non conformi alle regole vigenti, in particolare quelli considerati poco visibili o non correttamente segnalati.
Quanti autovelox sono stati disattivati
Nel suo intervento, Salvini ha spiegato che il lavoro svolto insieme agli enti locali e alle associazioni di settore ha permesso di verificare la situazione degli autovelox presenti sul territorio nazionale. Il ministro ha precisato che sono stati disattivati i dispositivi che non rispettavano la normativa vigente, definendoli “autovelox furbetti”, ossia apparecchi mal segnalati o nascosti agli automobilisti.
Tra le regioni con il maggior numero di dispositivi spenti figurano:
- Lombardia: 144 autovelox;
- Piemonte: 131;
- Emilia-Romagna: 95;
- Veneto: 84;
- Toscana: 69;
- Lazio: 33;
- Liguria: 16;
- Marche: 15;
- Abruzzo: 12;
- Provincia autonoma di Trento: 9;
- Sicilia: 8;
- Sardegna: 6.
Anche alcune grandi città sono state interessate dalla revisione dei dispositivi. Nella Città Metropolitana di Milano sono stati disattivati 111 autovelox, mentre Roma e Torino registrano entrambe 28 dispositivi spenti.
“Restano fondamentali per la sicurezza”
Pur annunciando la disattivazione dei dispositivi irregolari, Salvini ha ribadito che gli autovelox continuano a rappresentare uno strumento importante per la sicurezza stradale.
Secondo il ministro, i controlli elettronici della velocità sono fondamentali quando vengono installati in punti dove il rischio di incidenti è documentato e dove possono realmente contribuire alla prevenzione.
L’obiettivo del riordino, ha spiegato, non è eliminare gli autovelox, ma garantire che vengano utilizzati nel rispetto delle regole, con una segnalazione adeguata e senza finalità esclusivamente sanzionatorie.
Sicurezza stradale e controlli sul Lago di Garda
Durante il question time si è parlato anche di altri temi legati alla mobilità e alla sicurezza. Salvini ha dichiarato che il Ministero dell’Interno monitora costantemente i raduni automobilistici clandestini nell’area del Lago di Garda, soprattutto durante il periodo estivo, quando il flusso turistico aumenta sensibilmente.
Sul fronte delle infrastrutture è stato inoltre ricordato che sono già finanziati circa 3 milioni di euro per interventi di consolidamento delle opere paramassi, ai quali si aggiungono 600.000 euro destinati alla manutenzione ordinaria.
Il ministro ha infine annunciato una pianificazione di medio e lungo periodo per rendere più competitivo anche il trasporto sul Lago di Garda, attraverso un piano industriale che prevede l’introduzione di mezzi più veloci per ridurre i tempi di percorrenza.
Più controlli, ma con regole chiare
Le dichiarazioni del ministro arrivano in un momento in cui il tema degli autovelox continua a dividere automobilisti ed enti locali. Da un lato resta l’esigenza di garantire il rispetto dei limiti di velocità e ridurre il numero degli incidenti, dall’altro cresce la richiesta di installazioni trasparenti e conformi alle norme.
Con 3.305 dispositivi attualmente attivi e la disattivazione di quelli ritenuti irregolari, il Governo punta a uniformare il sistema dei controlli sul territorio nazionale, mantenendo gli autovelox nelle aree considerate realmente a rischio e rafforzando il loro ruolo come strumenti di prevenzione, oltre che di sanzione.