I 10 motori che i meccanici eviterebbero: alcuni possono diventare un incubo
Dai PureTech Stellantis agli EcoBoost Ford fino ai motori BMW e Volkswagen: ecco i propulsori che, secondo meccanici tedeschi, possono nascondere costosi problemi
Quando si compra un’auto usata, il motore può trasformare un affare apparentemente conveniente in una spesa enorme. Per capire quali propulsori richiedano maggiore attenzione, Auto Motor und Sport ha raccolto le indicazioni di meccanici tedeschi, individuando dieci motori o famiglie di motori che loro stessi eviterebbero di acquistare.
Non significa naturalmente che ogni esemplare sia destinato a rompersi. Manutenzione, chilometraggio e interventi effettuati nel corso degli anni possono fare una grande differenza. Alcuni difetti ricorrenti, però, meritano particolare attenzione.
PureTech ed EcoBoost sotto osservazione
Uno dei nomi più conosciuti è il 1.2 PureTech Stellantis. Il principale problema indicato riguarda la cinghia di distribuzione a bagno d’olio: il suo deterioramento può produrre residui capaci di compromettere il circuito di lubrificazione. Vengono inoltre citati diluizione dell’olio e consumi elevati.
Stellantis è intervenuta nel tempo, introducendo nel 2022 una cinghia rinforzata e modificando le indicazioni di manutenzione; successivamente è arrivata anche un’estensione della garanzia fino a 10 anni o 180.000 km per i veicoli interessati, secondo quanto riportato.
Problemi legati alla cinghia a bagno d’olio vengono segnalati anche su alcuni Ford EcoBoost ed EcoBlue, in particolare 1.0, 1.5 e 2.0. Viene inoltre evidenziata la presenza di una seconda cinghia collegata alla pompa dell’olio. Un’altra versione del Ford 2.0 EcoBoost finisce sotto osservazione per un problema differente: possibili crepe nel blocco motore, che nei casi peggiori possono rendere necessaria la sostituzione dell’intera unità.
Da Land Rover a BMW
Tra i propulsori indicati compaiono anche alcuni Land Rover 2.0, mentre sui V6 diesel viene segnalata particolare attenzione agli intervalli di sostituzione della distribuzione.
Per BMW il riferimento è invece ai 2.0 prodotti tra il 2007 e il 2014. Il punto critico sarebbe soprattutto la catena di distribuzione, collocata posteriormente e quindi particolarmente laboriosa da raggiungere. I meccanici sottolineano però che intervenendo tempestivamente sulla catena il motore può continuare a offrire una lunga vita operativa.
Attenzione anche a Mercedes e Opel
Nella selezione entrano inoltre i 1.4 Opel prodotti tra il 2004 e il 2012, associati secondo gli esperti anche a trasmissioni problematiche.
Più sorprendente è la presenza del Mercedes V8 4.6 M278. Per le unità prodotte tra il 2010 e il 2015 vengono segnalati problemi ai cilindri che potrebbero compromettere la durata del propulsore. Il problema sarebbe stato successivamente corretto da Mercedes nel 2015.
Volkswagen e Nissan chiudono la lista
Tra i Volkswagen vengono segnalati alcuni TDI montati sui Transporter T5 e T6, con criticità associate alla valvola EGR e alla pompa dell’olio. Sotto osservazione anche i benzina 1.2 e 1.4 della famiglia EA111, per i quali vengono citati problemi ai tendicatena e ad altri componenti del sistema di sovralimentazione. L’ultima segnalazione riguarda Nissan e una configurazione descritta come associata a una trasmissione Jatco, con problemi di raffreddamento che, nei casi più gravi, potrebbero portare a danni difficilmente riparabili.
Il punto centrale non è quindi considerare questi motori automaticamente inaffidabili, ma controllare attentamente la storia dell’esemplare prima dell’acquisto. Fatture, manutenzione documentata, eventuali campagne tecniche e sostituzioni preventive possono fare la differenza tra un buon usato e una riparazione da migliaia di euro.