BMW iX3, la portiera non si apre se arriva un ciclista: ecco come funziona

La nuova BMW iX3 introduce un sistema che può ritardare brevemente l'apertura delle portiere quando rileva ciclisti o veicoli in avvicinamento

BMW iX3, la portiera non si apre se arriva un ciclista: ecco come funziona
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Giulia Darante
Pubblicato il 28 ago 2026

Aprire la portiera dell’auto senza accorgersi dell’arrivo di un ciclista può provocare un incidente particolarmente pericoloso. È il cosiddetto “dooring”, fenomeno ben conosciuto soprattutto nelle città dove piste ciclabili e parcheggi corrono affiancati. BMW ha deciso di intervenire direttamente sul problema con una soluzione che debutta sulla nuova iX3.

Il sistema non si limita infatti ad avvertire chi sta per scendere dall’auto attraverso una spia o un segnale acustico. Quando i sensori individuano un ciclista o un altro veicolo in avvicinamento, la vettura può ritardare brevemente l’apertura della portiera, impedendo che venga spalancata proprio nel momento più pericoloso.

La funzione arriva con la nuova generazione della BMW iX3 e fa parte delle tecnologie sviluppate attorno all’architettura Neue Klasse. Un dettaglio importante è che viene proposta di serie e non all’interno di un pacchetto opzionale.

La BMW controlla cosa arriva da dietro

Alla base del sistema ci sono i radar laterali della vettura, utilizzati per controllare l’ambiente circostante anche quando l’auto è ferma. Prima che un occupante apra la portiera, i sensori possono quindi individuare la presenza di biciclette o automobili in avvicinamento.

Se viene rilevato un potenziale pericolo, il sistema trattiene temporaneamente la serratura. Si tratta di un intervento molto breve, pensato per superare proprio l’istante nel quale l’apertura potrebbe mettere il ciclista e l’occupante dell’auto in una situazione di rischio.

La differenza rispetto ai tradizionali sistemi di avviso in uscita è quindi sostanziale. Molte tecnologie già disponibili si affidano a indicatori luminosi o allarmi sonori, lasciando comunque alla persona la possibilità di aprire immediatamente la portiera. Sulla iX3, invece, l’elettronica può intervenire direttamente sulla serratura.

Perché il “dooring” è così pericoloso

Il problema si presenta soprattutto quando un’automobile è parcheggiata lungo una strada percorsa da biciclette. Il ciclista può trovarsi improvvisamente davanti una portiera aperta senza avere spazio o tempo sufficienti per evitarla. BMW punta quindi a trasformare un semplice avvertimento in una protezione attiva, sfruttando sensori che vengono impiegati anche per altre funzioni della vettura.

Lo stesso hardware radar supporta infatti il nuovo assistente al traffico trasversale durante la retromarcia, capace di individuare veicoli e ciclisti provenienti lateralmente. Anche l’Active Park Distance Control amplia le proprie capacità e può intervenire sui freni quando vengono rilevati ostacoli laterali. L’assistente alla frenata d’emergenza può inoltre utilizzare lo sterzo per aiutare a evitare alcuni pericoli, compresi animali che dovessero comparire improvvisamente sulla traiettoria.

La tecnologia arriverà su altre BMW

La nuova iX3 rappresenta il primo modello BMW sul quale debutta questa particolare funzione di trattenimento della portiera, ma non dovrebbe rimanere un caso isolato. Secondo quanto riportato, la tecnologia dovrebbe essere progressivamente estesa ad altri modelli BMW con la diffusione della nuova base tecnica.

Tra quelli indicati figurano la berlina i3 a passo lungo, la futura X5 e modelli della Serie 7. Un ruolo centrale viene svolto anche dalla nuova architettura elettronica sviluppata dal costruttore. BMW definisce il processore dedicato alla guida automatizzata “Superbrain of Automated Driving”, sottolineandone la maggiore capacità di calcolo rispetto alla precedente generazione.

La sicurezza diventa sempre più attiva

La iX3 ha inoltre conquistato le cinque stelle Euro NCAP secondo il protocollo 2026, risultato che accompagna l’introduzione delle nuove funzioni di assistenza. Resta naturalmente da verificare quanto il blocco temporaneo della portiera riuscirà a incidere sugli incidenti reali nelle città.

L’idea, però, segna un cambiamento interessante: invece di limitarsi a dire al passeggero che sta arrivando qualcuno, l’auto interviene per impedirgli, per qualche istante, di compiere una manovra potenzialmente pericolosa. Una differenza apparentemente minima che potrebbe evitare uno degli incidenti più insidiosi per chi si muove quotidianamente in bicicletta.

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