Honda e Nissan, niente fusione: dal 2029 le loro auto condivideranno il “cervello”

Honda e Nissan preparano un'alleanza tecnologica su software e centraline elettroniche: la nuova architettura comune dovrebbe debuttare sulle auto dal 2029

Honda e Nissan, niente fusione: dal 2029 le loro auto condivideranno il “cervello”
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Renato Terlisi
Pubblicato il 1 set 2026

La fusione è definitivamente tramontata, ma Honda e Nissan hanno deciso di continuare a lavorare insieme. I due costruttori giapponesi hanno scelto una strada meno radicale rispetto alla creazione di un unico gruppo: condividere una parte fondamentale della tecnologia destinata alle automobili di nuova generazione.

La collaborazione riguarderà infatti software, centraline elettroniche e altri elementi dell’architettura digitale dei veicoli. L’obiettivo è sviluppare una piattaforma comune che dovrebbe iniziare ad arrivare sulle auto dei due gruppi a partire dal 2029.

Honda e Nissan resteranno quindi aziende indipendenti, con gamme e strategie separate, ma potranno utilizzare una base elettronica condivisa per affrontare una trasformazione dell’industria nella quale il software sta assumendo un’importanza sempre maggiore.

Honda e Nissan condivideranno centraline e software

Il progetto prevede lo sviluppo e la standardizzazione delle principali ECU, le centraline elettroniche che controllano numerose funzioni dell’automobile. La collaborazione comprenderà inoltre il sistema operativo di bordo, componenti del middleware e parte del software utilizzato per gestire il veicolo. In sostanza, le future Honda e Nissan potranno avere un “cervello” elettronico comune, pur mantenendo caratteristiche, design e posizionamento differenti.

Una scelta legata all’affermazione delle cosiddette Software Defined Vehicle, automobili nelle quali sempre più funzioni vengono gestite attraverso il codice e possono evolvere anche dopo la produzione. Infotainment, assistenza alla guida, gestione dell’energia e aggiornamenti da remoto sono soltanto alcuni dei settori nei quali l’elettronica sta diventando centrale.

L’obiettivo è ridurre costi e tempi

Realizzare separatamente piattaforme software sempre più sofisticate richiede investimenti enormi. Condividendo una parte dello sviluppo, Honda e Nissan potranno invece distribuire i costi e utilizzare in maniera più efficiente le rispettive risorse dedicate alla ricerca.

Un altro obiettivo è ridurre i tempi necessari per introdurre nuove tecnologie. La velocità di sviluppo è diventata infatti uno dei fattori decisivi nella competizione automobilistica mondiale. Ed è proprio su questo terreno che i costruttori giapponesi devono affrontare una pressione crescente proveniente dalla Cina.

La sfida ai produttori cinesi

Marchi come BYD hanno costruito una parte importante del proprio successo sulla capacità di integrare rapidamente hardware e software, aggiornando frequentemente le vetture e introducendo nuove funzioni in tempi molto brevi.

Honda e Nissan intendono recuperare terreno sfruttando economie di scala e competenze condivise, senza arrivare alla complessa integrazione societaria ipotizzata in precedenza.  La collaborazione rappresenta quindi una risposta alla trasformazione del settore: non basta più realizzare una buona piattaforma meccanica, perché l’architettura elettronica è ormai diventata una componente strategica dell’automobile.

La fusione era naufragata nel 2025

Il rapporto tra Honda e Nissan era iniziato a rafforzarsi nel 2024, quando le due aziende avevano cominciato a valutare collaborazioni nei settori dell’elettrificazione e del software. Da quelle discussioni era nato successivamente un progetto molto più ambizioso: una fusione tra i gruppi che avrebbe dato vita a uno dei maggiori costruttori automobilistici mondiali.

Le trattative si sono però interrotte all’inizio del 2025, anche a causa delle divergenze sulla struttura della futura società e sul ruolo assegnato ai due partner. Il fallimento dell’operazione non ha cancellato le ragioni industriali che avevano avvicinato Honda e Nissan. La nuova alleanza tecnologica appare così come una soluzione più pragmatica: collaborare dove gli investimenti sono più pesanti senza rinunciare alla propria autonomia.

Il progetto potrebbe inoltre allargarsi. Mitsubishi Motors, legata a Nissan attraverso l’alleanza con Renault, starebbe valutando la partecipazione alla collaborazione. Le discussioni sarebbero ancora in corso per stabilire in quali aree il costruttore potrebbe contribuire alla futura piattaforma condivisa.

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