Doveva essere una sola multa: un NCC ne riceve 343 per una semplice dimenticanza

Doveva essere una sola multa: un NCC ne riceve 343 per una semplice dimenticanza
F C
Fabrizio Caratani
Pubblicato il 31 ago 2026

Una semplice dimenticanza amministrativa può trasformarsi in un incubo lungo anni. È quello che è successo a un conducente NCC di Milano, che si è ritrovato a fare i conti con ben 343 verbali dopo che la targa della sua Mercedes non risultava correttamente registrata nel sistema comunale per l’accesso alle aree soggette a limitazioni.

Quello che inizialmente sembrava un normale problema burocratico si è trasformato in una valanga di sanzioni generate automaticamente dalle telecamere di controllo, fino ad arrivare a una lunga battaglia legale che ha coinvolto giudice di pace e Tribunale civile.

Come sono arrivate 343 multe

La vicenda nasce alla fine del 2022. Il pass che consentiva al veicolo NCC di accedere alle aree riservate di Milano era scaduto il 30 novembre e, insieme al rinnovo, non era stata completata la registrazione della targa nel sistema comunale “Gestione permessi”.

Da quel momento ogni transito rilevato dai varchi elettronici ha prodotto una nuova sanzione. In totale sono arrivati 343 verbali, di cui ben 330 concentrati nel solo mese di dicembre 2022 e riferiti soprattutto agli accessi in Area C e alle corsie riservate.

L’aspetto più paradossale è che il veicolo disponeva comunque di una regolare autorizzazione per il servizio NCC rilasciata dal Comune di Cassano d’Adda. Il problema riguardava esclusivamente il mancato riconoscimento della targa da parte del sistema informatico milanese.

La battaglia nei tribunali

La situazione si è sbloccata soltanto dopo la presentazione di una nuova richiesta, successivamente accolta con effetto retroattivo dal 10 gennaio. Questo ha interrotto la produzione automatica delle multe, ma non ha cancellato quelle già notificate.

Il conducente ha quindi deciso di affidarsi a un legale, presentando cinque ricorsi contro il Comune di Milano. L’amministrazione ha sostenuto che un professionista del trasporto deve conoscere perfettamente gli obblighi previsti dalla normativa e verificare che ogni adempimento amministrativo sia stato completato prima di circolare.

Nel maggio 2025, però, il giudice di pace ha accolto quasi integralmente le opposizioni. Secondo il magistrato, la semplice omissione della registrazione della targa non poteva rendere illegittimo il transito di un veicolo che disponeva comunque dell’autorizzazione necessaria per svolgere il servizio.

Il conto finale resta salato

La vicenda non si è conclusa con quella prima decisione. Il Comune ha infatti impugnato la sentenza davanti al Tribunale civile, chiedendo di rivedere l’annullamento delle sanzioni.

Il giudice ha accolto solo parzialmente il ricorso dell’amministrazione, ridimensionando drasticamente il numero delle multe confermate.

Alla fine il totale è sceso a 26 verbali rispetto ai 330 inizialmente contestati per il solo mese di dicembre. Un risultato molto diverso dall’incubo iniziale, anche se il conto economico rimane comunque pesante.

Un caso che fa riflettere

La vicenda dimostra quanto i sistemi di controllo automatico possano moltiplicare rapidamente le conseguenze di un errore amministrativo. Le telecamere, infatti, registrano ogni singolo passaggio senza distinguere se il problema dipenda da una reale assenza di autorizzazione oppure da un’anomalia nella registrazione dei dati.

Nel caso dell’NCC milanese, una targa non inserita nel database comunale ha generato centinaia di sanzioni in poche settimane. Solo dopo anni di ricorsi e pronunciamenti giudiziari il numero delle multe è stato ridotto, chiudendo una vicenda che rappresenta uno degli esempi più eclatanti di come una semplice dimenticanza possa trasformarsi in un lungo e costoso contenzioso.

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