Lo “yacht di Putin” torna in mare dopo quattro anni: vale 700 milioni di dollari
Lo Scheherazade, superyacht da 140 metri conosciuto come lo “yacht di Putin”, è tornato in mare dopo oltre quattro anni sotto sequestro a Marina di Carrara
Dopo oltre quattro anni trascorsi praticamente immobile, lo Scheherazade è tornato in mare. Il gigantesco superyacht di circa 140 metri, diventato famoso in tutto il mondo come il presunto “yacht di Putin”, ha lasciato Marina di Carrara nella mattina di venerdì 28 agosto per una breve navigazione nel Golfo della Spezia.
L’imbarcazione, sottoposta a sequestro nel 2022, si è diretta verso le acque davanti alle Cinque Terre e, dopo una sosta, ha intrapreso il viaggio di ritorno verso Marina di Carrara. Non si tratterebbe però della fine del provvedimento che da anni interessa il superyacht. L’uscita sarebbe stata programmata per ragioni tecniche, con l’obiettivo di verificare le condizioni dell’imbarcazione dopo il lunghissimo periodo trascorso in porto.
Perché lo Scheherazade è tornato in mare
Quattro anni rappresentano un periodo considerevole per una nave così grande e complessa. Durante la permanenza a Marina di Carrara, lo Scheherazade è stato interessato da lavori di manutenzione e refitting, ma una prova in mare permette di effettuare verifiche impossibili mantenendo l’imbarcazione all’ormeggio.
La breve navigazione sarebbe servita soprattutto a controllare motori, impianti e apparati di bordo dopo il lungo periodo di inattività. Per questo motivo l’uscita verso il Golfo della Spezia non deve essere interpretata, almeno sulla base delle informazioni disponibili, come una normale ripresa dell’attività dello yacht. Terminati i controlli in mare, infatti, lo Scheherazade ha fatto rotta nuovamente verso il porto toscano nel quale si trova dal 2022.
Un gigante da circa 140 metri
Lo Scheherazade è diventato uno dei superyacht più conosciuti al mondo non soltanto per le sue dimensioni. Con una lunghezza nell’ordine dei 140 metri, appartiene alla categoria delle imbarcazioni private più imponenti esistenti.
Le stime riportate negli anni hanno attribuito al superyacht un valore che può raggiungere circa 700 milioni di dollari, una cifra che ha inevitabilmente contribuito ad alimentare l’attenzione internazionale attorno alla sua vicenda. Il vero elemento che ha trasformato lo Scheherazade in un caso mondiale, tuttavia, è il mistero legato alla sua proprietà.
Perché viene chiamato lo “yacht di Putin”
La storia del sequestro comincia nel 2022. All’epoca lo Scheherazade si trovava già a Marina di Carrara per alcuni lavori quando iniziarono a circolare indiscrezioni sui possibili legami tra il proprietario dell’imbarcazione e il Cremlino.
Alcune ricostruzioni, comprese quelle attribuite all’intelligence statunitense, hanno associato il superyacht al presidente russo Vladimir Putin. È però importante distinguere queste indicazioni da una proprietà formalmente accertata.
Il comandante dello yacht aveva infatti negato che Putin ne fosse il proprietario, sostenendo inoltre che il presidente russo non fosse mai salito a bordo. L’identità effettiva dell’armatore è rimasta comunque al centro degli accertamenti.
Il sequestro continua
L’imbarcazione è rimasta così ferma a Marina di Carrara per più di quattro anni, pur continuando a essere sottoposta agli interventi necessari per conservarne efficienza e condizioni.
Proprio per questo l’immagine dello Scheherazade nuovamente in navigazione rappresenta un evento particolarmente insolito. Vederlo lasciare il porto potrebbe far pensare alla conclusione della lunga vicenda iniziata nel 2022, ma non è questo il caso.
La breve uscita del 28 agosto avrebbe avuto carattere tecnico. Dopo una navigazione davanti alla costa ligure, il superyacht conosciuto in tutto il mondo come lo “yacht di Putin” ha quindi invertito la rotta, tornando verso Marina di Carrara e verso una storia che, almeno per il momento, resta ancora aperta.