Auto con targa estera, scattano più controlli: cosa rischia chi bara
Più controlli sui veicoli con targhe estere, soprattutto a Napoli. Il Mit studia nuove regole su assicurazione, leasing e intestazioni fittizie
Si stringono i controlli sui veicoli con targhe estere utilizzati in Italia, con particolare attenzione alla Campania e soprattutto all’area di Napoli. Il fenomeno è finito nuovamente sotto osservazione dopo un’interrogazione parlamentare che ha portato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a fare il punto sulle verifiche già in corso e sulle possibili nuove regole.
Il tema non riguarda l’uso regolare di un’auto immatricolata all’estero, che resta consentito nei limiti previsti dalle norme europee e italiane. Il problema è invece l’utilizzo improprio di veicoli formalmente intestati a soggetti o società estere, ma impiegati stabilmente da residenti in Italia. Un meccanismo che può essere sfruttato per evitare alcuni costi, rendere più difficile la riscossione delle multe o aggirare determinati obblighi.
Targhe estere, 35.000 veicoli su 53.000 sono a Napoli
Il dato più significativo riguarda proprio Napoli. Secondo i numeri riportati nell’interrogazione parlamentare e riferiti al Registro nazionale veicoli esteri, nel 2025 risultavano in Italia circa 53.000 veicoli con targhe estere.
Di questi, ben 35.000 si troverebbero a Napoli, tra automobili, SUV, veicoli di lusso e scooter. Le targhe indicate come più diffuse sarebbero soprattutto quelle polacche e bulgare. Il punto centrale, però, non è la nazionalità della targa in sé, quanto la verifica della reale titolarità del mezzo e della correttezza del rapporto tra proprietario estero e utilizzatore italiano.
Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, uno dei meccanismi più utilizzati sarebbe quello delle procure o delle intestazioni formalmente riconducibili a soggetti esteri. In questo modo il veicolo può risultare di proprietà di un soggetto diverso da chi lo utilizza quotidianamente in Italia.
Tra le ragioni indicate ci sono il tentativo di evitare il bollo, rendere più complessa la notifica delle contravvenzioni, sottrarsi ad alcuni obblighi legati alla revisione e ridurre l’impatto dei costi assicurativi. Quest’ultimo aspetto pesa soprattutto nelle aree in cui la RC Auto è più cara. A Napoli, secondo quanto riportato, il costo annuale dell’assicurazione di uno scooter può arrivare a essere quasi cinque volte superiore rispetto ad altre zone d’Italia.
Più controlli su strada e verifiche sulle società estere
Il Ministero ha chiarito che il fenomeno dell’esterovestizione dei veicoli è già oggetto di controlli quotidiani da parte delle forze di polizia. Le attività si svolgono sia nell’ambito dei normali controlli su strada sia attraverso servizi mirati definiti ad “alto impatto”, organizzati per individuare situazioni considerate anomale o potenzialmente irregolari.
La stretta non riguarda però soltanto il conducente fermato durante un controllo. Le verifiche vengono estese anche ai soggetti giuridici esteri che risultano formalmente proprietari delle auto. L’obiettivo è capire se le società esistano realmente e svolgano un’attività effettiva oppure se rappresentino soltanto intestatari formali utilizzati per aggirare le norme italiane.
In pratica, gli accertamenti puntano a verificare eventuali fittizie allocazioni all’estero e la possibile natura puramente cartolare delle società proprietarie. Si tratta di un passaggio importante perché permette di andare oltre il semplice controllo della targa e ricostruire la reale proprietà e l’utilizzo del veicolo.
Nel mirino anche assicurazione e leasing estero
Un altro fronte riguarda l’assicurazione dei veicoli iscritti al REVE, il Registro dei veicoli esteri. Nell’ambito della riforma più ampia del Codice della Strada, il Mit sta lavorando a una modifica della disciplina dedicata a automobili, motocicli e rimorchi immatricolati all’estero.
L’obiettivo è consentire controlli più diretti sul rispetto dell’obbligo assicurativo anche per questi mezzi. Attualmente esistono limiti legati alla normativa internazionale che rendono più complesso verificare direttamente la copertura assicurativa di determinati veicoli esteri. La revisione allo studio punta quindi a rendere più efficace il controllo.
Parallelamente, vengono valutate nuove limitazioni sull’utilizzo di leasing e noleggi esteri, sempre nel rispetto delle norme dell’Unione europea sulla libera circolazione di beni e servizi.
Questo significa che non è possibile vietare in modo generalizzato l’utilizzo in Italia di un’auto regolarmente immatricolata in un altro Paese europeo. Le eventuali nuove regole dovranno invece concentrarsi sugli utilizzi distorti e sulle situazioni in cui il rapporto contrattuale con l’operatore estero risulti solo apparente.
Perché i controlli aumentano
Dietro il fenomeno non ci sarebbe soltanto l’obiettivo di risparmiare su bollo, assicurazione o multe. Le indagini citate nella risposta ministeriale hanno evidenziato anche possibili collegamenti con attività criminali. In particolare, accertamenti della Direzione distrettuale antimafia avrebbero mostrato come l’esterovestizione possa essere utilizzata anche per il riciclaggio di veicoli di provenienza delittuosa.
Attraverso intestazioni e immatricolazioni all’estero, alcuni mezzi potrebbero essere rimessi in circolazione rendendo più difficile ricostruirne l’origine. È anche per questo che l’attenzione delle forze dell’ordine resta particolarmente alta nella provincia di Napoli.
Per gli automobilisti che utilizzano regolarmente un veicolo con targa estera, al momento non cambia automaticamente nulla. L’utilizzo rimane possibile quando rispetta la normativa vigente. Il quadro potrebbe però diventare più rigido nei prossimi mesi. Il Mit sta infatti valutando nuove misure su controlli assicurativi, leasing, noleggio e intestazioni estere. La direzione indicata è chiara: distinguere chi utilizza legittimamente un veicolo immatricolato fuori dall’Italia da chi sfrutta una targa straniera per eludere obblighi fiscali, assicurativi o amministrativi.