Entra in una proprietà abbandonata e trova fienili pieni di auto d’epoca

Una proprietà abbandonata nel Regno Unito nasconde decine di vecchie auto tra vegetazione e fienili pericolanti: tra queste Ford Cortina, Jaguar Mark 2 e una rarissima Wolseley Ten

Entra in una proprietà abbandonata e trova fienili pieni di auto d’epoca
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 24 set 2026

Da quanto tempo nessuno si prenda cura di questa proprietà non è dato sapere. A giudicare dalla vegetazione, alta ormai diversi metri, dalle costruzioni che stanno lentamente cedendo e soprattutto dalle automobili inghiottite dalla natura, però, devono essere passati parecchi anni. E dietro gli alberi e i cespugli si nasconde una piccola capsula del tempo dell’automobilismo britannico.

La scoperta è stata documentata dal canale YouTube Exploring With Boss, specializzato nell’esplorazione di luoghi abbandonati e barn find nel Regno Unito. Il sito appare ormai isolato e disseminato di vetture, alcune all’aperto e altre ancora protette, almeno parzialmente, da vecchi fienili.

Molte sembrano ormai compromesse dalla ruggine e dall’esposizione agli elementi. Altre sono ancora complete, ma richiederebbero restauri integrali che potrebbero superarne abbondantemente il valore commerciale. In mezzo a modelli relativamente comuni sulle strade britanniche degli anni Novanta, però, emergono automobili molto più interessanti.

Una Ford Cortina sotto il fienile crollato

Una delle strutture è già parzialmente collassata. Al suo interno si trova una Ford Cortina Mark I, prima generazione di uno dei modelli europei più conosciuti dell’Ovale Blu.

La Mark I venne costruita tra il 1962 e il 1966 e Ford ne produsse circa un milione. Non può quindi essere considerata un’automobile rara in termini di produzione originaria, ma oltre sessant’anni dopo il quadro è inevitabilmente cambiato: soltanto poche centinaia di esemplari risulterebbero ancora circolanti.

Nella stessa proprietà compare anche una Jaguar Mark 2. Presentata nel 1959 e prodotta fino al 1967, è oggi una delle berline britanniche più riconoscibili di quell’epoca. L’esemplare scoperto nel sito, tuttavia, appare pesantemente corroso e le sue condizioni sembrano rendere un eventuale recupero estremamente complesso.

Nel secondo fienile spunta una Hillman Husky

La visita prosegue all’interno di un’altra costruzione, dove si nascondono due automobili decisamente meno conosciute fuori dal Regno Unito.

La prima è una Hillman Husky, piccola familiare a tre porte derivata dalla Hillman Minx. La produzione si estese dal 1954 al 1965 attraverso quattro diverse evoluzioni e l’esemplare ritrovato sembrerebbe appartenere alla Series II oppure alla Series III degli anni Sessanta.

Sotto il cofano delle Husky lavoravano piccoli motori a quattro cilindri. Nonostante non fossero vetture esotiche all’epoca, il trascorrere dei decenni ha ridotto drasticamente il numero di superstiti: secondo i dati riportati, oggi meno di 200 esemplari sarebbero ancora sulle strade.

La Wolseley Ten è la scoperta più affascinante

Accanto alla Hillman riposa probabilmente l’automobile più particolare dell’intero ritrovamento: una Wolseley Ten, modello appartenente a un marchio ormai quasi dimenticato al di fuori della Gran Bretagna.

Wolseley Motors nacque nel 1901 e divenne uno dei principali costruttori britannici dopo la Prima guerra mondiale. La Ten era una compatta derivata dalla Morris Ten e arrivò sul mercato nel 1939. La produzione venne interrotta nel 1941, per poi riprendere tra il 1945 e il 1948.

Ne furono costruiti quasi 8.000 esemplari, tutti equipaggiati con un quattro cilindri di 1,1 litri. Oggi, inevitabilmente, ne sono sopravvissuti pochissimi. Ed è proprio questo il paradosso del ritrovamento. Dal punto di vista puramente economico, restaurare alcune di queste automobili potrebbe non avere alcun senso: riportarle su strada costerebbe probabilmente più del loro valore. Dal punto di vista storico, invece, lasciarle marcire sotto un tetto che sta crollando significa perdere lentamente pezzi sempre più rari della storia dell’automobile britannica.

Ti potrebbe interessare: