Seat resta viva nonostante Cupra, i piani fino al 2035
Seat conferma la separazione da Cupra, investe su Ibiza e Arona con mild hybrid e cerca piattaforme elettriche più economiche per affrontare le nuove norme sulle emissioni CO2
Per anni molti appassionati hanno avuto la sensazione che Seat fosse lentamente destinata a sparire, schiacciata dalla crescita rapidissima di Cupra. E in effetti, osservando le strategie del gruppo Volkswagen negli ultimi tempi, i dubbi non mancavano.
Negli ultimi anni il marchio spagnolo ha visto ridursi progressivamente la propria gamma, con l’uscita di scena di SUV importanti come Ateca e Tarraco e pochissimi nuovi modelli lanciati sul mercato. Adesso però qualcosa sembra muoversi davvero. E le dichiarazioni del CEO Markus Haupt lasciano intendere che il futuro di Seat potrebbe essere meno incerto del previsto.
Seat continua a investire su Ibiza e Arona
Dopo un lungo periodo senza vere novità, Seat ha recentemente aggiornato due modelli fondamentali della propria gamma: Ibiza e Arona. Si tratta dei primi investimenti importanti dal debutto della quarta generazione della Leon nel 2020. Ma non finirà qui.
Il marchio ha infatti confermato che nel corso del prossimo anno arriveranno nuove motorizzazioni mild hybrid per entrambi i modelli. Una scelta importante, soprattutto considerando che oggi la gamma Seat è composta quasi esclusivamente da vetture benzina. Secondo Haupt, Ibiza e Arona continuano ancora oggi a registrare risultati molto solidi, tanto che la Ibiza è stata addirittura l’auto più venduta in Spagna nel mese di febbraio.
Un dato che dimostra come il marchio mantenga ancora una forte rilevanza commerciale, soprattutto nei mercati europei più legati alle auto accessibili.
Cupra cresce, ma Seat resta fondamentale
Il problema principale nasce inevitabilmente dal confronto con Cupra. Negli ultimi anni il brand sportivo del gruppo Seat è cresciuto in maniera impressionante, trasformandosi rapidamente in uno dei marchi più redditizi e riconoscibili del panorama europeo.
Di conseguenza, gran parte degli investimenti e delle nuove piattaforme è stata destinata proprio a Cupra. Questo ha alimentato le speculazioni su una possibile “morte lenta” di Seat. Ma Markus Haupt ha voluto smentire chiaramente questa idea.
Secondo il CEO:
- Seat resta fondamentale per la storia dell’azienda;
- il marchio mantiene una clientela diversa da Cupra;
- i due brand continueranno a convivere;
- Seat presidia la fascia accessibile del mercato.
E soprattutto, Seat continua ad avere un ruolo importante anche fuori dall’Europa, dove la transizione elettrica procede molto più lentamente.
Il problema dell’elettrico low cost
Il vero nodo riguarda però il futuro elettrico del marchio. Haupt è stato molto chiaro su questo punto: oggi produrre un’auto elettrica economica realmente redditizia è ancora estremamente complicato.
Ed è proprio qui che Seat si trova in una posizione delicata. Storicamente il marchio spagnolo ha sempre puntato su:
- prezzi competitivi;
- auto pratiche;
- motori accessibili;
- forte rapporto qualità/prezzo.
Ma le attuali piattaforme elettriche hanno ancora costi troppo elevati per consentire a Seat di mantenere questo posizionamento senza perdere marginalità. Per questo motivo il marchio continuerà a puntare soprattutto su motori termici e mild hybrid almeno fino alla fine del decennio.
Nessuna Seat elettrica derivata da Cupra
Uno dei punti più interessanti riguarda la possibile nascita di una Seat elettrica derivata dalla futura Cupra Raval. Molti ipotizzavano che Seat potesse utilizzare una versione semplificata della compatta EV di Cupra per abbassare i costi e accelerare il debutto elettrico.
Ma Haupt ha escluso nettamente questa possibilità. Secondo il CEO, trasformare semplicemente una Cupra “depotenziata” in una Seat sarebbe un errore strategico. I due marchi devono mantenere identità molto diverse.
Una posizione che conferma anche un’altra svolta importante: le future Cupra saranno sempre più modelli autonomi e specifici, non semplici varianti sportive di Seat come accaduto in passato con Leon e Ateca.
Seat può davvero arrivare al 2035?
Alla domanda se Seat sarà ancora viva nel 2035, Haupt ha risposto con un significativo: “Spero di sì”. Una frase che racconta perfettamente la situazione attuale del marchio. Seat non sembra destinata a sparire nel breve periodo, ma il suo futuro dipenderà moltissimo da due fattori:
- l’evoluzione dei costi delle auto elettriche;
- le future normative europee sulle emissioni.
Se nei prossimi anni le piattaforme EV diventeranno più economiche, allora Seat potrebbe trovare una nuova identità nell’era elettrica. Fino ad allora, però, il marchio continuerà a fare ciò che sa fare meglio: produrre auto semplici, accessibili e ancora fortemente legate ai motori termici.