In Russia assemblano ancora BMW X5, X6 e X7: Monaco prende le distanze

In Russia continuano a essere assemblate BMW X5, X6 e X7 utilizzando kit rimasti in magazzino dopo il 2022. BMW ribadisce di non autorizzare la produzione e avverte sui possibili rischi tecnici

In Russia assemblano ancora BMW X5, X6 e X7: Monaco prende le distanze
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Renato Terlisi
Pubblicato il 7 lug 2026

A oltre quattro anni dall’interruzione delle attività ufficiali di BMW in Russia, alcune vetture del marchio continuano a essere prodotte nello stabilimento di Kaliningrad. Si tratta di una situazione particolare che vede protagonista Avtotor, ex partner industriale della casa bavarese, che prosegue l’assemblaggio di alcuni modelli utilizzando i kit di componenti rimasti in magazzino dopo il 2022.

Secondo le informazioni diffuse dal quotidiano economico russo Kommersant, nel corso del 2025 sarebbero state immatricolate 145 BMW assemblate localmente, un numero limitato ma quasi triplicato rispetto all’anno precedente. Le vetture interessate sono le BMW X5, X6 e X7, realizzate senza il coinvolgimento diretto del costruttore tedesco.

Come Avtotor continua ad assemblare le BMW

La produzione è resa possibile grazie ai kit CKD (Completely Knocked Down) rimasti nello stabilimento dopo la sospensione delle attività da parte di BMW nel 2022. In pratica, Avtotor utilizza componenti già disponibili prima dell’uscita della casa bavarese dal mercato russo.

Questo significa che le vetture immatricolate oggi sono tecnicamente nuove, ma corrispondono alle versioni dei SUV BMW precedenti agli aggiornamenti introdotti negli ultimi anni. Dal punto di vista estetico e tecnico, infatti, mantengono le caratteristiche dei modelli prodotti prima del 2022.

Con il progressivo esaurimento delle scorte originali, inoltre, l’azienda avrebbe iniziato a utilizzare anche componenti realizzati localmente, tra cui cablaggi, tubazioni, elementi in gomma e alcuni pannelli della carrozzeria.

BMW prende le distanze dalla produzione russa

La casa di Monaco ha ribadito di non autorizzare questa produzione e di non avere alcun controllo sulle vetture assemblate a Kaliningrad.

Dal termine della collaborazione, BMW non effettua più verifiche qualitative sugli esemplari prodotti nello stabilimento russo. Per questo motivo il costruttore sottolinea che non può garantire il rispetto degli standard originali né confermare che tutti i componenti utilizzati soddisfino le specifiche previste in fase di progettazione.

Un altro aspetto riguarda il software. Non essendo più collegate ai sistemi ufficiali BMW, queste vetture potrebbero utilizzare versioni obsolete delle centraline elettroniche oppure software modificati per il mercato locale. Alcune funzionalità digitali e gli aggiornamenti remoti potrebbero quindi risultare limitati o del tutto assenti.

Prezzi elevati nonostante le incertezze

Nonostante queste criticità, le BMW assemblate da Avtotor vengono proposte sul mercato russo nella fascia premium. I prezzi partono da circa 11,9 milioni di rubli per una X5 e arrivano fino a 13,6 milioni di rubli per una X7, equivalenti a circa 135.000-155.000 euro al cambio attuale.

Si tratta di cifre importanti, ma comunque inferiori rispetto a quelle richieste per le BMW importate attraverso i canali paralleli, che risentono dei costi aggiuntivi legati alle restrizioni commerciali introdotte dopo il 2022.

La domanda resta sostenuta

Secondo i dati diffusi dall’agenzia russa Avtostat, nel 2025 le vendite di BMW nel Paese sarebbero aumentate di circa il 42%, raggiungendo 16.700 immatricolazioni.

La maggior parte delle vetture arriva tramite importazioni parallele, ma anche gli esemplari prodotti a Kaliningrad continuano a trovare acquirenti. Il futuro della produzione locale dipenderà soprattutto dalla disponibilità dei kit CKD ancora presenti nei magazzini di Avtotor.

Se le scorte dovessero esaurirsi nel corso dei prossimi mesi, l’assemblaggio potrebbe interrompersi definitivamente. Nel frattempo BMW continua a monitorare la situazione, ribadendo la propria estraneità alla produzione e cercando di limitare eventuali ripercussioni sui clienti e sulla rete ufficiale del marchio.

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