Ford contro le importazioni: il CEO Farley chiede vantaggi per chi produce negli USA
Il CEO di Ford chiede nuove regole commerciali negli Stati Uniti per favorire i costruttori che producono localmente e penalizzare le auto importate
Il dibattito sul futuro dell’industria automobilistica nordamericana si arricchisce di un nuovo capitolo. In vista della revisione dell’accordo commerciale tra Stati Uniti, Canada e Messico (USMCA), il numero uno di Ford, Jim Farley, ha lanciato una proposta destinata a far discutere: premiare i costruttori che producono negli Stati Uniti e introdurre condizioni meno favorevoli per chi importa automobili dall’estero.
Le dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente delicato, dopo l’annuncio dell’amministrazione americana di voler rivedere l’attuale accordo commerciale, aprendo la strada a nuove regole che potrebbero modificare profondamente gli equilibri del settore automotive.
Ford punta a rafforzare la produzione americana
Secondo Farley, il futuro sistema commerciale dovrebbe garantire condizioni di concorrenza più equilibrate tra chi realizza veicoli negli Stati Uniti e chi invece sfrutta stabilimenti produttivi all’estero per poi esportare sul mercato americano.
Il CEO Ford ha spiegato che le aziende che investono nella produzione interna dovrebbero poter beneficiare di incentivi o vantaggi specifici, mentre chi importa grandi volumi di automobili potrebbe essere soggetto a condizioni meno favorevoli.
Pur senza entrare nel dettaglio delle possibili misure, Farley ha sottolineato come il differenziale nei costi di produzione tra Stati Uniti e Paesi con manodopera meno costosa rappresenti oggi uno dei principali elementi di squilibrio competitivo.
L’accordo USMCA verso una revisione
L’attuale USMCA (United States-Mexico-Canada Agreement) è entrato in vigore nel luglio del 2020, sostituendo il precedente NAFTA e regolando gli scambi commerciali tra i tre Paesi nordamericani.
Nei giorni scorsi l’amministrazione statunitense ha annunciato l’intenzione di non prorogare automaticamente l’accordo oltre il 2036. L’idea sarebbe quella di introdurre una revisione annuale delle condizioni commerciali, con l’obiettivo di ottenere termini più favorevoli per l’economia americana.
Anche se i negoziati sono ancora nelle fasi iniziali, le dichiarazioni di Farley rappresentano uno dei primi interventi pubblici da parte di un grande costruttore automobilistico.
Ford rivendica la leadership produttiva negli USA
Ford sostiene di essere il costruttore che produce il maggior numero di veicoli sul territorio americano. Secondo i dati diffusi dall’azienda, nel 2025 sono stati assemblati negli Stati Uniti oltre 2 milioni di veicoli, pari a circa l’80% delle vendite nazionali del marchio. La casa dell’Ovale Blu continua comunque a ricorrere anche agli stabilimenti messicani. Lo scorso anno sono stati importati circa 380.000 veicoli, tra cui modelli come:
- Ford Bronco Sport
- Ford Maverick
- Ford Mustang Mach-E
Farley ha evidenziato che il rapporto tra produzione nazionale e importazioni resta pari a circa 6 a 1, un dato che Ford considera motivo di particolare orgoglio.
Nel mirino anche General Motors e Toyota
Le parole del CEO Ford sembrano rivolte indirettamente ai principali concorrenti presenti sul mercato statunitense. General Motors, leader delle vendite negli Stati Uniti nel 2025, importa una quota significativa della propria produzione da Messico e Corea del Sud. Tra i modelli interessati figurano SUV e pick-up molto popolari come Chevrolet Trax, Trailblazer, Equinox, Blazer e GMC Terrain.
Anche Toyota, secondo costruttore sul mercato americano, continua ad affidarsi in larga misura agli impianti produttivi esteri, con quasi la metà delle vetture vendute negli USA provenienti da altri Paesi.
Una partita che potrebbe cambiare il mercato
Le richieste avanzate da Ford si inseriscono in un contesto caratterizzato da una crescente attenzione verso il rafforzamento della produzione nazionale e delle filiere industriali interne.
Per il momento si tratta esclusivamente di una proposta e non esistono ancora decisioni ufficiali sulle nuove regole commerciali che potrebbero essere adottate. Tuttavia, le future trattative sul nuovo accordo nordamericano potrebbero avere conseguenze importanti per l’intera industria automobilistica, influenzando strategie produttive, investimenti e localizzazione degli impianti.
Le prossime settimane saranno decisive per capire quale direzione prenderanno i negoziati e se le richieste dei costruttori americani troveranno spazio nel futuro assetto commerciale degli Stati Uniti.