Carburanti, stop al taglio delle accise: benzina e diesel tornano a salire, ecco cosa cambia

Dal 4 luglio il taglio delle accise non è stato rinnovato: aumentano i prezzi di benzina e diesel. Ecco i nuovi listini e quanto potrebbe costare in più agli automobilisti

Carburanti, stop al taglio delle accise: benzina e diesel tornano a salire, ecco cosa cambia
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Renato Terlisi
Pubblicato il 6 lug 2026

Con la fine del taglio temporaneo delle accise, i prezzi di benzina e diesel tornano ad aumentare. Dal 4 luglio il Governo ha infatti deciso di non prorogare la misura introdotta nelle scorse settimane per contenere gli effetti dell’aumento delle quotazioni petrolifere, riportando così la tassazione sui carburanti ai livelli ordinari.

L’effetto non si è fatto attendere. Le ultime rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano un rialzo dei listini sia sulla rete ordinaria sia in autostrada, proprio mentre milioni di italiani si preparano alle partenze per le vacanze estive.

Benzina e diesel: i nuovi prezzi alla pompa

Con il ritorno delle accise a prezzo pieno, il costo medio dei carburanti è tornato a crescere. Sulla rete stradale nazionale il prezzo medio in modalità self service si attesta a 1,844 euro al litro per la benzina e 1,925 euro al litro per il diesel.

Per chi viaggia in autostrada, i prezzi risultano ancora più elevati. Il costo medio della benzina in modalità self raggiunge infatti 1,938 euro al litro, mentre il diesel arriva a 2,008 euro al litro. Valori che riportano il tema del costo dei rifornimenti al centro del dibattito, soprattutto in un periodo caratterizzato da un incremento degli spostamenti su strada.

Quanto costerà in più fare rifornimento

Secondo le stime elaborate dal Codacons, il mancato rinnovo del taglio delle accise potrebbe tradursi in una spesa aggiuntiva complessiva di circa 1,4 miliardi di euro all’anno per gli automobilisti italiani, considerando i rifornimenti effettuati sia sulla rete ordinaria sia lungo quella autostradale.

L’impatto varia naturalmente in base ai chilometri percorsi e ai consumi del veicolo, ma l’aumento interessa milioni di automobilisti che utilizzano quotidianamente l’auto per lavoro o per gli spostamenti personali.

Anche l’Unione Nazionale Consumatori ha espresso forti perplessità sulla decisione, stimando un rincaro che può arrivare fino a 2 euro per un pieno da 50 litri, parlando apertamente di una nuova stangata per le famiglie.

Un aumento che arriva nel momento meno favorevole

La ripresa dei prezzi coincide con uno dei periodi dell’anno in cui il consumo di carburante è tradizionalmente più elevato. L’inizio dell’estate porta infatti milioni di italiani a utilizzare maggiormente l’automobile per raggiungere località di vacanza, con un inevitabile aumento della domanda di benzina e diesel.

Secondo il Codacons, inoltre, il rialzo appare ancora più difficile da giustificare considerando l’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio. L’associazione evidenzia infatti come il prezzo del greggio sia diminuito di circa il 25% dall’inizio di giugno, mentre la riduzione dei prezzi alla pompa sarebbe stata molto più contenuta e lenta rispetto alla velocità con cui, al contrario, vengono recepiti gli aumenti della materia prima.

Una dinamica spesso contestata dalle associazioni dei consumatori, che sottolineano come i listini tendano ad aumentare rapidamente quando sale il petrolio, ma scendano con maggiore lentezza quando le quotazioni internazionali diminuiscono.

Perché il taglio delle accise è terminato

La riduzione temporanea delle accise era stata introdotta come misura straordinaria per contenere gli effetti delle tensioni internazionali che avevano provocato un forte rialzo dei prezzi energetici. Con la scadenza del provvedimento e la mancata proroga da parte del Governo, il livello della tassazione sui carburanti è tornato ai valori ordinari previsti dalla normativa.

La decisione riapre il confronto tra chi ritiene che una riduzione fiscale possa offrire un sostegno concreto agli automobilisti e chi, invece, considera questi interventi soltanto misure temporanee incapaci di incidere strutturalmente sul costo dei carburanti.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

L’andamento dei prezzi di benzina e diesel continuerà a dipendere da diversi fattori, tra cui l’evoluzione delle quotazioni del petrolio, i costi di raffinazione, il cambio euro-dollaro e le eventuali tensioni geopolitiche internazionali.

Nel breve periodo, però, il ritorno delle accise a regime comporta un aumento immediato dei costi per chi utilizza quotidianamente l’automobile.

Con l’esodo estivo ormai alle porte, gli automobilisti dovranno quindi mettere in conto una spesa leggermente superiore per ogni rifornimento, in attesa di capire se l’evoluzione del mercato energetico consentirà un nuovo calo dei prezzi nelle prossime settimane.

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