Auto diesel, è davvero la fine? In Italia le vendite crollano, ma non sono destinate a sparire subito

Le auto diesel scendono sotto il 5% del mercato italiano nel 2026. Ecco perché le vendite continuano a calare e quale futuro attende questa motorizzazione

Auto diesel, è davvero la fine? In Italia le vendite crollano, ma non sono destinate a sparire subito
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Giorgio Colari
Pubblicato il 3 lug 2026

Per anni il motore diesel è stato il punto di riferimento per chi percorreva molti chilometri. Dalle utilitarie ai SUV, quasi ogni modello disponibile sul mercato offriva una versione a gasolio e, in alcuni periodi, oltre un’auto nuova su due immatricolata in Italia era diesel.

Oggi lo scenario è completamente cambiato. Secondo i dati relativi al primo semestre 2026, la quota di mercato delle auto diesel è scesa al 4,8%, confermando un declino iniziato ormai da diversi anni. Un risultato che porta molti a chiedersi se il gasolio sia destinato a scomparire definitivamente. La risposta, almeno per il momento, è più articolata di quanto possano suggerire i numeri.

Dal dominio assoluto al minimo storico

Basta confrontare i dati di dieci anni fa per capire quanto sia cambiato il mercato. Nel primo semestre del 2016 le auto diesel rappresentavano il 56,4% delle immatricolazioni italiane, con oltre 592.000 vetture vendute nei primi sei mesi dell’anno.

Nello stesso periodo del 2026 le immatricolazioni si sono fermate a poco più di 64.000 unità, con un calo di oltre il 25% rispetto al già ridotto volume registrato nel 2025. Parallelamente è cresciuto in modo esponenziale il peso delle alimentazioni elettrificate.

Le vetture mild hybrid e full hybrid rappresentano oggi la parte più consistente del mercato italiano, mentre anche le ibride plug-in hanno ormai superato il diesel in termini di immatricolazioni.

Cambiano anche le auto diesel più richieste

Il cambiamento riguarda anche i modelli scelti dagli automobilisti. Nel 2016 la classifica delle diesel più vendute comprendeva vetture compatte e utilitarie come Fiat 500X, Fiat 500L, Renault Clio e perfino Fiat Panda, disponibile all’epoca anche con motore a gasolio.

Oggi il diesel sopravvive quasi esclusivamente nei segmenti superiori. Tra i modelli più venduti figurano infatti Audi Q3, Volkswagen Tiguan, Mercedes GLA, BMW X1 e Alfa Romeo Tonale, ovvero SUV e crossover destinati a una clientela che percorre molti chilometri ogni anno. La progressiva scomparsa delle versioni diesel dalle citycar e dalle utilitarie ha inevitabilmente contribuito alla riduzione delle quote di mercato.

Perché il diesel continua a perdere terreno

Le cause del calo sono numerose e si sono sommate nel corso degli ultimi anni. Uno dei fattori principali è rappresentato dalla riduzione dell’offerta. Molti costruttori hanno scelto di eliminare progressivamente i motori diesel dai modelli più piccoli, privilegiando propulsori benzina elettrificati e sistemi full hybrid, ritenuti più adatti agli obiettivi europei sulle emissioni.

A questo si aggiungono gli effetti del Dieselgate, che ha modificato profondamente la percezione di questa alimentazione presso una parte degli automobilisti. Nel frattempo le normative ambientali sono diventate sempre più severe.

Sebbene i moderni motori Euro 6 abbiano ridotto in maniera significativa consumi ed emissioni di CO₂, continuano a richiedere sistemi complessi per abbattere gli ossidi di azoto e il particolato, come i filtri antiparticolato e l’utilizzo dell’AdBlue. Queste soluzioni hanno aumentato i costi di sviluppo e di produzione, rendendo meno conveniente mantenere una vasta gamma di versioni diesel.

Anche le limitazioni alla circolazione incidono sulle vendite

Negli ultimi anni molte città italiane hanno introdotto restrizioni sempre più severe per le vetture alimentate a gasolio. Le limitazioni riguardano soprattutto i modelli più datati, ma in alcuni casi coinvolgeranno progressivamente anche le motorizzazioni più recenti.

Un esempio è rappresentato da Milano, dove nei prossimi anni sono previste ulteriori limitazioni all’accesso nelle aree a traffico regolamentato per alcune categorie di veicoli diesel. Questi provvedimenti hanno inevitabilmente influenzato le scelte di acquisto di molti automobilisti, soprattutto nelle grandi aree urbane.

Il diesel ha ancora un futuro?

Nonostante il forte ridimensionamento, il diesel non è destinato a sparire nell’immediato. Per chi percorre molti chilometri, soprattutto in autostrada, continua a rappresentare una soluzione particolarmente efficiente grazie ai consumi contenuti e all’elevata autonomia.

Molti costruttori continuano infatti a proporre motorizzazioni diesel su SUV, station wagon e modelli destinati ai lunghi viaggi, spesso abbinate a sistemi mild hybrid che migliorano ulteriormente efficienza ed emissioni.

Il futuro del gasolio appare quindi sempre più legato a una fascia specifica di utenti e di veicoli. Le immatricolazioni continueranno probabilmente a diminuire, ma il motore diesel resterà ancora per alcuni anni una scelta valida per chi utilizza l’auto prevalentemente su lunghe percorrenze, dove le sue caratteristiche continuano a offrire vantaggi difficilmente replicabili da altre alimentazioni.

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