Auto usate in Italia: +5,6% a marzo, ibride in forte crescita

A marzo 2026 i trasferimenti di proprietà sono 535.547 (+5,6%). Crescono le minivolture e le ibride; il 25,2% delle vetture ha meno di 4 anni. Trend e numeri regionali

Auto usate in Italia: +5,6% a marzo, ibride in forte crescita
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Giorgio Colari
Pubblicato il 26 mag 2026

Il mercato delle auto usate in Italia continua a mostrare segnali positivi anche nel 2026. Dopo un febbraio già incoraggiante, marzo ha confermato la tendenza con numeri in crescita sia nei passaggi di proprietà sia nelle attività dei concessionari.

Secondo gli ultimi dati disponibili, nel mese di marzo sono stati registrati 535.547 trasferimenti di proprietà, con un incremento del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che conferma come l’usato resti centrale per gli automobilisti italiani, soprattutto in una fase in cui il prezzo delle auto nuove continua a rappresentare un ostacolo per molte famiglie.

A trainare il mercato non sono stati solo i passaggi diretti tra privati, ma soprattutto le cosiddette minivolture, cioè i trasferimenti verso concessionari e operatori professionali, cresciuti dell’8,5%.

Il mercato dell’auto usata continua a crescere

Entrando nel dettaglio, i trasferimenti netti sono aumentati del 3,2%, mentre il forte incremento delle minivolture dimostra che i concessionari stanno tornando a investire con maggiore decisione nel settore dell’usato. Il dato del primo trimestre 2026 resta positivo anche nel cumulato annuale, con una crescita complessiva dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il motivo è abbastanza chiaro: il mercato dell’usato continua a essere percepito come una soluzione più accessibile rispetto al nuovo. Tra inflazione, rincari dei listini e tempi di consegna ancora non sempre rapidi, molti automobilisti preferiscono orientarsi su vetture di seconda mano, soprattutto recenti.

Inoltre, le auto usate consentono spesso di accedere a segmenti superiori o a dotazioni più ricche rispetto a quelle acquistabili nuove con lo stesso budget. Il settore continua quindi a rappresentare una parte fondamentale del mercato automotive italiano, con volumi nettamente superiori rispetto alle immatricolazioni del nuovo.

Ibride in aumento, diesel ancora in calo

Dal punto di vista delle alimentazioni, le auto a benzina restano ancora quelle più richieste nel mercato dell’usato, con una quota del 38,9% sui trasferimenti netti. Subito dietro ci sono le vetture diesel, che però continuano a perdere terreno e scendono al 37,8%. Un dato che conferma un trend ormai consolidato negli ultimi anni. Le limitazioni alla circolazione nelle grandi città, i dubbi sul futuro del gasolio e il crescente interesse verso motorizzazioni alternative stanno infatti modificando lentamente le preferenze degli automobilisti italiani.

A crescere sono soprattutto le auto ibride, che raggiungono una quota del 12,5% nei trasferimenti netti. Un risultato significativo considerando che fino a pochi anni fa questa alimentazione rappresentava una nicchia nel mercato dell’usato. Il dato diventa ancora più interessante osservando le minivolture: qui le ibride salgono addirittura al 15,2%, segnale che i concessionari stanno puntando sempre di più su questo tipo di vetture.

Anche le elettriche pure mostrano una lieve crescita. Le BEV arrivano al 2,1% nelle minivolture, numeri ancora limitati ma comunque in aumento rispetto agli anni precedenti. Da segnalare inoltre il peso del settore noleggio, che rappresenta il 14,2% delle minivolture. Una quota importante, perché molte auto provenienti dalle flotte aziendali o dal noleggio a lungo termine finiscono poi sul mercato dell’usato recente.

Lombardia leader nei passaggi di proprietà

A livello geografico, la Lombardia si conferma il principale mercato italiano dell’usato con il 16,1% dei passaggi di proprietà complessivi. Seguono il Lazio con il 9,8% e la Campania con il 9,2%. Numeri che riflettono sia la densità abitativa sia il peso economico di queste regioni nel settore automotive.

Interessante anche il dato relativo all’età media delle vetture vendute. Quasi la metà del mercato, il 47,9%, è ancora rappresentata da auto con oltre dieci anni di anzianità. Questo significa che una parte molto ampia degli italiani continua a scegliere vetture economiche, spesso acquistate per necessità più che per scelta.

Allo stesso tempo però cresce l’interesse verso l’usato recente. Le auto fino a quattro anni di età rappresentano oggi il 25,2% dei trasferimenti netti, con un incremento vicino al 2% rispetto al 2025. Un segnale importante perché mostra come molti automobilisti stiano cercando un compromesso tra prezzo, tecnologia e consumi, puntando su vetture relativamente nuove ma più convenienti rispetto al listino del nuovo.

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