Sposta il camper di pochi metri ogni settimana: il trucco per evitare la multa non basta
In Francia lasciare un veicolo nello stesso punto per oltre sette giorni può diventare sosta abusiva. Spostarlo di pochi metri potrebbe non bastare
Ogni settimana mette in moto il camper, avanza di qualche metro e lo parcheggia nuovamente. Non lo fa per ricaricare la batteria o mantenere efficiente il motore: dietro quel brevissimo spostamento c’è il tentativo di aggirare una regola francese sulla sosta prolungata.
Il principio sembra semplice. Se la legge vieta di lasciare un veicolo nello stesso punto per più di sette giorni, basterebbe muoverlo periodicamente per far ripartire il conteggio. La realtà, però, è meno favorevole al proprietario del camper, perché pochi metri potrebbero non essere sufficienti a interrompere quella che gli agenti possono continuare a considerare una sosta abusiva.
La regola dei sette giorni
Il riferimento è l’articolo R417-12 del Code de la route francese. Viene considerato abusivo il parcheggio ininterrotto di un veicolo nello stesso punto della strada pubblica o delle sue pertinenze per un periodo superiore a sette giorni. La disposizione non riguarda soltanto i camper. Si applica ai veicoli e quindi può interessare automobili, caravan e altri mezzi lasciati a lungo sulla strada pubblica.
Sette giorni rappresentano inoltre il limite previsto dalla disciplina nazionale, ma non necessariamente quello applicabile ovunque. Le autorità locali possono stabilire attraverso specifici provvedimenti una durata inferiore ai sette giorni. Anche lasciare il proprio camper davanti all’abitazione, se si tratta di suolo pubblico, non permette quindi di ignorare automaticamente queste disposizioni.
Bastano davvero pochi metri?
È proprio qui che nasce la curiosa strategia. Il testo francese utilizza il concetto di permanenza nello stesso “punto” e qualcuno potrebbe quindi interpretarlo letteralmente: spostando il mezzo, anche di pochissimo, non sarebbe più esattamente dove si trovava prima.
La questione è arrivata in passato persino all’attenzione dell’Assemblea nazionale francese. Il problema sollevato riguardava proprio la possibilità che un automobilista potesse evitare una contestazione semplicemente modificando di pochi centimetri la posizione del veicolo.
La risposta del ministero dell’Interno ha però evidenziato l’ampiezza della formulazione della norma, che consente alle forze dell’ordine un certo margine nel valutare concretamente quando la permanenza di un veicolo configuri un’infrazione.
Di conseguenza, far avanzare un camper di tre o quattro metri ogni settimana e continuare a lasciarlo sostanzialmente nella stessa zona non costituisce una garanzia per azzerare il conteggio.
Si può arrivare alla rimozione
Il parcheggio abusivo previsto dall’articolo R417-12 costituisce una contravvenzione di seconda classe. Ma le conseguenze non devono necessariamente fermarsi alla sanzione pecuniaria. Qualora il proprietario sia assente oppure non faccia cessare la situazione nonostante l’intervento degli agenti, possono essere disposte, secondo le condizioni previste dalla normativa francese, l’immobilizzazione e la successiva rimozione del veicolo.
Questo non significa che un camper fermo oltre sette giorni venga automaticamente portato via. La procedura e le circostanze concrete contano, così come eventuali disposizioni comunali. Ed è proprio la normativa locale a rappresentare un elemento importante per chi lascia a lungo un veicolo ricreazionale sulla strada: il limite applicabile potrebbe essere più breve rispetto ai sette giorni nazionali.
Il camper che ogni settimana avanza di qualche metro mostra quindi quanto sia rischioso affidarsi a un’interpretazione puramente geometrica della norma. Muovere le ruote non significa necessariamente aver interrotto la sosta. E trasformare qualche metro d’asfalto in una presunta scappatoia potrebbe finire per costare molto più di un parcheggio dedicato.