Sfrecciano a velocità estreme, le giustificazioni sono ridicole

Due automobilisti fermati in Francia per gravi eccessi di velocità: ritiro patente, sequestro del veicolo e possibili conseguenze penali per guida in stato di ebbrezza e condotte pericolose

Sfrecciano a velocità estreme, le giustificazioni sono ridicole
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Renato Terlisi
Pubblicato il 25 feb 2026

Negli ultimi giorni le strade della Francia sono state teatro di una serie di episodi che hanno acceso i riflettori su una problematica sempre più attuale: la guida pericolosa e il mancato rispetto delle regole del codice della strada. In particolare, le autorità transalpine hanno adottato una politica di tolleranza zero contro chi si rende protagonista di infrazioni gravi, soprattutto quando si tratta di eccesso di velocità e guida in stato di alcol. I casi registrati, tra cui automobilisti fermati a velocità folli ben oltre i limiti consentiti, rappresentano la punta dell’iceberg di una tendenza che preoccupa sia le forze dell’ordine che l’opinione pubblica.

Gli episodi eclatanti

Tra gli episodi più eclatanti spicca quello di un uomo sulla cinquantina, intercettato dalla polizia mentre sfrecciava a 152 km/h in una zona dove il limite era di soli 70 km/h. Non solo: al controllo, il suo tasso alcolemico risultava di 0,43 grammi per litro, un valore che, seppur non altissimo, è sufficiente a compromettere la lucidità al volante. La sua spiegazione — uscita notturna per acquistare sigarette dopo aver bevuto — non ha attenuato la gravità della situazione. Per lui, le conseguenze sono state immediate: ritiro patente, sequestro veicolo e la decurtazione di otto punti dalla patente. Una risposta decisa, che lascia poco spazio a giustificazioni e ribadisce la severità della normativa francese.

Non meno grave il caso di un trentenne, fermato mentre viaggiava a 158 km/h su una strada con limite di 80 km/h. La motivazione fornita agli agenti? Il desiderio di «testare» la sua potente Mercedes 850 cavalli. Anche in questa circostanza, le forze dell’ordine hanno applicato senza esitazione le sanzioni previste: ritiro patente e sequestro veicolo, a conferma di una linea dura che non fa distinzioni di età o di categoria di automobilista.

La lista delle infrazioni

Ma la lista delle infrazioni non si esaurisce qui. Le ultime settimane hanno visto una vera e propria escalation di episodi simili: un neopatentato pizzicato a 213 km/h su un tratto autostradale dove il limite era fissato a 110 km/h, due giovani rispettivamente a 183 km/h e 161 km/h su strade con limite di 80 km/h. In tutti questi casi, la risposta delle autorità è stata identica: ritiro immediato della patente, sequestro del veicolo e avvio di procedimenti amministrativi, a cui si potrebbero aggiungere pesanti sanzioni penali.

La normativa in Francia non ammette compromessi quando si tratta di sicurezza stradale. Superare di molto i limiti di velocità, soprattutto se accompagnato da consumo di alcol o da comportamenti irresponsabili, comporta non solo sanzioni amministrative, ma anche conseguenze penali significative. L’obiettivo delle autorità è chiaro: dissuadere in modo efficace chiunque sia tentato di mettere a rischio la propria vita e quella degli altri utenti della strada.

Il rischio è spiegabile

Sul piano scientifico, il rischio è facilmente spiegabile: l’energia cinetica di un veicolo cresce in proporzione al quadrato della velocità, il che significa che ogni errore, anche minimo, può trasformarsi in una tragedia. Per questo motivo, i controlli sulle strade si fanno sempre più frequenti e le campagne di sensibilizzazione si moltiplicano, puntando soprattutto sui neopatentati e sulle fasce più giovani della popolazione.

Nonostante la fermezza delle misure adottate, il dibattito resta aperto. C’è chi sostiene la necessità di integrare la repressione con politiche di prevenzione: investimenti in infrastrutture più sicure, sistemi di rilevamento avanzati, interventi mirati sui tratti di strada particolarmente pericolosi e una formazione educativa più incisiva. Questi elementi sono considerati fondamentali per affiancare le sanzioni e garantire una sicurezza stradale duratura e condivisa.

Casi più gravi

I conducenti coinvolti nei casi più gravi si trovano ora ad affrontare procedimenti sia amministrativi che penali, a riprova di un sistema sanzionatorio pensato come deterrente forte e inequivocabile. In Francia, come nel resto d’Europa, il messaggio è semplice ma potente: il rispetto delle regole non è una mera formalità, ma una responsabilità collettiva che riguarda tutti.

I prossimi sviluppi giudiziari forniranno ulteriori spunti di riflessione, mentre le istituzioni e la società civile sono chiamate a interrogarsi su quale sia il giusto equilibrio tra repressione, prevenzione ed educazione. Solo così sarà possibile arginare il fenomeno dell’eccesso di velocità e promuovere una cultura della sicurezza sulle strade, a beneficio dell’intera collettività.

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