Alcolock è ora obbligatorio in Italia: quanto costa installarlo
L'obbligo di alcolock per chi guida in stato d'ebbrezza punta alla sicurezza, ma solleva dubbi su costi di installazione, compatibilità dei veicoli, limitazioni sugli installatori e impatto sulle famiglie
L’introduzione dell’alcolock obbligatorio per chi è stato sanzionato per guida in stato di ebbrezza rappresenta un passaggio cruciale nella lotta contro gli incidenti stradali legati all’alcol. Tuttavia, la sua applicazione pratica si sta rivelando tutt’altro che semplice: costi elevati, limiti tecnici e difficoltà operative rischiano di trasformare una misura di sicurezza in un peso eccessivo per gli automobilisti italiani. In questo scenario, la discussione pubblica si accende tra esigenze di prevenzione e richieste di maggiore equità.
I costi: un ostacolo per molti automobilisti
L’installazione dell’alcolock ha un impatto economico significativo: il costo iniziale si aggira attorno ai 2.000 euro, cifra a cui si aggiungono spese periodiche per la manutenzione, la calibrazione e l’acquisto dei boccagli monouso. Per chi ha già affrontato la sospensione della patente, questi oneri rischiano di rappresentare una vera e propria barriera al reinserimento alla guida. Le associazioni dei consumatori sottolineano come questa misura, se non adeguatamente supportata, rischi di diventare una sanzione economica aggiuntiva. Da qui l’appello al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti affinché vengano introdotti strumenti di sostegno come finanziamenti agevolati o piani di pagamento rateale, per rendere il provvedimento più accessibile e meno discriminatorio.
Un parco auto troppo vecchio per le nuove tecnologie
Uno dei nodi più critici riguarda la compatibilità dei veicoli con il nuovo dispositivo. L’età media delle auto circolanti in Italia supera i 13 anni, e molte di queste non sono predisposte per l’installazione dell’alcolock. Le differenze nelle centraline elettroniche, nei sistemi di avviamento e nelle architetture dei veicoli più datati impediscono l’adattamento del dispositivo, lasciando agli automobilisti la scelta tra l’abbandono del proprio mezzo o l’acquisto di un’auto più moderna. Una soluzione, quest’ultima, che si scontra nuovamente con il tema dei costi e rischia di escludere una larga fascia di utenti dalla possibilità di tornare a guidare.
Pochi installatori, prezzi alle stelle
Un ulteriore problema è rappresentato dalla limitazione delle installazioni alle sole officine installatori autorizzati dal MIT e designate dai produttori. Questo sistema chiuso genera di fatto un oligopolio, riducendo la concorrenza e aumentando il rischio di rincari. Giuristi ed esperti di diritto della concorrenza hanno già sollevato dubbi sulla legittimità di questa restrizione, temendo che la presenza di pochi operatori abilitati possa tradursi in tempi di attesa più lunghi e costi ancora più elevati per gli automobilisti. Inoltre, restano aperte le questioni relative alla gestione dei dati raccolti dal dispositivo e al rispetto della privacy degli utenti.
Le complicazioni per le famiglie monoveicolo
L’adozione dell’alcolock si complica ulteriormente nelle famiglie che dispongono di una sola automobile. In questi casi, ogni componente che utilizza il veicolo deve sottoporsi al test, anche se non è la persona sanzionata. Questo aspetto rende la gestione quotidiana più difficile, aumentando i tempi necessari per ogni spostamento e creando potenziali disagi nell’organizzazione familiare. Il dispositivo, quindi, non incide solo sulla sicurezza, ma anche sulla qualità della vita di chi condivide l’auto con altri membri della famiglia.
Tra efficacia e sostenibilità: il dibattito resta aperto
Nonostante le criticità, gli esperti di sicurezza stradale riconoscono che l’alcolock rappresenta uno strumento efficace nella prevenzione della recidiva. Tuttavia, rappresentanti delle imprese e giuristi continuano a chiedere modifiche normative che tengano conto della sostenibilità economica e tecnica della misura. Tra le proposte alternative emergono l’introduzione di sussidi pubblici, la possibilità di noleggiare il dispositivo a lungo termine e l’attivazione di percorsi di riabilitazione più articolati per i conducenti sanzionati.
Il ruolo del Ministero e le prospettive future
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato che, nelle prossime settimane, valuterà attentamente l’applicazione della norma, la disponibilità degli installatori autorizzati e l’effettiva equità del provvedimento. L’obiettivo è quello di correggere eventuali distorsioni e garantire che la misura non si trasformi in un ostacolo insormontabile per i cittadini, mantenendo alta l’attenzione sulla sicurezza ma senza penalizzare chi è già in difficoltà. Il futuro dell’alcolock in Italia dipenderà dalla capacità delle istituzioni di ascoltare le istanze di tutti gli attori coinvolti e di trovare un equilibrio tra efficacia e sostenibilità.