Ruf Ehra, 650 CV e cambio manuale: la supercar da 340 km/h

La Ruf Ehra omaggia la leggendaria Yellowbird con 650 CV, cambio manuale a 7 marce, trazione integrale e 340 km/h di velocità massima

Ruf Ehra, 650 CV e cambio manuale: la supercar da 340 km/h
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Renato Terlisi
Pubblicato il 18 ago 2026

A quasi quarant’anni da uno dei record che hanno contribuito a costruire il mito di Ruf, la Casa di Pfaffenhausen torna a quel capitolo della propria storia con una sportiva completamente nuova. Si chiama Ruf Ehra ed è stata presentata durante la Monterey Car Week in California.

Il nome non è casuale. Rimanda direttamente a Ehra-Lessien, la pista di prova ad alta velocità di Volkswagen dove nel 1987 l’ex pilota di Formula 1 Phil Hill portò la Ruf CTR a 339,8 km/h. Quell’auto gialla sarebbe diventata celebre con il soprannome di Yellowbird.

La nuova Ehra non nasce però con l’obiettivo dichiarato di conquistare un altro record. Ruf l’ha immaginata come una gran turismo ad altissime prestazioni, capace di unire una costruzione estremamente leggera a una meccanica decisamente analogica per gli standard attuali. Il dato che riassume meglio questa filosofia? 650 CV, 1.325 kg, cambio manuale e 340 km/h.

Ruf Ehra, carrozzeria e monoscocca sono in carbonio

Non bisogna considerare la Ehra come una semplice Porsche 911 pesantemente modificata. Ruf utilizza infatti una monoscocca in fibra di carbonio sviluppata internamente, alla quale viene abbinata una carrozzeria anch’essa realizzata in materiale composito.

Per la Ehra è stata scelta una configurazione widebody. Rispetto alla CTR Anniversary, la larghezza cresce di 58 millimetri davanti e 54 millimetri dietro. L’obiettivo non è soltanto rendere la vettura più aggressiva. Le nuove proporzioni e le sezioni anteriori e posteriori ridisegnate servono anche a migliorare il raffreddamento, l’aerodinamica e soprattutto la stabilità quando si viaggia a velocità molto elevate.

Ruf ha però evitato di riempire la carrozzeria di appendici aerodinamiche particolarmente vistose. Al posteriore troviamo uno spoiler retrattile in fibra di carbonio, mentre sulle fiancate spiccano le grandi prese d’aria ricavate davanti ai passaruota posteriori. Completano l’insieme i cerchi a cinque razze con fissaggio monodado centrale, altra soluzione che sottolinea il carattere della vettura.

650 CV, 900 Nm e soprattutto un cambio manuale

La parte più interessante della Ruf Ehra si trova però sotto la carrozzeria. Il motore è un boxer biturbo a sei cilindri da 3,6 litri, capace di sviluppare 650 CV e ben 900 Nm di coppia. Numeri importanti, ma non esagerati se confrontati con quelli raggiunti da alcune moderne supercar da oltre 1.000 CV.

È il rapporto peso-potenza a rendere particolarmente interessante la Ehra. Grazie all’utilizzo esteso della fibra di carbonio, il peso dichiarato è di appena 1.325 kg. Ma c’è un’altra caratteristica ormai sempre più rara: Ruf ha scelto un cambio manuale a sette rapporti.

La trasmissione lavora insieme a un sistema di trazione integrale variabile, anch’esso sviluppato internamente. Il sistema può inoltre essere disinserito, modificando così il comportamento della vettura e lasciando maggiore spazio al coinvolgimento del guidatore.

Le prestazioni sono inevitabilmente da supercar. Ruf dichiara uno 0-100 km/h in 3,3 secondi e una velocità massima di 340 km/h. Ed è proprio quest’ultimo numero a creare il collegamento più suggestivo con il passato: la nuova Ehra raggiunge sostanzialmente la stessa velocità che rese leggendaria la Yellowbird alla fine degli anni Ottanta.

Sospensioni sofisticate per una GT da 340 km/h

Anche il telaio è stato sviluppato con soluzioni poco comuni. Le sospensioni adattive adottano uno schema a doppi bracci oscillanti sulle quattro ruote, con gruppi molla-ammortizzatore pushrod disposti orizzontalmente.

Una configurazione raffinata che permette di gestire meglio masse e geometrie delle sospensioni e che conferma come la Ehra non sia stata progettata soltanto per ottenere numeri impressionanti sul rettilineo. Ruf vuole infatti proporre una vettura utilizzabile come gran turismo sportiva, pur mantenendo prestazioni che fino a pochi anni fa sarebbero state territorio esclusivo delle hypercar.

Dentro sembra arrivare da un’altra epoca

Se la meccanica mescola soluzioni moderne e coinvolgimento analogico, l’abitacolo rende ancora più evidente questa filosofia. Gli interni sono realizzati artigianalmente e rivestiti prevalentemente in pelle marrone. I sedili avvolgenti hanno una struttura in fibra di carbonio, ma vengono rivestiti in pelle naturale e utilizzano il classico motivo tartan Pasha.

Ci sono poi pedali rifiniti in titanio e una strumentazione circolare con numeri verdi, scelta che richiama volutamente le sportive del passato. Niente ricerca esasperata dell’effetto futuristico, quindi. La Ruf Ehra punta piuttosto a combinare materiali e tecnologia moderni con quella sensazione meccanica che sta progressivamente scomparendo dalle supercar contemporanee.

Ruf non ha ancora comunicato prezzo, numero di esemplari o tempi di commercializzazione. Per il momento resta quindi un’importante anteprima della Monterey Car Week. Ma la ricetta è già chiara: invece di inseguire potenze a quattro cifre, la Ehra punta su leggerezza, cambio manuale e 650 CV. E quei 340 km/h, praticamente identici al record della Yellowbird, sono un richiamo al passato difficile da considerare una semplice coincidenza.

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