Parità vicina, le auto elettriche riducono il divario di prezzo in Germania

Nel 2025 in Germania il divario di prezzo tra auto elettriche e termiche si riduce drasticamente: sconti, crescita della quota elettrica e pressioni regolatorie guidano il mercato

Parità vicina, le auto elettriche riducono il divario di prezzo in Germania
G C
Giorgio Colari
Pubblicato il 2 gen 2026

Il panorama automobilistico europeo sta vivendo una trasformazione senza precedenti, con una rivoluzione che vede le auto elettriche ormai in diretta concorrenza con le tradizionali vetture a combustione interna. Nel corso del 2025, il settore ha assistito a una riduzione impressionante del divario di prezzo tra le due tecnologie: se a gennaio la differenza superava i 7.000 euro, a dicembre si è ridotta a poco più di 1.300 euro. Questo cambiamento epocale non è stato sostenuto né da incentivi pubblici né da un’espansione significativa delle infrastrutture di ricarica, ma è il risultato di una combinazione di strategie commerciali aggressive, economie di scala e nuove dinamiche di mercato.

Listini calati sensibilmente

Secondo le rilevazioni puntuali del Center Automotive Research di Bochum, i listini delle vetture sono calati sensibilmente. Il fenomeno che colpisce maggiormente è la progressiva convergenza del costo totale di acquisto tra elettrico e termico. Per Ferdinand Dudenhöffer, direttore del centro di ricerca, “alcuni modelli hanno quasi raggiunto la parità di prezzo”, grazie soprattutto al ribasso dei costi delle batterie e all’ottimizzazione produttiva che caratterizza la filiera delle auto a batteria. La riduzione dei prezzi, secondo le analisi, è anche frutto di sconti medi applicati dai costruttori che si attestano tra il 18% e il 19%, una percentuale mai vista prima nel settore.

La spinta verso l’elettrico non si limita ai confini nazionali. L’export cinese verso l’Europa sta modificando radicalmente gli equilibri competitivi, portando sul mercato veicoli con dotazioni elevate e prezzi estremamente competitivi. Questo scenario obbliga i costruttori europei a rivedere i propri costi produttivi e le strategie di posizionamento, in un contesto in cui la pressione normativa sulle emissioni CO2 rimane il principale fattore di orientamento per le scelte industriali. La regolamentazione ambientale, infatti, impone limiti sempre più stringenti alle flotte, spingendo le aziende a investire in tecnologie pulite e a proporre modelli sempre più accessibili.

Crescono le quote

Nel frattempo, la crescita delle quote di mercato delle vetture elettriche procede spedita: la percentuale di auto a batteria immatricolate è passata dal 13% al 22% in un solo anno. Questo incremento è avvenuto in assenza di una rete di ricarica adeguata alla nuova domanda. Chi vive in aree urbane o utilizza l’auto principalmente per tragitti brevi trova già soluzioni soddisfacenti, ma chi percorre lunghe distanze o non dispone di ricarica domestica si mostra ancora prudente nell’adottare la nuova tecnologia. Il nodo infrastrutturale resta dunque uno degli ostacoli principali per una diffusione capillare delle auto elettriche, ponendo alle istituzioni il dilemma se intervenire con nuovi incentivi—correndo il rischio di sussidiare un mercato che sta già dimostrando una certa autosufficienza—oppure se concentrare le risorse sull’ampliamento della rete di ricarica e sull’inclusione dei consumatori meno avvantaggiati.

Guardando al futuro, le prospettive per il 2026 sono di ulteriore crescita delle immatricolazioni elettriche, trainate dai vincoli ambientali e dall’arrivo di nuovi modelli sempre più competitivi. In particolare, il mercato tedesco si conferma laboratorio di sperimentazione e di rapida evoluzione, grazie anche alla presenza di grandi costruttori e a una forte attenzione all’innovazione tecnologica. La competizione sui prezzi promette di rendere il settore più accessibile a una platea ampia di consumatori, ma mette sotto pressione la redditività dei produttori tradizionali, chiamati a reinventare i propri modelli di business.

Ti potrebbe interessare: