Multa con l'autovelox annullata, la seconda foto era solo un ingrandimento della prima

Un automobilista multato per eccesso di velocità è riuscito a far annullare una sanzione da 100 euro: l'autovelox non aveva prodotto le due fotografie richieste in Spagna

Multa con l'autovelox annullata, la seconda foto era solo un ingrandimento della prima
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Giorgio Colari
Pubblicato il 9 set 2026

Era stato fotografato dall’autovelox mentre viaggiava a 139 km/h su una strada con limite fissato a 120 km/h. Una violazione apparentemente difficile da contestare, accompagnata da una multa di 100 euro. Eppure un automobilista spagnolo è riuscito a ottenere l’annullamento della sanzione dopo aver individuato un particolare nella documentazione prodotta dalla Dirección General de Tráfico (DGT).

Il punto non riguardava la velocità rilevata, bensì le fotografie utilizzate per documentare l’infrazione. Quella presentata come seconda immagine era infatti soltanto un ingrandimento della prima. Una differenza apparentemente marginale che, secondo la giustizia spagnola, ha reso invalida la contravvenzione.

Multato a 139 km/h

La vicenda è arrivata davanti alla Corte superiore di giustizia di Castiglia-La Mancia, che con una decisione del 20 luglio ha dato ragione all’automobilista. Il conducente aveva ricevuto una sanzione da 100 euro dopo essere stato rilevato a 139 km/h in un tratto dove il limite era di 120 km/h. La multa proveniva da un radar fisso e inizialmente il suo ricorso era stato respinto dal tribunale amministrativo.

L’automobilista ha però insistito, sostenendo che la documentazione non rispettasse i requisiti previsti dalla normativa spagnola. In particolare, non erano presenti due fotografie distinte del veicolo scattate in momenti differenti. La DGT aveva fornito un’immagine complessiva dell’auto e, come secondo elemento, un semplice ingrandimento della stessa fotografia per rendere leggibile la targa.

Perché la multa è stata annullata

È proprio questo dettaglio ad aver cambiato l’esito della vicenda. In Spagna, per i dispositivi automatici che funzionano senza la presenza fisica di un agente, è richiesta la produzione di almeno due immagini del veicolo che documentino l’infrazione in momenti differenti.

Una deve consentire una visione panoramica della situazione, mentre l’altra deve permettere l’identificazione della targa. Non è quindi sufficiente, in questo specifico contesto normativo, prendere una singola fotografia e ritagliarne o ingrandirne una parte.

Esaminando il materiale, i giudici hanno constatato che si trattava sostanzialmente dello stesso fotogramma presentato due volte: prima nella sua interezza e poi attraverso l’ingrandimento di una porzione. Mancava dunque il requisito delle due riprese temporalmente distinte. Su questa base la sanzione da 100 euro è stata annullata.

Non vale automaticamente anche in altri Paesi

Il caso è interessante soprattutto perché mostra quanto possano essere importanti i requisiti tecnici previsti dalla legislazione nazionale per documentare un’infrazione. Non significa, però, che qualsiasi multa accompagnata da una sola fotografia possa essere contestata con successo.

La stessa situazione, per esempio, avrebbe un esito differente in Francia. La normativa francese richiede che il dispositivo produca almeno una fotografia capace di identificare senza ambiguità il veicolo. Non esiste quindi l’obbligo, previsto invece dalla disciplina spagnola richiamata nella sentenza, di ottenere due fotografie scattate in momenti differenti. Una singola immagine con un successivo ingrandimento della targa può pertanto essere sufficiente.

La decisione riguarda dunque uno specifico caso avvenuto in Spagna e non stabilisce un principio automaticamente applicabile in Italia o nel resto d’Europa. La vicenda dimostra però un aspetto importante: oltre al dato della velocità rilevata, anche il rispetto delle procedure previste per accertare e documentare l’infrazione può diventare determinante. In questo caso sono state proprio due fotografie che, in realtà, erano una sola a trasformare una multa apparentemente scontata in una sanzione annullata dal giudice.

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