Auto elettriche, la Francia è lontana dall'obiettivo: produzione ferma a un terzo
La Francia voleva produrre 2 milioni di auto elettriche entro il 2030, ma oggi è ferma a circa un terzo dell'obiettivo. Ecco cosa sta rallentando il piano
Nel 2022 la Francia aveva annunciato un obiettivo molto ambizioso: arrivare a produrre 2 milioni di auto elettriche all’anno entro il 2030, trasformandosi in uno dei principali poli europei della mobilità a zero emissioni. A distanza di quattro anni da quella scadenza, però, il traguardo appare ancora lontano. Secondo le stime più recenti, gli stabilimenti francesi hanno raggiunto soltanto circa un terzo della produzione prevista, evidenziando un divario significativo tra le aspettative iniziali e la realtà del mercato.
Il progetto rientra nel programma France 2030, il piano strategico con cui il governo francese punta a rafforzare l’industria nazionale attraverso importanti investimenti pubblici. Nonostante le risorse messe a disposizione e l’avvio di nuove gigafactory dedicate alle batterie, la crescita della produzione procede più lentamente del previsto.
Le ragioni sono molteplici e coinvolgono sia la trasformazione industriale sia l’andamento della domanda di auto elettriche, che negli ultimi anni ha mostrato segnali di rallentamento in diversi mercati europei.
Il piano da 2 milioni di auto elettriche rallenta
Per comprendere la portata della sfida è necessario guardare ai numeri di partenza. Nel 2020 la Francia produceva circa 1,3 milioni di veicoli, ma solo una quota limitata era rappresentata da modelli elettrici o ibridi. L’obiettivo annunciato prevedeva quindi un incremento molto consistente della capacità produttiva in meno di dieci anni.
Sin dall’inizio diversi osservatori avevano evidenziato come un simile traguardo richiedesse una profonda trasformazione dell’intera filiera automobilistica. Realizzare un’auto elettrica non significa infatti sostituire semplicemente il motore termico con uno elettrico, ma ripensare completamente la produzione di batterie, motori, elettronica di potenza e sistemi di gestione dell’energia.
A quattro anni dalla scadenza del 2030, la crescita procede, ma con un ritmo inferiore rispetto alle previsioni iniziali.
Gigafactory e investimenti: perché la produzione non decolla
Per sostenere questa trasformazione, il programma France 2030 ha previsto investimenti pubblici molto consistenti. Una parte delle risorse è stata destinata direttamente al settore automotive, con particolare attenzione alla realizzazione delle gigafactory, grandi stabilimenti dedicati alla produzione di celle e moduli per batterie.
Queste strutture rappresentano uno degli elementi chiave della strategia francese, perché puntano a ridurre la dipendenza dalle importazioni asiatiche e a creare una filiera europea delle batterie. Parallelamente sono stati avviati programmi di sostegno per fornitori, piccole e medie imprese e aziende specializzate nella componentistica, con l’obiettivo di accompagnare la riconversione industriale.
Tuttavia, costruire gli impianti richiede tempo e i benefici non sono immediati. A questo si aggiunge un altro fattore determinante: la domanda di auto elettriche non è cresciuta con la rapidità prevista. L’aumento dei prezzi, il costo ancora elevato dei modelli elettrici rispetto alle equivalenti versioni con motore termico e l’incertezza economica hanno spinto molti consumatori a rinviare l’acquisto.
Di conseguenza, alcune fabbriche non lavorano ancora a pieno regime, pur disponendo di capacità produttive già installate.
Il traguardo del 2030 è ancora raggiungibile?
Nonostante il ritardo accumulato, il progetto non può ancora essere considerato definitivamente compromesso. Nei prossimi anni entreranno progressivamente a regime le nuove gigafactory e l’aumento dei volumi produttivi potrebbe contribuire a ridurre i costi di produzione delle batterie, uno degli elementi che incidono maggiormente sul prezzo finale delle auto elettriche.
Molto dipenderà anche dall’evoluzione del mercato europeo. Un eventuale rafforzamento degli incentivi, una maggiore diffusione delle infrastrutture di ricarica e una riduzione del costo delle tecnologie potrebbero rilanciare la domanda, favorendo una crescita più sostenuta della produzione.
Resta però il tema della sovranità industriale, considerato strategico da molti governi europei. L’obiettivo non riguarda soltanto l’assemblaggio delle vetture, ma anche la capacità di produrre in Europa batterie, motori elettrici e componenti ad alto valore tecnologico.
Il caso francese dimostra quanto sia complesso trasformare rapidamente un settore industriale come quello automobilistico. Gli investimenti hanno già consentito la nascita di nuovi impianti e l’avvio di una filiera dedicata alla mobilità elettrica, ma il percorso verso i 2 milioni di auto elettriche all’anno appare ancora in salita. I prossimi quattro anni saranno decisivi per capire se la Francia riuscirà a colmare il divario rispetto agli obiettivi fissati nel piano France 2030 o se sarà necessario rivedere le aspettative iniziali alla luce dell’evoluzione del mercato e della domanda europea.