Attraversa le Americhe con una Ferrari da 500.000 euro: dopo 51.000 km succede di tutto

Un tedesco ha attraversato le Americhe con una Ferrari Purosangue: oltre 51.000 km, 17 Paesi, un grave incidente, guasti e strade estreme fino all'Alaska

Attraversa le Americhe con una Ferrari da 500.000 euro: dopo 51.000 km succede di tutto
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Renato Terlisi
Pubblicato il 9 set 2026

Una Ferrari Purosangue da quasi 500.000 euro utilizzata non per raggiungere hotel esclusivi o percorrere strade panoramiche, ma per affrontare alcune delle rotte più difficili delle Americhe. È la particolare avventura intrapresa da MJ, tedesco originario di Dortmund che ha deciso di mettere alla prova il suo V12 con un viaggio decisamente lontano dall’utilizzo abituale di una Ferrari.

Il progetto prevedeva di attraversare il continente americano dall’estremo sud dell’Argentina fino a Deadhorse, in Alaska. Ad accompagnarlo per gran parte del percorso c’è stato Rico, il suo cane. Secondo quanto raccontato dallo stesso proprietario sui social, il viaggio ha superato 51.760 km attraversando 17 Paesi. E lungo la strada gli imprevisti non sono mancati.

Quasi 5.000 metri con il V12

La Purosangue è stata inizialmente spedita dall’Europa a Montevideo, in Uruguay. Da lì il viaggio è proseguito attraverso Brasile, Argentina, Cile, Bolivia e Perù, scegliendo itinerari che raramente vengono associati a una Ferrari. MJ sostiene persino di essere stato il primo a portare una Ferrari sulla celebre Death Road boliviana.

La vettura avrebbe inoltre raggiunto quota 4.950 metri, dove la ridotta disponibilità di ossigeno e, secondo il suo racconto, la qualità del carburante locale hanno messo in difficoltà il V12 aspirato. Una prova estrema per un modello che, nonostante l’impostazione a quattro porte e la maggiore versatilità rispetto alle sportive tradizionali di Maranello, rimane una vettura ad altissime prestazioni.

Un incidente ferma tutto per sei mesi

Il momento più difficile arriva il 3 giugno 2025. Durante il percorso tra Cusco e Nazca, in Perù, MJ rimane coinvolto in un grave incidente. L’asse anteriore della Purosangue viene danneggiato e la Ferrari deve essere trasportata per circa 3.300 km fino a Santiago del Cile. Le riparazioni richiedono sei mesi, ma il proprietario decide comunque di ripartire.

Poco dopo arrivano altri problemi. In Bolivia un’anomalia elettronica rende necessario l’utilizzo di uno strumento diagnostico specifico Ferrari e MJ racconta di aver dovuto percorrere una lunga distanza fino a Santiago senza assistenza alla frenata. In El Salvador, invece, un tamponamento con una motocicletta provoca nuovi danni, questa volta interessando una portiera.

Fino in Alaska, poi un’altra sfida

Il viaggio continua attraverso Colombia, Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, Guatemala e Messico, per poi raggiungere Stati Uniti, Canada e infine Deadhorse, in Alaska. Anche Rico diventa protagonista di un imprevisto. A causa della documentazione necessaria per portare il cane a Panama, MJ deve lasciarlo temporaneamente in Costa Rica e successivamente percorrere quasi 950 km per tornare a prenderlo.

Raggiunto l’obiettivo, il proprietario decide di tentare qualcosa di ancora più ambizioso: percorrere la Panamericana nella direzione opposta cercando di stabilire un record. Nel luglio 2026, dopo quattro giorni di viaggio, il crollo di una galleria lungo la strada verso il Guatemala impone però una deviazione superiore a 600 km. Contemporaneamente sulla Ferrari compaiono segnalazioni relative alle sospensioni e al telaio.

Il tentativo viene così interrotto, ma apparentemente non accantonato. Sulla biografia Instagram del proprietario compare infatti un chilometraggio superiore a 70.000 km accompagnato dall’indicazione di un prossimo tentativo in preparazione. Una storia che trasforma una delle Ferrari più costose e sofisticate in qualcosa di molto diverso da un oggetto da collezione: una vera compagna d’avventura, con cicatrici e chilometri a dimostrarlo.

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