Londra, finita la pacchia per le auto elettriche: ora devono pagare
Dal 2/01/2026 Londra modifica la Congestion Charge: tariffa standard £18, elettriche £13,50 con Auto Pay, sconti per furgoni e car club; nuove revisioni nel 2027 e 2030
A Londra si prepara una svolta significativa per la mobilità urbana: dal 2 gennaio 2026, la storica esenzione totale per i veicoli elettrici dalla Congestion Charge sarà archiviata, lasciando spazio a un sistema di tariffe più articolato e calibrato sulle nuove esigenze di sostenibilità e controllo del traffico. La capitale britannica, da anni pioniera nelle politiche ambientali, rivede così il proprio approccio, con l’obiettivo di bilanciare la crescita della mobilità a zero emissioni e la necessità di contenere la congestione nelle aree centrali.
Nuovo impianto tariffario
Il nuovo impianto tariffario, annunciato da Transport for London, prevede una serie di cambiamenti che toccheranno da vicino automobilisti e operatori del settore. I veicoli standard dovranno corrispondere £18 al giorno per accedere alla zona a traffico limitato, mentre per le auto elettriche registrate al servizio Auto Pay il costo scenderà a £13,50. Una tariffa ancora più ridotta, pari a £9, sarà applicata a furgoni e mezzi pesanti a zero emissioni. Si tratta di una revisione che mette fine all’“immunità fiscale” di cui hanno goduto finora le vetture green, inaugurando una nuova fase di incentivi meno assoluti ma ancora rilevanti.
La decisione arriva dopo anni in cui le auto a zero emissioni hanno potuto circolare liberamente e gratuitamente nel cuore di Londra. Tuttavia, il crescente successo di queste vetture ha iniziato a generare effetti paradossali: se tutte le auto elettriche fossero esentate, il rischio sarebbe un aumento del traffico che vanificherebbe i benefici ambientali conquistati con fatica. Ecco perché la revisione introduce una logica di sconti graduali: per le berline elettriche lo sconto sarà del 25%, mentre per i veicoli commerciali a zero emissioni la tariffa resterà sensibilmente inferiore rispetto ai mezzi tradizionali.
Le fasce orarie restano invariate
Le fasce orarie di applicazione della Congestion Charge restano invariate rispetto al passato: dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 18, nei weekend e nei giorni festivi dalle 12 alle 18. Un elemento di continuità che consente agli utenti di pianificare con chiarezza i propri spostamenti, pur in un contesto di regole rinnovate.
Per i residenti nella zona soggetta a tariffa, il nuovo schema mantiene uno sconto particolarmente significativo: il costo giornaliero sarà di £1,80, corrispondente a una riduzione del 90%. Questa agevolazione, tuttavia, è garantita solo fino alla prossima revisione prevista per il 2027, lasciando intendere che il quadro potrebbe ulteriormente evolversi in futuro.
Una menzione speciale va ai car club elettrici, che potranno continuare a beneficiare dell’esenzione totale, a patto che i veicoli vengano prelevati e restituiti all’interno dello stesso perimetro della zona tariffata. Un incentivo mirato a promuovere la mobilità condivisa e a ridurre ulteriormente il numero di auto private in circolazione.
Il sistema non si ferma
Il nuovo sistema non si ferma qui: a partire dal 4 marzo 2030, gli sconti per i veicoli elettrici subiranno un’ulteriore contrazione. Per le berline, lo sconto si dimezzerà al 12,5%, mentre per i veicoli commerciali si attesterà al 25%. Transport for London motiva questa scelta con la necessità di evitare un incremento incontrollato del traffico: senza questi correttivi, si stima che la presenza di mezzi nella zona centrale potrebbe aumentare di circa 2.000 unità al giorno nei periodi feriali, con ripercussioni negative sia sul traffico sia sulle emissioni da congestione.
Le reazioni al provvedimento sono contrastanti. Da un lato, chi sostiene la misura sottolinea come incentivi troppo generosi ai veicoli elettrici rischino di peggiorare la qualità della vita urbana, alimentando la congestione anziché ridurla. Dall’altro, ambientalisti e operatori del car sharing esprimono preoccupazione per l’impatto che i nuovi costi potrebbero avere sulla transizione energetica e sugli obiettivi climatici di Londra. Non mancano poi dubbi pratici legati all’obbligo di registrazione al sistema Auto Pay, che secondo alcuni utenti e piccoli operatori potrebbe risultare complesso e poco intuitivo.
Il caso di Londra riapre così il dibattito su come trovare un equilibrio tra l’urgenza di ridurre le emissioni e la gestione efficace della mobilità metropolitana. Un tema che interessa da vicino anche le altre grandi città europee, chiamate a individuare soluzioni innovative per conciliare sostenibilità ambientale e vivibilità urbana, tra incentivi, tariffe e nuove strategie di pianificazione.