L’ex Top Gear ha le idee chiare: “Questa Maserati è una delle auto più sottovalutate”
Tiff Needell, ex pilota di F1 e volto storico di Top Gear, difende la Maserati Ghibli e spiega perché sarebbe stata sottovalutata dalla stampa
Ha guidato monoposto di Formula 1, supercar e alcune delle sportive più esclusive al mondo. Eppure Tiff Needell, ex pilota e volto storico di programmi come Top Gear e Fifth Gear, continua a difendere una Maserati dalla storia commerciale piuttosto complicata: la Ghibli.
Durante una lunga intervista pubblicata nell’agosto 2026, Needell è tornato a parlare della berlina italiana, ricordando il periodo trascorso come ambasciatore del marchio. Il suo giudizio è molto diverso dalla reputazione che ha accompagnato la Ghibli durante parte della sua carriera: per l’ex pilota sarebbe stata una delle automobili più sottovalutate e più duramente criticate dalla stampa.
Non solo una questione di gusti. Needell prova anche a spiegare perché la Ghibli possa essere partita con il piede sbagliato, indicando una combinazione di lancio commerciale, prime recensioni e trasformazione del mercato.
Maserati Ghibli, il diesel potrebbe aver pesato sul suo debutto
Secondo Needell, uno dei problemi potrebbe essere nato già durante la presentazione della Maserati Ghibli alla stampa.
La Casa aveva deciso di puntare in particolare sulla motorizzazione diesel durante i test organizzati per i giornalisti. Una scelta con una logica commerciale precisa: Maserati voleva conquistare una parte della clientela delle berline premium tedesche, con marchi come Audi e BMW tra i riferimenti del segmento.
Il diesel, in quel momento, poteva quindi rappresentare uno strumento importante per ampliare il pubblico della Ghibli. Ma secondo Needell la scelta avrebbe avuto un effetto collaterale: condizionare la prima impressione della vettura.
Per un marchio come Maserati, storicamente associato a motori prestazionali e a una forte componente emozionale, presentarsi puntando molto sul diesel poteva infatti creare aspettative differenti. Needell allarga poi il discorso al funzionamento dei lanci stampa. Secondo la sua esperienza, il giudizio espresso da alcuni giornalisti particolarmente autorevoli può influenzare rapidamente la percezione generale di un nuovo modello.
Un commento negativo sull’assetto, sul comfort o sul comportamento dinamico può essere ripreso e diventare uno degli elementi dominanti nel racconto dell’auto. Secondo l’ex pilota, alla Ghibli sarebbe accaduto qualcosa di simile. Si tratta naturalmente della sua interpretazione personale e non di una dimostrazione che le recensioni negative fossero prive di fondamento. Ma il punto sollevato è interessante: quanto può pesare la prima impressione sulla carriera commerciale di un’automobile?
Tiff Needell: “Adoro la Maserati Ghibli”
L’esperienza diretta dell’ex volto di Top Gear racconta una macchina molto diversa. Needell ricorda di aver utilizzato la Maserati Ghibli durante il periodo trascorso come ambasciatore del marchio e non nasconde l’affetto per il modello.
A convincerlo non era soltanto l’estetica. L’ex pilota descrive la Ghibli come una berlina a quattro porte elegante ma, allo stesso tempo, concretamente utilizzabile nella vita quotidiana. Sottolinea lo spazio disponibile nell’abitacolo e la capacità del bagagliaio, sufficiente secondo il suo racconto per trasportare senza problemi valigie e mazze da golf.
Elementi apparentemente secondari per una Maserati, ma centrali nel segmento in cui la Ghibli cercava di competere. Il modello doveva infatti combinare l’immagine sportiva del Tridente con quella versatilità normalmente richiesta a una grande berlina premium. Ed è proprio questo equilibrio che Needell sembra aver apprezzato particolarmente: non soltanto una Maserati da ammirare, ma una vettura da utilizzare con continuità.
Il vero problema della Maserati Ghibli? L’arrivo dei SUV
Le recensioni, però, potrebbero spiegare soltanto una parte della storia. C’è infatti un secondo elemento che Needell considera fondamentale: il cambiamento del mercato automobilistico. La Ghibli si è trovata a combattere in un periodo in cui le tradizionali berline stavano progressivamente perdendo terreno, mentre SUV e crossover diventavano sempre più importanti per i costruttori premium.
Il cliente che in passato avrebbe scelto quasi automaticamente una berlina di lusso ha iniziato a guardare verso modelli più alti, spaziosi e imponenti. Needell cita persino Rolls-Royce per descrivere il fenomeno, osservando come una parte della clientela del marchio britannico abbia spostato la propria attenzione verso il SUV Cullinan rispetto alle tradizionali berline.
Per Maserati il problema era particolarmente delicato. La Ghibli doveva conquistare clienti in un segmento estremamente competitivo proprio mentre il mercato cominciava a spostarsi in un’altra direzione.
Una Maserati arrivata nel momento sbagliato?
A distanza di anni, la storia della Ghibli può quindi essere letta sotto una luce diversa. Secondo la ricostruzione di Needell, la berlina italiana potrebbe essere stata penalizzata da tre elementi: un lancio molto concentrato sul diesel, una prima accoglienza critica poco favorevole e la rapida crescita dei SUV.
Tre fattori diversi, ma arrivati praticamente nello stesso periodo. Naturalmente questo non significa che tutte le critiche rivolte alla vettura fossero ingiustificate, né che il mancato successo commerciale possa essere spiegato esclusivamente attraverso la stampa. È il punto di vista di Needell, maturato però dopo aver guidato personalmente la Ghibli e aver lavorato a contatto con Maserati.
Ed è proprio questo a rendere interessante la sua presa di posizione. Mentre il mercato ha progressivamente spostato l’attenzione dalle berline tradizionali ai SUV, la Maserati Ghibli è rimasta una delle ultime interpretazioni italiane della grande berlina sportiva premium.
Tiff Needell, almeno, non sembra avere ripensamenti: per l’ex pilota di Formula 1 e storico volto di Top Gear, quella Maserati meritava una considerazione ben diversa da quella ricevuta durante la sua carriera.