Lando Norris porta la sua Ferrari F40 a Londra: la targa non passa inosservata
La Ferrari F40 di Lando Norris è stata avvistata di notte per le strade di Londra. La supercar del pilota britannico sfoggia targhe di Monaco e conserva il classico V8 biturbo
Non capita tutti i giorni di incontrare una Ferrari F40 parcheggiata lungo una strada di Londra. Se poi l’esemplare appartiene a Lando Norris, l’avvistamento diventa inevitabilmente ancora più interessante. La supercar del pilota britannico è stata fotografata durante la notte nella capitale inglese, dove la sua inconfondibile carrozzeria rossa spiccava sotto l’illuminazione cittadina.
A catturare l’attenzione non sono soltanto le forme di una delle Ferrari più celebri della storia. Sulla vettura compaiono infatti targhe del Principato di Monaco, particolare immediatamente visibile nelle immagini diffuse dell’avvistamento.
La F40 si presenta nella configurazione che l’ha trasformata in un’icona: carrozzeria rossa, profilo bassissimo e l’enorme ala posteriore integrata nella coda. Una combinazione che continua a rendere immediatamente riconoscibile il modello a quasi quarant’anni dalla sua presentazione.
Una Ferrari nata per celebrare i 40 anni del marchio
La Ferrari F40 fu presentata nel 1987 per celebrare il quarantesimo anniversario della Casa di Maranello e fu l’ultima vettura stradale lanciata mentre Enzo Ferrari era ancora in vita. Il progetto mise al centro prestazioni e leggerezza, rinunciando a buona parte delle concessioni al comfort che caratterizzavano le gran turismo dell’epoca.
La carrozzeria faceva ampio ricorso a materiali compositi e l’abitacolo seguiva la stessa filosofia essenziale. Tutto era subordinato alla riduzione della massa e alla ricerca delle prestazioni.
Il risultato fu una vettura che ancora oggi mantiene un’immagine estremamente aggressiva. Il lungo cofano anteriore, le prese d’aria laterali, la coda traforata e soprattutto la grande ala posteriore sono diventati elementi immediatamente associati alla F40.
Il V8 biturbo sfiora i 480 CV
Dietro l’abitacolo trova posto un V8 biturbo da 2,9 litri, capace nella specifica europea di sviluppare 478 CV. La potenza viene inviata esclusivamente alle ruote posteriori attraverso un cambio manuale a cinque rapporti.
Numeri che oggi possono sembrare relativamente contenuti rispetto alle hypercar da oltre 1.000 CV, ma la F40 può contare su una massa ridotta e soprattutto sull’assenza dei sofisticati controlli elettronici che caratterizzano le sportive moderne.
Il rapporto diretto tra pilota e meccanica è uno dei motivi che hanno reso questa Ferrari particolarmente ricercata dai collezionisti. La combinazione tra motore turbo, cambio manuale e trazione posteriore richiede infatti un approccio decisamente diverso rispetto a quello delle supercar contemporanee.
Non è l’unica F40 nel mondo della Formula 1
Lando Norris non è l’unico grande nome della Formula 1 ad avere scelto questo modello. Anche Lewis Hamilton ha recentemente aggiunto una Ferrari F40 alla propria collezione, realizzando un desiderio che aveva manifestato da tempo.
L’interesse dei piloti non sorprende considerando il ruolo occupato dalla F40 nella storia delle sportive di Maranello. La vettura nacque in un periodo nel quale prestazioni estreme e soluzioni derivate dalle competizioni non erano ancora accompagnate dall’elettronica invasiva delle automobili moderne.
Una F40 che non rimane nascosta in garage
L’aspetto forse più curioso dell’avvistamento londinese è proprio vedere una vettura di questo livello fuori da una collezione, parcheggiata lungo una normale strada cittadina.
Le quotazioni raggiunte negli ultimi anni hanno trasformato le F40 migliori in automobili dal valore milionario, rendendo ogni utilizzo su strada un evento capace di attirare fotografi e appassionati.
Quella di Norris, con il Rosso Ferrari che risalta sotto i lampioni e le targhe monegasche ben visibili, non è passata inosservata. E non servono livree speciali o modifiche appariscenti: quasi quattro decenni dopo il debutto, alla F40 bastano ancora la sua enorme ala e la silhouette bassissima per rubare la scena nel centro di Londra.