Chiude il museo delle auto d’epoca: «Non troviamo più meccanici che sappiano lavorare sui carburatori»

Snook’s Dream Cars chiude dopo 24 anni in Ohio: il meccanico va in pensione e il proprietario non riesce a trovare un sostituto capace di lavorare sulle vecchie auto

Chiude il museo delle auto d’epoca: «Non troviamo più meccanici che sappiano lavorare sui carburatori»
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Giorgio Colari
Pubblicato il 22 set 2026

Non sono i visitatori insufficienti o i costi di gestione a decretare la fine di questo museo, ma un problema decisamente particolare: trovare qualcuno che sappia ancora mettere le mani su carburatori e vecchi motori. Snook’s Dream Cars, museo automobilistico di Bowling Green, in Ohio, si prepara a chiudere dopo 24 anni di attività e la sua collezione finirà all’asta.

La decisione è arrivata dopo l’annuncio del pensionamento di Terry Stetler, storico meccanico della struttura. Era lui a mantenere funzionante l’eterogenea flotta composta da automobili americane, europee e giapponesi di epoche differenti, oltre a occuparsi di vetture storiche appartenenti ad altri appassionati della zona.

Il proprietario Jeff Snook ha cercato un sostituto, ma senza successo. A quel punto ha deciso che era arrivato anche per lui il momento di ritirarsi.

«I ragazzi non conoscono più i carburatori»

La spiegazione fornita da Snook al Toledo Blade mette in evidenza un problema destinato a interessare sempre di più il mondo delle auto storiche. «Con lui che va in pensione, non ho trovato nessuno da assumere che sia in grado di mantenere le auto», ha raccontato riferendosi a Stetler.

Il problema, secondo il proprietario, riguarda soprattutto il cambiamento delle competenze richieste ai tecnici moderni. «I ragazzi che escono dalle scuole professionali non conoscono i carburatori e le vecchie automobili», ha aggiunto.

Non significa necessariamente che i giovani meccanici siano meno preparati. Semplicemente, l’automobile contemporanea richiede conoscenze completamente differenti: elettronica, diagnosi computerizzata, sistemi di assistenza alla guida e, sempre più spesso, propulsori ibridi ed elettrici. Su una vettura di mezzo secolo fa, invece, entrano in gioco carburatori, puntine, distributori e regolazioni meccaniche ormai quasi scomparse dalle officine generaliste.

Riparare un’auto vecchia non è sempre più facile

In teoria, una classica può sembrare molto più semplice di un’automobile moderna. Ci sono meno centraline, meno sensori e generalmente meno componenti da rimuovere per raggiungere ciò che deve essere riparato. Alcuni pezzi possono persino essere ricostruiti artigianalmente.

La pratica, però, racconta un’altra storia. Una vite facilmente accessibile può diventare un incubo se non viene svitata da 50 anni, mentre la diagnosi di un problema non può sempre essere affidata a uno strumento elettronico.

La regolazione di un carburatore è un esempio perfetto. Non è necessariamente un’operazione estremamente complessa, ma richiede esperienza, sensibilità e la capacità di interpretare il comportamento del motore. Competenze che si costruiscono lavorando per anni su quella tecnologia. Il problema diventa quindi generazionale: diminuiscono progressivamente i professionisti che hanno accumulato quell’esperienza.

Quindici auto sono già all’asta

La chiusura di Snook’s Dream Cars comporterà anche la dispersione della collezione. Attualmente 15 automobili sono state messe in vendita attraverso la piattaforma di Hagerty. La selezione è particolarmente varia e riflette lo spirito del museo.

Tra i mezzi citati figurano una Jeep della Seconda guerra mondiale, una Jaguar E-Type, una delle prime Datsun Z e diverse grandi automobili americane caratterizzate dalle tipiche carrozzerie aerodinamiche dell’epoca. L’asta è programmata per il 28 settembre 2026, mentre il museo dovrebbe chiudere definitivamente nella settimana dell’11 ottobre.

Il futuro delle classiche passa anche dalle officine

La vicenda dell’Ohio pone una questione che va oltre la chiusura di un piccolo museo. Conservare un’auto storica non significa soltanto proteggerne carrozzeria e interni: significa soprattutto riuscire a mantenerla funzionante.

Con il pensionamento dei tecnici cresciuti professionalmente su carburatori e accensioni tradizionali, questa capacità rischia di diventare sempre più rara e specializzata. Le officine moderne, comprensibilmente, investono nella formazione richiesta dalle automobili che circolano oggi, mentre lavorare esclusivamente sulle classiche rappresenta un mercato molto più ristretto.

Snook’s Dream Cars ne è diventato un esempio concreto: le automobili ci sono ancora, così come la passione per conservarle. A mancare è qualcuno capace di continuare a farle funzionare. E quando il suo storico meccanico ha deciso di appendere gli attrezzi al chiodo, dopo 24 anni è arrivato il momento di chiudere anche il museo.

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