Le peggiori auto elettriche secondo l'ADAC: le prime sono citycar

Il rapporto ADAC boccia Dacia Spring 65 e Leapmotor T03 per qualità costruttiva, comfort e sicurezza: punteggi, confronti con BYD e Fiat e impatto sul mercato

Le peggiori auto elettriche secondo l'ADAC: le prime sono citycar
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Giorgio Colari
Pubblicato il 2 gen 2026

Nel panorama sempre più affollato delle auto elettriche economiche, emergono chiaramente le criticità che possono celarsi dietro un prezzo particolarmente vantaggioso. L’ultimo test dell’ADAC, uno dei più autorevoli enti europei nel campo della valutazione automobilistica, ha messo sotto la lente d’ingrandimento due modelli molto discussi: la Dacia Spring 65 e la Leapmotor T03. Entrambe le city car, protagoniste di una crescita commerciale notevole grazie ai loro listini accessibili, si sono però distinte in negativo, ottenendo i peggiori risultati tra tutte le vetture testate per il 2025.

Dacia Spring 65 e Leapmotor T03: un verdetto impietoso dall’ADAC

Nel dettaglio delle prove, l’ADAC ha assegnato alla Dacia Spring 65 un punteggio complessivo di 3,0, mentre la Leapmotor T03 si è fermata a 2,9. Questi risultati mettono in evidenza come il solo prezzo basso non sia sufficiente a garantire una reale competitività sul mercato, soprattutto quando si parla di qualità costruttiva e dotazioni di bordo. Le due vetture, infatti, sono state surclassate da modelli come la Fiat Grande Panda (2,5) e la BYD Atto 2 (2,4), dimostrando che l’equilibrio tra costi e prestazioni rimane una sfida tutt’altro che scontata nel segmento delle auto elettriche compatte.

Le criticità che affossano la valutazione

Entrando nel merito delle singole categorie esaminate, il quadro si fa ancora più chiaro. La Dacia Spring 65 ha registrato il peggior voto in assoluto nella sezione carrozzeria, con un pesante 3,9, mentre il comfort si è attestato su un 4,0, sottolineando una netta insoddisfazione degli esperti rispetto alla qualità percepita a bordo. La Leapmotor T03 ha fatto leggermente meglio, ma senza brillare: 3,5 in carrozzeria e 3,8 in comfort. Tuttavia, il vero punto dolente riguarda gli interni, dove entrambe le vetture hanno totalizzato un 3,9, il voto più basso di tutto il panel testato. Anche la sicurezza è stata motivo di forte preoccupazione: sia la Dacia Spring 65 che la Leapmotor T03 hanno ottenuto un identico 3,5, rimanendo così fuori dalla parte alta della classifica in questa categoria fondamentale.

Qualche nota positiva, ma non basta

Nonostante il quadro generale sia piuttosto critico, qualche elemento di valore emerge dal test. Sul fronte della motorizzazione e dell’efficienza energetica, le due city car si sono dimostrate più competitive: la Dacia Spring 65 ha ottenuto un 2,3, mentre la Leapmotor T03 ha fatto segnare un incoraggiante 2,1. Sul piano ambientale, grazie alla propulsione full electric, i punteggi sono stati ancora più favorevoli: 1,0 per la Dacia Spring 65 e 1,4 per la Leapmotor T03. Tuttavia, questi aspetti positivi non sono sufficienti a colmare le lacune strutturali e di sicurezza emerse nelle altre categorie della valutazione.

Un segnale forte per il mercato e i costruttori

Il test dell’ADAC lancia un messaggio chiaro sia ai produttori che ai consumatori: la corsa alle auto elettriche low cost non può e non deve prescindere dagli standard minimi di qualità, sicurezza e comfort. La valutazione negativa della Dacia Spring 65 e della Leapmotor T03 rappresenta un campanello d’allarme per i costruttori, che dovranno necessariamente rivedere materiali, assemblaggi e sistemi di protezione nelle prossime generazioni di modelli. D’altro canto, i consumatori sono chiamati a una riflessione più attenta: il prezzo d’acquisto non deve essere l’unico parametro nella scelta di una vettura, perché il risparmio iniziale rischia di essere vanificato da costi nascosti, minore durata e, soprattutto, da livelli di sicurezza non adeguati.

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